Case Green in Italia: Milano, Roma e Torino a confronto
A che punto siamo con gli obiettivi della Direttiva Case Green in Italia? Partendo da un’interessante analisi di Casavo sulle valutazioni effettuate nel 2024, la piattaforma ha messo a confronto tre dei mercati più dinamici e importanti dello Stivale: Milano, Roma e Torino. Ecco le differenze tra le tre città e i punti che invece hanno in comune.
Guarda il video

In Italia la transizione ecologica è iniziata principalmente per star dietro alle direttive europee in fatto di efficientamento energetico. Prima della famosa Direttiva Case Green infatti, poco o nulla si stava facendo per migliorare l’efficienza energetica degli immobili italiani. Ora però, che c’è un obiettivo da perseguire, sono state messe in campo diverse azioni. Come siamo messi, in termini di raggiungimento di questo obiettivo?
La Direttiva europea impone agli immobili residenziali di arrivare entro il 2030 almeno alla classe energetica E, e di arrivare alla D entro il 2033. Si tratta di un obiettivo decisamente ambizioso. Infatti, sebbene dei miglioramenti siano effettivamente stati fatti, la strada per raggiungere il traguardo è ancora lunghissima, e costellata di difficoltà, soprattutto di carattere economico. In Italia la transizione ecologica si sta affrontando in modo diverso, e lo dimostrano i dati di 3 mercati molto diversi tra loro, che presentano però dei punti in comune: Milano, Roma e Torino.
Milano, Roma e Torino a confronto

Milano è il mercato immobiliare più dinamico e di alto valore in Italia. Qui però, il 60% degli immobili è da riqualificare per riuscire a raggiungere gli obiettivi della Direttiva Case Green. Infatti, gli immobili di classe G (25%), F (19%) ed E (16%) rappresentano ancora la maggioranza del mercato. La città però presenta una percentuale di immobili in classe D del 14%, superando la media italiana di 3 punti percentuali. A Roma la situazione appare più grave. Gli immobili di classe G sono infatti il 42% del totale, quelli di classe F sono il 14% e quelli di classe E e D sono circa la metà rispetto ai dati milanesi.
A Roma le case sono più datate, e il mercato più statico. Per questi motivi i dati mostrano una quota di immobili da riqualificare pari al 64% del totale. Tutt’altra casistica si verifica a Torino. Qui infatti gli immobili con classe energetica bassa sono nettamente inferiori: classe G (13%), classe F (16%) e classe E (21%) rappresentano infatti solo il 50% del patrimonio immobiliare cittadino. Gli immobili di classe D sono il 20%, il 9% in più rispetto alla media nazionale.
Case Green in Italia

Come si può notare dai dati di Casavo, le tre città presentano situazioni parecchio diverse tra loro:
- a Milano gli immobili da riqualificare entro il 2033 sono il 60%;
- a Roma gli immobili da riqualificare sono il 64%;
- a Torino la riqualificazione deve interessare il 50% degli immobili.
Come fa però notare Victor Ranieri, Chief Revenue Officer di Casavo, Milano, Roma e Torino hanno anche qualcosa in comune:
“A Milano, Roma e Torino, le differenze territoriali mettono in luce scenari diversi, ma un elemento comune: la necessità di accelerare i processi di riqualificazione. Sulla piattaforma notiamo che le valutazioni riguardano in gran parte immobili datati, con molti proprietari che preferiscono vendere piuttosto che affrontare i costi e le complessità dei lavori di ristrutturazione. Un utente su quattro che ha effettuato una valutazione ha espresso volontà di vendita”.
L’efficientamento energetico è un sogno di molti italiani, ma in pochi possono permetterselo. Se è vero che al 2033 mancano ancora 8 anni, viene da chiedersi cosa si può riuscire a fare in questo lasso di tempo per star dietro alla Direttiva europea. Riusciremo a raggiungere l’obiettivo della classe D?