Adeguamento della rendita catastale errato: cosa fare

Autore:
Erika Fameli
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L’adeguamento della rendita catastale è un procedimento attraverso il quale il valore catastale di un immobile viene modificato alla luce di interventi di miglioramento sullo stesso. Ecco come funziona la pratica, e cosa si deve fare se l’adeguamento in visura catastale è errato. Il proprietario ha diverse opzioni.

Disegno casa
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Quando si effettuano ristrutturazioni importanti al proprio immobile, e si aggiunge valore allo stesso, è obbligatorio adeguare la rendita catastale alle nuove condizioni della casa. A farlo deve essere il Comune di appartenenza dell’immobile, in base alle indicazioni ricevute dal direttore dei lavori che si è occupato di effettuare gli interventi. Questi ha 30 giorni di tempo dopo la fine dei lavori per presentare la pratica al Comune, in base alle disposizioni del Testo Unico dell’edilizia.

Dopo aver esaminato le informazioni riportate dal direttore dei lavori, l’Agenzia delle Entrate invia al proprietario dell’immobile un avviso di accertamento tramite una notifica ufficiale. In questo avviso il contribuente viene avvisato della revisione del valore catastale del suo immobile, e se è tutto corretto non c’è altro che deve fare per terminare la procedura. Se invece nell’avviso si riscontrano errori, ci sono diverse cose che il proprietario può fare.

Adeguamento della rendita catastale

Adeguamento della rendita catastale errato: cosa fare
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Prima ancora di capire come correggere un adeguamento catastale, è bene specificare quali sono gli interventi che lo richiedono. Si tratta di lavori di ristrutturazione che cambiano considerevolmente il valore dell’immobile, e che ne modificano la struttura. In particolare, a richiedere l’adeguamento della rendita catastale sono:

  • spazi abitativi aggiuntivi a quelli già esistenti;
  • lavori avanzati agli impianti (sistemi di riscaldamento, cappotti termici, ecc.);
  • interventi per il miglioramento della classe energetica;
  • ristrutturazioni sostanziali che modificano l’assetto dell’immobile.

Ciò detto, se i dati riportati dal direttore dei lavori all’Agenzia delle Entrate sono tutti corretti, la nuova rendita catastale apparirà in visura catastale dopo l’aggiornamento dell’AdE. Se invece sull’avviso che anticipa la scrittura in visura si dovessero riscontrare inesattezze, bisogna agire immediatamente. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate c’è una sezione apposita per questo, chiamata proprio Correzione dati catastali, dove si può effettuare la modifica necessaria. Questo metodo è utile per correggere errori di battitura o diciture sbagliate nei dati del proprietario. Per errori più sostanziali, si aprono due strade.

Autotutela e ricorso

Adeguamento della rendita catastale errato: cosa fare
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L’autotutela è una procedura da seguire quando si vuole richiedere la revisione dell’avviso di accertamento perché infondato o con errori sostanziali. L’autotutela deve essere presentata all’Ufficio provinciale dell’Agenzia delle Entrate che ha emesso l’avviso, insieme alla documentazione attestante l’errore. Se dopo il riesame dovessero esserci ancora errori oppure l’adeguamento dovesse risultare sproporzionato rispetto ai lavori effettuati, si può passare ad un ricorso formale alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado.

Il ricorso deve essere presentato entro 60 giorni dalla ricezione dell’avviso, e ad occuparsene deve essere rigorosamente un avvocato o un commercialista. Conoscere questo iter e tutta la procedura di adeguamento è essenziale per l’anno che verrà, almeno stando alle dichiarazioni di Giorgetti e alla bozza della Legge di Bilancio. Si potrebbe verificare infatti, un adeguamento di tutte le rendite catastali degli immobili che hanno usufruito del Superbonus e di altre agevolazioni fiscali.

Le modalità, le tempistiche e l’attuazione di questa evenienza non sono ancora noti, e non ci sono dettagli a riguardo, ma considerando l’altissimo numero di immobili che sono stati ristrutturati negli ultimi anni, è bene prepararsi in anticipo e sapere a cosa si andrà incontro con l’eventuale riforma del catasto.

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