Casa in affitto: chi paga la sostituzione di climatizzatore e caldaia?
Caldaia rotta o climatizzatore di casa mal funzionante. Ecco chi paga la sostituzione di questi apparecchi tra inquilino e proprietario di casa.
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Con il grande caldo di questi giorni le case di milioni di italiani diventano visibili solo grazie al climatizzatore. La stessa cosa che accade con il gelido inverno quando le caldaie e i termosifoni la fanno da padrone.
Si tratta di strumenti utili a tutti, soggetti ad usura, a guasti e malfunzionamenti. Se la casa è di proprietà dove una famiglia vive, la sostituzione di un climatizzatore o di una caldaia è a carico naturalmente del proprietario o di chi, del nucleo familiare, decide di sostenere la spesa.
Diverso il caso di chi vive in affitto. Perché il dubbio in situazioni del genere è su chi sia tenuto a mettere a posto il tutto.
Chi paga il cambio di caldaia e condizionatore: l’inquilino o il proprietario?
Il condizionatore è uno strumento fondamentale, ma forse lo è di più la caldaia. Perché in case fornite dal gas metano per esempio, questo strumento serve per riscaldarla ma anche per cucinare, per l’acqua calda e per tanti altri utilizzi.
In linea di massima nel momento in cui si stipula un contratto di affitto tra proprietario ed inquilino, l’oggetto del contratto cioè la casa, deve essere in linea con quello che potremmo definire comfort abitativo. Ed anche la caldaia può essere considerata uno strumento fondamentale per questo comfort. A tal punto che spesso nei contenziosi, anche il semplice malfunzionamento di una caldaia ha dato diritto ad un inquilino di recedere dal contratto di affitto precedentemente sottoscritto.
Ma allora se la caldaia si rompe la paga il proprietario? A prima vista potrebbe essere questa la risposta esatta ai quesiti di molti inquilini. Ma la normativa va meglio approfondita. Anche perché ne parla il Codice Civile.
Cosa dice il Codice Civile tra manutenzione ordinaria e straordinaria
Quando si è nella situazione di una casa con contratto di affitto, rotture, malfunzionamenti e guasti sono una materia che produce non pochi litigi tra inquilini e proprietari. In linea di massima bisogna distinguere tra opere di manutenzione ordinaria ed opere di manutenzione straordinaria. E queste differenze le stabilisce il già citato Codice Civile al suo articolo numero 1576.
In generale possiamo sintetizzare che per le opere di manutenzione ordinaria il proprietario non è tenuto a intervenire. E quindi è esonerato da questo. Ma per le opere di manutenzione straordinaria invece è il proprietario che se ne deve fare carico. Tutto ciò che riguarda l’efficientamento energetico di un immobile, come può essere il sistema di condizionamento o la caldaia, se si tratta di strumenti da sostituire perché guasti o per migliorare l’efficienza ambientale della casa, sono a carico del proprietario.
Le diverse interpretazioni delle regole per la sostituzione di caldaia e climatizzatore
La manutenzione ordinaria della caldaia invece è a carico dell’inquilino. Lo stesso vale per il cambio dei filtri del condizionatore per esempio. Le sostituzioni prima citate invece sono a completa spesa del locatore, cioè del proprietario. Anche perché sono strumenti che la legge considera come parte integrante della casa. A tal punto che ne determinano anche un diverso valore di mercato.
Pertanto se in una casa dove c’è qualcuno che vive in affitto, si rompono questi strumenti, in linea di massima è il proprietario a sopportare la spesa. Naturalmente molto cambia da caso a caso. Perché come detto si tratta di tipologie di situazione che finiscono spesso davanti ai giudici.
Ed a volte le responsabilità riguardo la rottura di caldaia o climatizzatore, o la necessità di sostituire questi strumenti, che può non trovare in accordo le parti, possono essere determinati per stabilire su chi ricade la spesa.
