Decesso del locatore, cosa cambia per l’inquilino?

Autore:
Erika Fameli
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Cosa cambia per l’inquilino in caso di decesso del locatore? Questa è una domanda che può sembrare scontata nella sua risposta, ma che in realtà non lo è affatto. Infatti, la legge italiana ha previsto diversi scenari, stabilendo regole molto chiare e precise, che tutelano l’inquilino in ogni aspetto.

Decesso del locatore, cosa cambia per l’inquilino?
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Quando si stipula un contratto di locazione tra un proprietario immobiliare e un inquilino, e per caso il primo dei due decede mentre il contratto è ancora in essere, possono sorgere dei dubbi. Il primo, e più importante, è cosa ne sarà del contratto e, di conseguenza, dell’inquilino. Può rimanere a vivere nell’immobile? Dovrà stipulare un nuovo contratto? Ci saranno nuove condizioni da accettare e prezzi più alti da pagare? La legge italiana a questo riguardo è molto chiara, e non lascia spazio a interpretazioni alternative.

Innanzitutto, c’è da dire che con il decesso del locatore, la titolarità della proprietà immobiliare e contrattuale passa in toto ai suoi eredi. Questi a loro volta, possono decidere di lasciare le cose come stanno, e subentrare al de cuius, oppure vendere l’immobile oggetto della locazione. Per ognuno di questi scenari esiste una ricaduta sull’inquilino, vediamo insieme quali sono e cosa si deve fare, a livello pratico, quando si verifica una situazione come questa.

Decesso del locatore

Decesso del locatore, cosa cambia per l’inquilino?
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Con il decesso del locatore, la primissima cosa da fare per gli eredi che gli succedono, è occuparsi di comunicare il decesso all’Agenzia delle Entrate, ed effettuare il subentro ex lege. Questa pratica si evade attraverso una comunicazione da fare tramite la compilazione del modello RLI, lo stesso che si usa per la registrazione dei contratti di affitto standard. Nella compilazione si deve comunicare il nuovo nome del locatore e il suo codice fiscale, per non incorrere nell’invalidità del contratto di affitto, sanzioni amministrative o la perdita del beneficio della cedolare secca.

Successivamente alla comunicazione, si aprono due scenari diversi:

  • gli eredi decidono di lasciare le cose come stanno, e di andare avanti con la locazione;
  • gli eredi decidono di vendere l’immobile.

Nel primo caso, gli eredi dovranno prontamente dare comunicazione all’inquilino del subentro dei nuovi proprietari nel vecchio contratto, e anche comunicare i nuovi estremi per il pagamento del canone mensile. Nel secondo caso, l’inquilino può lecitamente domandarsi cosa ne sarà di lui, e se dovrà lasciare anzitempo l’immobile in cui vive e per cui ha un regolare contratto.

Cosa cambia per l’inquilino?

Decesso del locatore, cosa cambia per l’inquilino?
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Il contratto di locazione, nel caso di decesso di una delle due parti stipulanti, è considerato come un diritto reale, che non perde validità in nessun caso. Questo vuol dire, in buona sostanza, che anche in caso di vendita dell’immobile, l’inquilino non deve lasciare la casa prima della scadenza regolare del contratto. Ad ogni passaggio di proprietà, tirando le somme, corrisponde un passaggio di obblighi nei confronti dell’inquilino, che è tutelato dalla legge in tutto e per tutto.

Di conseguenza, i nuovi proprietari (che siano questi gli eredi o gli acquirenti dell’immobile), dovranno adempiere a tutti gli obblighi del locatore di un contratto di affitto: occuparsi di riscuotere il canone di affitto, di sostenere le spese di manutenzione straordinaria e di avviare le pratiche di sfratto per morosità nel caso in cui il conduttore non dovesse pagare il canone regolarmente, cosa che non si potrebbe fare con un affitto senza contratto.

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