Efficientamento energetico: cos’è, diritti e doveri
Negli ultimi anni è cresciuta sempre più l’attenzione verso l’ambiente e la preoccupazione per le emissioni eccessive di CO2. Una delle soluzioni utili per la riduzione dell’inquinamento è stata quindi individuata nell’efficientamento energetico delle abitazioni. In questo articolo vi spiegheremo di cosa si tratta e come e perché l’efficientamento energetico delle abitazioni può impattare positivamente sull’ambiente e quali sono, in concreto, i diritti e i doveri dei cittadini a riguardo.
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Cos’è l’efficientamento energetico
L’efficientamento energetico è l’insieme degli interventi che si possono attuare in un’abitazione per ridurre lo sfruttamento delle fonti energetiche.
Per fare un esempio pratico, in una casa con una grande dispersione termica, sarà necessario utilizzare delle fonti di riscaldamento o di raffreddamento più a lungo per poter mantenere costante la temperatura desiderata.
Per intenderci, appena si spegne il ventilatore, ci si ritrova già sudati!
Un buon isolamento termico dà invece la possibilità di utilizzare meno energie per poter usufruire di tutti i comfort desiderati, in questo modo si risparmia e si rispetta anche l’ambiente, visto che la produzione di energia nel mondo dipende ancora in larga misura dall’utilizzo di combustibili fossili inquinanti.
I vantaggi della riqualificazione energetica
Migliorare le prestazioni energetiche di un’abitazione, riducendo il fabbisogno di riscaldare o raffreddare gli ambienti, ma anche utilizzando elettrodomestici moderni a basso consumo o attingendo l’energia da fonti rinnovabili, comporta interventi che ci consentono anche di ottenere un risparmio nel lungo termine, ma che, inizialmente ci richiedono degli investimenti per la riqualificazione energetica.
Questa considerazione fa spesso sì che, pur a fronte di un indiscutibile vantaggio, si temporeggi per eseguire l’efficientamento energetico, ecco perché si stanno susseguendo direttive europee e decreti italiani per regolamentare e incentivare questi interventi di riqualificazione.

La normativa italiana, fra diritti e doveri
Dopo il protocollo di Kyoto del 1997, è stata approvata nel 2015 l’Agenda 2030 che si costituiva in 17 obbiettivi per lo Sviluppo Sostenibile.
Tra questi obbiettivi, di pace, salute e uguaglianza, spiccano infatti gli obbiettivi legati all’ecologia.
L’eliminazione degli sprechi e l’uso sempre più massiccio di fonti rinnovabili per l’energia non poteva non dipendere dall’impegno e dal coinvolgimento di tutti.
Le Nazioni coinvolte hanno quindi formulato direttive, decreti e norme per rendere operativi gli obbiettivi prefissati.
Nel susseguirsi di direttive europee e decreti italiani, non sempre è facile capire quali sono i diritti e i doveri dei cittadini in relazione all’efficientamento energetico.
Al momento attuale, ogni italiano è invitato a migliorare le prestazioni energetiche della propria abitazione, grazie a degli incentivi statali detti “Ecobonus” che aiutano a sostenere gli investimenti iniziali per la riqualificazione energetica.
Tale efficientamento energetico diventa però un vero e proprio obbligo per tutti coloro che stanno costruendo nuove abitazioni o ristrutturando in maniera rilevante degli immobili preesistenti.
Secondo il D.lgs 199/2021, le nuove abitazioni, nonché le abitazioni sottoposte a interventi rilevanti di ristrutturazione, a partire dal 13 giugno 2022, devono prevedere l’installazione di fonti di energia rinnovabile, fino ad una copertura almeno del 60% del fabbisogno energetico.
Se l’obbligo di efficientamento energetico non sembra al momento riguardare gli italiani che già possiedono una casa, non si pensi però di poter procrastinare troppo a lungo il momento della riqualificazione energetica, infatti, la Direttiva europea Case Green ha stabilito che entro il 2030 tutte le abitazioni con scarse prestazioni energetiche dovranno riqualificarsi.
L’obbiettivo sarà poi arrivare al 2050 con case ad emissioni di CO2 azzerate.