Occupazione abusiva: d’ora in poi è reato, cosa si rischia
L’occupazione abusiva di un immobile di proprietà altrui è una nuova fattispecie di reato, introdotta dal recente decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri in materia di sicurezza pubblica. Ecco cosa rischia di occupa in maniera abusiva la casa di qualcun altro, e cosa cambia con l’introduzione di questa nuova norma.
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L’iter di sgombero per cacciare dalla propria casa un occupante abusivo è notoriamente lungo e pieno di insidie, cavilli e burocrazia. Allo stesso tempo però, la Costituzione (articolo 14) sancisce la tutela del domicilio come un principio cardine della libertà personale. Le due cose sono apertamente in contrasto, considerando quanto tempo passa tra l’occupazione e lo sgombero da parte delle autorità competenti. Per questo, i proprietari immobiliari saranno contenti di conoscere la nuova norma che tutela la proprietà privata e impone punizioni più severe ai trasgressori.
Si tratta di un decreto-legge che il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso 4 aprile e che, nell’ambito della materia della sicurezza pubblica, introduce misure urgenti volte a rafforzare la tutela dei cittadini colpiti da atti criminali e proteggere la casa come bene primario e inviolabile. Le azioni previste dalla norma nei confronti degli occupanti abusivi sono decise e repentine, e puntano a restituire l’immobile occupato al suo legittimo proprietario nel minor tempo possibile.
Occupazione abusiva

L’occupazione abusiva è una situazione che si verifica quando, a seguito di un periodo più o meno prolungato in cui il proprietario di un immobile non entra nella casa di sua proprietà, la trova occupata da soggetti terzi senza alcun diritto. Le casistiche per cui ciò può avvenire sono molteplici, e spaziano dall’occupazione a sfavore di anziani e soggetti fragili, dalle occupazioni di abitazioni di proprietà pubblica. Una vera e propria inversione di rotta rispetto al passato però, in cui sgomberare una casa occupata abusivamente richiedeva iter burocratici e tempi tecnici infiniti, arriva con l’approvazione di un recente decreto-legge.
Lo scorso 4 aprile infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto-legge in materia di sicurezza pubblica che ha obiettivo principale quello di tutelare:
- il personale di servizio,
- le vittime dell’usura,
- i cittadini colpiti da attacchi criminali.
In particolare, spicca la norma che protegge la casa come bene primario e inviolabile, e che introduce azioni decise e repentine contro chi la occupa in modo abusivo. Si tratta di una svolta importantissima, che ha come obiettivo quello di accorciare i tempi di sgombero e di ridurre i tempi di intervento da parte delle forze dell’ordine, che nel caso in cui la casa occupata sia l’unica che il proprietario possiede, possono intervenire anche senza il passaggio formale in tribunale.
I rischi che si corrono

Il decreto istituisce a tutti gli effetti un nuovo reato ad hoc a tutela della proprietà privata, che prevede rischi importanti per i trasgressori. Innanzitutto, il decreto prevede la procedibilità d’ufficio nei casi di immobile pubblico occupato, di immobile a destinazione pubblica o di occupazione commessa ai danni di persone incapaci (minori o infermi). Parallelamente, la pena detentiva per l’occupazione abusiva di una proprietà privata è stata fissata da 2 a 7 anni, e lo sgombero è previsto in tempi più accelerati. Inoltre, anche gli strumenti di intervento a disposizione delle forze dell’ordine saranno più snelli, soprattutto se quella occupata è l’unica casa del proprietario.
Si tratta, a tutti gli effetti, di una svolta per i proprietari immobiliari, che non dovranno più passare per la diffida. Come sottolinea il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il nuovo intervento normativo vuole:
“ristabilire un principio fondamentale: lo Stato non può abbandonare chi è aggredito nella propria intimità domestica”.