Frenata agli affitti brevi: su Airbnb solo con il CIN

Autore:
Erika Fameli
  • SEO Copywriter
Tempo di lettura: 4 minuti

Sta per arrivare una brusca frenata agli affitti brevi in Italia, perchè il colosso degli annunci Airbnb si è schierato a favore del Codice Identificativo Nazionale, e dal 2025 non permetterà più di pubblicare annunci sulla sua piattaforma a chi ne è sprovvisto. Ci troviamo finalmente di fronte al freno che serviva per riportare ai giusti livelli il mercato immobiliare?

Frenata agli affitti brevi: su Airbnb solo con il CIN
Ph credits RDNE Stock project

Il mercato immobiliare italiano delle locazioni vive da diversi mesi una contrazione mai vista prima, e a pagarne le spese sono gli inquilini in cerca di un immobile in cui vivere. Gran parte della colpa va addossata agli affitti brevi, che stanno letteralmente soffocando la piazza locativa italiana. I proprietari immobiliari infatti scelgono sempre più spesso di destinare le loro proprietà alla ricezione turistica, togliendo offerta alle locazioni di più lunga durata.

La conseguenza diretta di questo trend è un’offerta sempre più limitata e una domanda che continua a crescere, il cui incontro genera inevitabilmente prezzi esorbitanti. Una buona notizia per le locazioni italiane però, arriva da Airbnb, il colosso degli annunci per stanze e appartamenti privati a scopo turistico. La piattaforma infatti, ha dichiarato che dal 2025 non accetterà più annunci da parte di chi non è in possesso del CIN, il Codice Identificativo Nazionale. Questo potrebbe cambiare tutte le carte in tavola.

Frenata agli affitti brevi

Frenata agli affitti brevi: su Airbnb solo con il CIN
Foto Carlo Oriente

Il Codice Identificativo Nazionale è una misura con cui il governo sta tentando di introdurre una regolamentazione e un controllo maggiore sugli affitti brevi. Si tratta, in buona sostanza, di un sistema di registrazione delle strutture turistico-ricettive e di tutti gli immobili destinati agli affitti brevi. Per ottenerlo, gli host devono farne esplicita richiesta al Ministero del Turismo. Questo diventerà, con l’anno nuovo, un requisito obbligatorio per poter continuare a pubblicare annunci e svolgere l’attività ricettiva.

Airbnb si è da sempre detto favorevole a questa misura, tanto che, oltre ad aver informato gli host italiani del cambio di regolamento a partire dal 1 gennaio 2025, ha dichiarato di rimuovere tutti gli annunci che sono sprovvisti di CIN. Non solo, perchè ha anche attivato una linea di assistenza in collaborazione con Altroconsumo, che gli host possono chiamare per avere indicazioni chiare e precise su come muoversi e come riuscire a star dietro agli adempimenti necessari per poter continuare ad operare nel rispetto delle regole.

Buone nuove per il mercato immobiliare

Frenata agli affitti brevi: su Airbnb solo con il CIN
Photo by StockSnap – Pixabay

Questo potrebbe cambiare sensibilmente le carte in tavola, e avere un risvolto positivo dal punto di vista del mercato immobiliare delle locazioni. Infatti, chi non ha tempo o voglia di adempiere agli obblighi, dovrà per forza di cose abbandonare l’attività ricettiva e tornare alla locazione standard, che sia questa di tipo transitorio oppure più lunga. Attualmente chi si trova su Airbnb:

  • più del 50% sono famiglie comuni che vogliono generare reddito;
  • il 67% afferma di ricevere un importante aiuto economico;
  • il 76% ha un altro lavoro principale;
  • guadagna mediamente 4.000 euro all’anno.

Tutte queste persone potrebbero ripensarci, e con un loro eventuale passo indietro, il mercato delle locazioni potrebbe allentare la pressione sui prezzi, che a loro volta tornerebbero a scendere. Sempre a catena, la domanda potrebbe trovare una maggiore soddisfazione, e l’intero mercato ne gioverebbe. Attualmente infatti, la situazione è tutt’altro che rosea, con i prezzi shock mai visti prima degli appartamenti in affitto e la lotta che si scatena persino per le stanze singole.

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