Rischi ambientali: solo il 6% degli immobili è assicurato

Autore:
Erika Fameli
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Tempo di lettura: 4 minuti

In Italia solo il 6% degli immobili è assicurato per i rischi ambientali, ed è una percentuale tremendamente bassa se si considera che il 55% delle nostre case si trova in territori a rischio di eventi catastrofici. I singoli cittadini stanno iniziando a muoversi per proteggere i propri immobili, e contemporaneamente lo sta facendo anche il governo.

Rischi ambientali: solo il 6% degli immobili è assicurato
Photo by Edar – Pixabay

Prometeia, una società italiana che si occupa di consulenza, sviluppo software e ricerche di tipo economico per banche, assicurazioni e imprese, ha recentemente rilasciato un dato a dir poco allarmante, che riguarda gli immobili del territorio italiano. Dai suoi dati si può vedere che solo il 6% degli immobili italiani possiede una polizza assicurativa contro i rischi ambientali. Di per sé questo è un dato che fa riflettere, ma che se preso da solo non rende bene l’idea di quanto sia in realtà, preoccupante.

Infatti, se si considera che il 55% delle case del nostro Stivale, si trova in un territorio considerato a rischio di eventi catastrofici, ci si può rendere conto di quanto sia grave la situazione. Soprattutto alla luce degli ultimi eventi atmosferici che hanno colpito le zone del Centro-Nord, è evidente come una maggiore attenzione ai cambiamenti climatici vada adottata anche per proteggere il nostro patrimonio immobiliare.

Una nuova polizza obbligatoria?

Rischi ambientali: solo il 6% degli immobili è assicurato
Photo by Jan-Mallander – Pixabay

Per risolvere la situazione, il Ministro per la protezione civile e per le politiche del mare Nello Musumeci ha preso posizione, dichiarando che il governo sta attualmente vagliando l’ipotesi di introdurre l’obbligo, per i proprietari immobiliari, di stipulare una polizza assicurativa contro i danni causati da eventi catastrofali. Anche gli italiani stanno facendo le stesse considerazioni, e sono sempre di più quelli che, per la propria casa, richiedono questo tipo di polizza.

Si tratta di una spesa di appena 130-140 euro all’anno, che però può fare una grande differenza nel caso in cui l’immobile di cui si è titolari venisse colpito da una catastrofe naturale causata dalle condizioni atmosferiche estreme che, nel nostro Paese, stanno aumentando di intensità e di frequenza. Se tutto questo è vero e condivisibile, c’è anche il rovescio della medaglia.

Le associazioni di categoria dicono “no”

Rischi ambientali: solo il 6% degli immobili è assicurato
Photo by psychofladoodle – Pixabay

Infatti, se quanto appena detto è sicuramente veritiero, è altrettanto vero che una spesa ulteriore peserebbe tantissimo sul budget di tantissime famiglie, e sarebbe un altro ostacolo sul cammino di chi vorrebbe acquistare un immobile in Italia. A sostenere che una polizza assicurativa obbligatoria nuocerebbe al mercato immobiliare, sono proprio le associazioni di categoria Fiaip, Fimaa e Anama, i cui Presidenti si dichiarano contrari all’iniziativa:

“Obbligare i proprietari di case ad assicurarsi contro il rischio di calamità naturali significherebbe aumentare le tasse sulla proprietà, scelta quanto mai inopportuna in questo delicato periodo storico. Servono, invece, solide infrastrutture, una più incisiva cultura della prevenzione e incentivi proporzionati al grado di criticità dell’area, che stimolino, non obblighino, i proprietari ad assicurarsi contro i rischi ambientali.”

Attualmente la polizza per le calamità naturali copre i danni derivanti da eventi non prevedibili e di forte intensità, ma non è obbligatoria, così come la polizza vita sul titolare della casa. Le fazioni sono ben delineate, ma come spesso accade non esiste una che vince totalmente sull’altra in fatto di argomentazioni. Tu da che parte stai?

Rischi ambientali: foto e immagini