Pignoramento del canone di affitto: quando avviene e cosa succede tra inquilino e proprietario

Autore:
Giacomo Mazzarella
  • Consulente Centro di Assistenza Fiscale
Tempo di lettura: 5 minuti

Anche il canone di affitto che un inquilino versa al proprietario di casa può essere pignorato. Ma come funzione e cosa accade a chi cede l’immobile ed a chi lo riceve quando scatta il pignoramento del canone di affitto?

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pignoramento canone di affitto
Anche il canone di affitto può essere pignorato. Può sembrare una stranezza ma la legge da questo punto di vista è abbastanza chiara. Infatti anche un inquilino di un immobile può diventare, come si dice in questi casi, un terzo pignorato.

Il pignoramento presso terzi infatti è una cosa prevista dalle normative anche per il canone di affitto. Ed è una cosa che va meglio approfondita anche perché ci sono, come sempre, dei limiti precisi.

Pignoramento presso terzi, non solo stipendio e pensioni, anche il canone di affitto può essere attaccato

Proprietario dell’immobile e inquilino sono i soggetti che sono dentro un contratto di affitto. Il secondo è colui che riceve ad uso abitativo un immobile che è di proprietà del primo, che naturalmente riceve dal secondo il canone pattuito.

Proprio per il mix di questi due fattori, l’eventuale pignoramento del canone di affitto riguarda sia l’inquilino che il proprietario immobiliare.

Naturalmente la parte che finisce dentro le dinamiche del pignoramento quasi inconsapevolmente è l’inquilino. A dire il vero quest’ultimo non rischia nulla dal punto di vista del diritto ad abitare l’immobile su cui ha un regolare contratto di affitto. Nulla cambia dal punto di vista delle condizioni del contratto e del canone pattuito che resta sempre lo stesso.

La cosa che cambia è il fatto che i soldi del canone che un inquilino versa al proprietario di casa su cui un creditore è riuscito ad ottenere il pignoramento, cambiano mano. Finiscono di fatto al creditore e non a chi l’inquilino comunemente manda i soldi.

Ecco come funziona il pignoramento del canone di affitto

Pignoramento del canone di affitto, ecco quando avviene e cosa succede tra inquilino e proprietario

Anche l’affitto può essere pignorato, perché parliamo di un introito che come un normale stipendio o una normale pensione, finisce ad un soggetto indebitato e quindi è attaccabile da chi vanta nei suoi confronti un debito.
Anche l’affitto rientra dentro i parametri del cosiddetto pignoramento presso terzi. Naturalmente si parla di contratto registrato all’Agenzia delle Entrate. Perché se come spesso accade l’affitto è in nero, restando nell’illegalità tutto si ferma.

L’Anagrafe dei rapporti tributari dell’Agenzia delle Entrate è la banca dati che si può consultare nel momento in cui si cercano voci attive di reddito o di patrimonio di un debitore. Si tratta della banca che raccoglie tutti i redditi percepiti dai contribuenti italiani e quindi dove finiscono anche eventuali canoni di affitto percepiti.

Il pignoramento del canone di affitto percepito da un indebitato può scattare sia da parte di un creditore privato, che da un Ente pubblico, sia esso il Comune, la Regione, lo Stato o l’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Come deve essere la procedura

Per un pignoramento presso terzi che riguarda il canone di affitto, è necessario che un atto venga notificato sia al proprietario di casa e quindi al debitore, che al terzo, che in questo caso è l’inquilino.

Per essere lecito l’atto deve contenere l’importo del debito del proprietario nei confronti del creditore, i riferimenti ad eventuali sentenze di un giudice che avvalorano il pignoramento e tutti gli altri riferimenti tra cui l’atto di precetto con l’intimazione a pagare.

Pignoramento affitto: immagini e foto