Affitti brevi, multe fino a 8mila euro per il Cin: ecco i nuovi obblighi
Nuovi obblighi per gli affitti brevi, multe fino a 8.000 euro per l’assenza del Cin, il codice identificativo immobile. Ecco le nuove regole che devono seguire i proprietari di casa che affittano ai turisti per un periodo non superiore ai 30 giorni. Previsti anche nuovi obblighi di sicurezza. Le novità del decreto Anticipi.
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Il decreto Anticipi contiene una serie di novità che interessano gli affitti brevi, ovvero tutti quei contratti di locazione di immobile a uso abitativo, di durata non superiore a 30 giorni, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa. Dopo il recente aumento al 26% della cedolare secca dalla seconda alla quarta casa locata (che si vedrà con la manovra), spuntano nuovi obblighi per i proprietari di casa che affittano ai turisti. Stiamo parlando del Cin, un codice anti-sommerso che comporterà sanzioni molto pesanti. Come anticipato, il nuovo obbligo è previsto per tutti gli affitti turistici e per le piattaforme di annunci. Diamo un’occhiata alle ultime novità e cosa rischia chi non si adegua alla direttiva.
Affitti brevi e obbligo Cin: le nuove regole per chi affitta casa

Il decreto Anticipi prevede l’obbligo del Codice identificativo nazionale che verrà concesso dal Ministero del Turismo. Chi ne sarà sprovvisto rischia sanzioni da 800 a 8mila euro mentre per la mancata esposizione del Cin le sanzioni vanno da 500 a 5mila euro. Multe in arrivo anche per chi affitta in forma imprenditoriale e non presenta la Scia, la segnalazione certificata di inizio attività.
In questo caso, la sanzione lievita da 2mila a 10mila euro. Coloro che non si adeguano agli obblighi di sicurezza, invece, rischiano da 600 a 6mila euro per le unità immobiliari sprovviste di dispositivi di rilevazione del gas e del monossido di carbonio, nonché di estintori portatili. Dunque, le case dovranno rispettare i requisiti di sicurezza e dovranno avere estintori portatili a norma di legge, ubicati in posizioni facilmente accessibili e visibili. Nello specifico, ne dovrà essere installato uno ogni 200 metri quadri di superficie di pavimento, con un minimo di un estintore per piano.
Cin: cos’è e come funziona il codice identificativo nazionale
Il Cin, il Codice identificativo nazionale non è una novità, ma si tratta di uno strumento previsto per legge già nel 2019. Molte Regioni, infatti, lo avevano già introdotto per combattere l’evasione fiscale e regolamentare il settore degli affitti brevi. Nello specifico, è uno strumento attraverso il quale è possibile tracciare tutti coloro che affittano un appartamento. Ad assegnarlo è il Ministero del Turismo o l’autorità competente di un paese tramite apposita procedura automatizzata e previa presentazione in via telematica della relativa istanza.
Ricordiamo che il Cin dovrà essere esposto sulle diverse piattaforme, come Airbnb e Booking, ma anche all’ingresso dell’abitazione stessa.