Non pagare la Tari: chi rientra in questo caso è esente

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 5 minuti

Come si riesce a non pagare la Tari? La tassa sui rifiuti è un tributo che grava su tutti gli immobili, e non si può scappare, a meno che non si rientri in questa casistica particolare, che permette di essere esenti. Si tratta di un caso che viene chiamato Tari decaduta, e che per essere ufficializzato richiede l’avvio di una procedura amministrativa.

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Non pagare la Tari: chi rientra in questo caso è esente
Photo by Lisaphotos195 – Pixabay

La tassa sui rifiuti è una tassa che deve pagare chiunque abbia una casa in Italia. Si tratta di un tributo che viene richiesto ai proprietari immobiliari in base alle dimensioni del loro immobile e al numero di persone che vi abitano. Solitamente, questo è il periodo dell’anno in cui i Comuni italiani iniziano ad inviare i bollettini per il pagamento della Tari, scegliendo una delle tre forme di pagamento:

  • in un’unica soluzione;
  • con 2 rate di pari importo;
  • con 4 rate di pari importo.

Non pagare la Tari vuol dire diventare debitori nei confronti del Comune di residenza, e si rischia di dover pagare, oltre all’importo della Tari non saldato, anche una mora per il ritardo. Per questo è sempre consigliabile rimanere in regola con i pagamenti.

Se però non si paga un bollettino, per qualsiasi motivo, e non si riceve alcun sollecito di pagamento per più di 5 anni dall’ente locale, si è autorizzati a non pagare più quanto richiesto. Si tratta del caso della Tari decaduta, che permette l’esenzione totale dal debito.

Non pagare la Tari

Non pagare la Tari: chi rientra in questo caso è esente
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Il caso specifico della Tari decaduta, quindi, permette di non pagare la Tari che si riferisce ad un vecchio bollettino che, per più di 5 anni è rimasto insoluto e non sollecitato. Se si riceve un sollecito dopo il termine dei 5 anni (o di 10 anni se nel frattempo è iniziato un procedimento giudiziario), si è autorizzati a non pagarlo. Per ufficializzare l’esenzione però, è necessario recarsi presso il proprio Comune di residenza e presentare un’istanza di autotutela entro 60 giorni dal ricevimento dell’avviso che ha superato i termini della prescrizione, in cui si chiede lo sgravio del tributo.

Infatti, secondo la legge, se l’ente che deve incassare il tributo non ne richiede il pagamento per più di 5 anni consecutivi, passato questo termine non ha più alcun diritto di riscossione su quel debito, che cade così in prescrizione.

Un’esenzione particolare

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Si tratta quindi, come è evidente, di un caso particolare di esenzione. I casi di esenzione classica, invece, riguardano i nuclei familiari con ISEE basso e gli immobili inagibili o in ristrutturazione. Infatti, chi possiede un ISEE inferiore a 6.250 euro può richiedere l’esenzione totale dalla Tari, mentre chi ha un ISEE tra i 6.250 e i 7.500 euro può ricevere una riduzione del 50%.

Essere aggiornati sul funzionamento della Tari e delle altre imposte sulla casa è fondamentale per non pagare ciò che non si deve, o per risparmiare laddove è concesso. Dal 2025 infatti, sia la Tari che l’IMU e la Tasi sono state eliminate dalle cartelle esattoriali. Questo vuol dire che l’Agenzia delle Entrate, dopo non esser riuscita a riscuotere un debito ad esse riferito per più di 5 anni, fa decadere la cartella (ma non il debito), e restituisce l’incartamento al Comune di residenza, che deciderà se far valere l’annullamento oppure continuare con l’iter di riscossione. Inoltre, il Bonus Tari permette di risparmiare il 25% sulla tassa dei rifiuti, ma solo in determinati casi.

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