Affitti nel III quadrimestre 2024: giù contratti, su i prezzi
Gli affitti nel III quadrimestre 2024 saranno di meno, ma avranno prezzi più alti. Queste le previsioni degli esperti della Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari (FIMAA), che hanno analizzato il mercato immobiliare italiano alla luce degli sviluppi degli ultimi mesi. Ecco il quadro poco rassicurante che forniscono.

Come oramai si sa da tempo, affittare casa in Italia è sempre più difficile, e questo trend non si invertirà negli ultimi mesi del 2024. Anzi, andrà sempre peggio: per la fine dell’anno sono previsti contratti in meno e prezzi ancora in ascesa. In particolare, i contratti di locazione subiranno una contrazione del 2,5%, mentre i prezzi dei canoni d’affitto saliranno del 5,5% circa rispetto allo stesso periodo del 2023.
A dirlo sono gli esperti della Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari (FIMAA), che hanno analizzato l’andamento del mercato immobiliare e hanno restituito una fotografia poco rassicurante. Infatti, i due dati appena esposti sono sintomo da un lato della sempre maggiore scarsità di immobili sul mercato, dall’altro dell’altissima offerta che invece continua ad essere presente. Il risultato è un mercato fatto di pochi immobili, a prezzi assurdi.
Affitti nel III quadrimestre 2024

Guardando al primo semestre di quest’anno, ad oggi si riscontrano da un lato il calo delle stipule dei contratti di locazione pari al 2,2%, e dall’altro un incremento del prezzo degli affitti, pari al 5,4%. Di conseguenza, come spiegano gli esperti in base ai risultati dei primi mesi del secondo semestre, i trend iniziati non si arresteranno, ma proseguiranno esattamente nella stessa direzione:
- la domanda di locazioni aumenterà ancora;
- l’offerta subirà un’ulteriore contrazione;
- i contratti in scadenza potrebbero non essere rinnovati.
Tutto questo è trainato, ovviamente, dal mercato degli affitti brevi, che continua a sottrarre immobili alle locazioni più lunghe e che attrae sempre più proprietari. I lati positivi degli affitti brevi, come è ormai ben noto, riguardano guadagni maggiori, più sicurezze in termini di occupazione degli immobili e più flessibilità. Tutto questo, unito all’attrattiva turistica italiana, fa sì che gli affitti brevi rappresentino ancora l’opzione preferita di chi vuole mettere il proprio immobile a reddito.
Il problema degli affitti brevi

Di questo parlano anche gli esperti della FIMAA, e in particolare Andrea Oliva, il Responsabile dell’Ufficio Studio di FIMAA, esprime la sua preoccupazione:
“Il mercato della locazione sta attraversando un periodo di cambiamenti significativi. Peraltro la forte espansione delle locazioni brevi turistiche, in aggiunta ad una disciplina locatizia poco incline alla tutela dei locatori nei casi di morosità dei conduttori, sta ulteriormente riducendo il numero di immobili da locare per uso abitativo. La domanda di abitazioni in locazione continua a crescere, sostenuta da vari fattori economici e sociali. Tuttavia, l’offerta non riesce a tenere il passo, determinando anche l’aumento dei canoni”.
Brutte notizie quindi, anche per il futuro. Attualmente i prezzi dei canoni d’affitto sono saliti enormemente, e le stime future non sono affatto rassicuranti, come è evidente dalle parole di Oliva. Oggi, anche per una stanza singola si fa una vera e propria lotta, e a pagare il prezzo più alto, letteralmente, di questa situazione, sono i fuori sede. Il piano casa per i lavoratori fuori sede potrebbe cambiare le carte in tavola, così come le iniziative di student housing private, che in Italia hanno già iniziato a nascere, ma il problema rimane al giorno presente.