Alessandro Corina: “A guidarmi è la natura dell’essere umano e del progetto”
Per la nostra rubrica designer under 35 abbiamo incontrato Alessandro Corina, che si dedica al mondo dell’interior e del product design con grande energia e passione. Centro della sua ricerca sono sempre la persona e il processo creativo.
Video intervista ad Alessandro Corina
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C’è un prima e un dopo nella vita di Alessandro Corina. Designer, nato a Grosseto, classe 1988, laureato in design alla Libera Accademia di Belle Arti di Firenze. Inizialmente voleva dedicarsi al mondo del calcio come professionista, ma a seguito di un incidente, decide di cambiare vita e di intraprendere un lavoro creativo. Si trasferisce a Londra per un breve periodo e poi torna in Toscana.

Volevo portare il design in Maremma. Il mio intento era di restare a Grosseto sia per scelta che per amore, racconta Alessandro.
Nel 2017 apre il suo studio trasformando una storica officina meccanica in uno spazio lavorativo e informale, caratterizzato da un grande silos centrale in cemento armato. Il progetto è la trasposizione del tema della sua tesi di laurea “Home Studio”, il cui layout prevedeva una camera, un bagno e una cucina per permettere alle persone di fruire di un’esperienza orientata alla condivisione delle idee.

Dall’interior al design di prodotto
Alessandro Corina crede che l’interior sia utile al prodotto e il prodotto sia utile all’interior grazie alla perfetta combinazione di materiali e cromie, frutto di un costante lavoro di ricerca. Oggi collabora con importanti realtà del settore dell’arredo come My Home Collection, Mandelli 1953, Momenti Home, Sitap e Cava.
Ho iniziato lavorando su progetti di interior e per la piccola azienda Gobbo Salotti di Cittadella, per cui ho realizzato il divano Evergreen, anche poi selezionato per Masterchef Italia nel 2019.
Un divano modulare, composto da cuscini con lavorazione capitonnè, che permette di alternare gli elementi che lo compongono, creando una disposizione sempre nuova. La rigorosa struttura esterna accoglie le sedute composte da imbottitura mista in poliuretano espanso e piuma d’oca, che restituisce un aspetto di grande comfort.
Tra umanità e creatività
Al centro di tutti i suoi progetti c’è la persona e la relazione con il territorio.
Mi piace molto esplorare il concetto di Rinascimento, ponendo grande attenzione alle persone e al processo creativo. L’obiettivo è infatti far emergere la relazione tra me, lo studio e il territorio, dice Alessandro.

Nel 2022 viene selezionato dal Salone Satellite per il Salone di Milano con il progetto Modus, dove attraverso l’impronta del segno umano sono raccontate undici texture differenti, capaci di evocare sia aspetti del mondo naturale che dell’opera umana. Un progetto in divenire che presto sarà interpretato all’interno di un contesto abitativo.
I progetti più recenti
Tra gli ultimi lavori troviamo la maniglia câlin, progettata per Mandelli 1953, progetto a lui molto caro.

La maniglia è intesa come un’umanità che abbraccia il cilindro. Un prodotto innovativo, in ottone, completamente riciclabile, e realizzato a laser senza stampo, con un tappo in gomma amovibile che funge da paracolpi per la porta. Un accessorio semplice che coniuga la bellezza con la funzionalità, racconta Alessandro.
Un altro interessante progetto è il tappeto #memphis per Sitap Carpet Couture Italia, omaggio al quarantesimo anniversario del movimento Memphis, dove elementi geometrici e cromie decise si mescolano per dar vita a pezzi artigianali unici, in lana e viscosa taftate a mano.

La mia idea è riuscire a stabilire una connessione tra gli oggetti, i processi innovativi di produzione, il territorio e gli spazi che li accolgono. Il tutto come in un grande ecosistema che dialoga e mette a proprio agio colui che vive la casa.
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Valorizzare la cultura del territorio
Nè mancano i progetti culturali. A Grosseto, la mostra Design, Funzione, Arte, di cui Alessandro è curatore e fondatore, è un appuntamento annuale, che intende valorizzare il territorio attraverso la creatività e il coinvolgimento di note personalità.
In futuro? Numerosi nuovi progetti in cantiere e il desiderio di progettare un tavolo con sedute capaci di valorizzare l’aspetto della
condivisione all’interno dello scenario domestico.