Non pagare la Tari: chi rientra in questo caso è esente
Come si riesce a non pagare la Tari? La tassa sui rifiuti è un tributo che grava su tutti gli immobili, e non si può scappare, a meno che non si rientri in questa casistica particolare, che permette di essere esenti. Si tratta di un caso che viene chiamato Tari decaduta, e che per essere ufficializzato richiede l’avvio di una procedura amministrativa.
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La tassa sui rifiuti è una tassa che deve pagare chiunque abbia una casa in Italia. Si tratta di un tributo che viene richiesto ai proprietari immobiliari in base alle dimensioni del loro immobile e al numero di persone che vi abitano. Solitamente, questo è il periodo dell’anno in cui i Comuni italiani iniziano ad inviare i bollettini per il pagamento della Tari, scegliendo una delle tre forme di pagamento:
- in un’unica soluzione;
- con 2 rate di pari importo;
- con 4 rate di pari importo.
Non pagare la Tari vuol dire diventare debitori nei confronti del Comune di residenza, e si rischia di dover pagare, oltre all’importo della Tari non saldato, anche una mora per il ritardo. Per questo è sempre consigliabile rimanere in regola con i pagamenti.
Se però non si paga un bollettino, per qualsiasi motivo, e non si riceve alcun sollecito di pagamento per più di 5 anni dall’ente locale, si è autorizzati a non pagare più quanto richiesto. Si tratta del caso della Tari decaduta, che permette l’esenzione totale dal debito.
Non pagare la Tari

Il caso specifico della Tari decaduta, quindi, permette di non pagare la Tari che si riferisce ad un vecchio bollettino che, per più di 5 anni è rimasto insoluto e non sollecitato. Se si riceve un sollecito dopo il termine dei 5 anni (o di 10 anni se nel frattempo è iniziato un procedimento giudiziario), si è autorizzati a non pagarlo. Per ufficializzare l’esenzione però, è necessario recarsi presso il proprio Comune di residenza e presentare un’istanza di autotutela entro 60 giorni dal ricevimento dell’avviso che ha superato i termini della prescrizione, in cui si chiede lo sgravio del tributo.
Infatti, secondo la legge, se l’ente che deve incassare il tributo non ne richiede il pagamento per più di 5 anni consecutivi, passato questo termine non ha più alcun diritto di riscossione su quel debito, che cade così in prescrizione.
Un’esenzione particolare

Si tratta quindi, come è evidente, di un caso particolare di esenzione. I casi di esenzione classica, invece, riguardano i nuclei familiari con ISEE basso e gli immobili inagibili o in ristrutturazione. Infatti, chi possiede un ISEE inferiore a 6.250 euro può richiedere l’esenzione totale dalla Tari, mentre chi ha un ISEE tra i 6.250 e i 7.500 euro può ricevere una riduzione del 50%.
Essere aggiornati sul funzionamento della Tari e delle altre imposte sulla casa è fondamentale per non pagare ciò che non si deve, o per risparmiare laddove è concesso. Dal 2025 infatti, sia la Tari che l’IMU e la Tasi sono state eliminate dalle cartelle esattoriali. Questo vuol dire che l’Agenzia delle Entrate, dopo non esser riuscita a riscuotere un debito ad esse riferito per più di 5 anni, fa decadere la cartella (ma non il debito), e restituisce l’incartamento al Comune di residenza, che deciderà se far valere l’annullamento oppure continuare con l’iter di riscossione. Inoltre, il Bonus Tari permette di risparmiare il 25% sulla tassa dei rifiuti, ma solo in determinati casi.