Casa affitto, il riscaldamento non funziona: posso non pagare?

Autore:
Verdiana Sasso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

La legge consente di non pagare il canone di locazione quando il riscaldamento non funziona? L’inquilino che paga l’affitto di casa come deve comportarsi in caso di malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento? Scopriamo cosa dice la giurisprudenza in merito.

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I sistemi di riscaldamento sono fondamentali in casa e forniscono calore, sicurezza e comfort a tutta la famiglia. Il riscaldamento, inoltre, aiuta le persone a sentirsi a proprio agio nelle proprie case, così da godersi l’inverno giorno dopo giorno. Molto spesso sottovalutiamo che il riscaldamento aiuta anche a prevenire malattie come la polmonite che si verificano a causa dell’esposizione al freddo. Insomma, ad giorno d’oggi è quasi impossibile rinunciare all’impianto di riscaldamento domestico, anche quando si vive in affitto. Il malfunzionamento del riscaldamento comporta numerosi disagi e non è certo l’ideale vivere tra mura domestiche fredde. In caso di problemi, come deve comportarsi l’inquilino? Quest’ultimo è legittimato a non pagare il canone di locazione? Vediamo cosa prevede la legge in questi casi.

Casa affitto, posso non pagare se il riscaldamento non funziona? Cosa dice la legge

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Prima di scoprire se l’inquilino può rifiutarsi di pagare il canone di locazione, è bene precisare che è importante comunicare il problema al proprietario di casa che ha l’obbligo di occuparsi della manutenzione straordinaria degli impianti. A stabilirlo è l’articolo 1576 del codice Civile che recita:

Il locatore deve eseguire, durante la locazione, tutte le riparazioni necessarie, eccettuate quelle di piccola manutenzione che sono a carico del conduttore. Se si tratta di cose mobili, le spese di conservazione e di ordinaria manutenzione sono, salvo patto contrario, a carico del conduttore.

Nel caso il locatore decidesse di non provvedere e di lasciare la situazione irrisolta, il locatario può non pagare l’affitto? La risposta è no, il malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento non legittima l’inquilino a non versare il canone di affitto in quanto l’obbligo di pagamento contenuto nel contratto non prescinde dai doveri del locatore. In altre parole, anche se il proprietario di casa non adempie ai tutti i suoi compiti, il pagamento non può essere interrotto. Nel caso in cui l’inquilino decidesse di non pagare, potrebbe essere diffidato e soggetto allo sfratto per morosità che può essere intimato ai sensi degli artt. 657-658 del codice di procedura civile. Il procedimento inizia con una intimazione di lasciar libero l’immobile, con contestuale citazione per la convalida subordinata all’attestazione in giudizio del locatore che la morosità persiste.

Quando non si paga l’affitto?

Come precisato più volte dalla Corte di Cassazione, è consentito non pagare l’affitto soltanto quando si verifica il mancato godimento del bene, e non solo parziale. Inoltre, è indispensabile dimostrare il mancato godimento con fatti oggettivi, compreso l’allontanamento degli inquilini. Un’altra eccezione è costituita dall’inagibilità di un immobile. Nel dettaglio, quando una casa viene dichiarata inagibile, l’inquilino può rifiutarsi di pagare in quanto l’appartamento non è utilizzabile. Ovviamente, la mancanza di agibilità non deve essere stata recepita e accettata dall’inquilino al momento della stipula del contratto.

Casa affitto e malfunzionamento del riscaldamento: immagini e foto