Ospiti nella natura con dispositivi per vivere il paesaggio

Autore:
Ali Filippini
  • Giornalista
Tempo di lettura: 5 minuti

La casa sull’albero per sentirsi come in un libro di Calvino. La tenda sospesa per un campeggio speciale. La cellula abitativa per osservare le stelle. Sono solo alcuni dei visionari, ma autentici, progetti di Studio The ne[s]t.

Ospiti nella natura con dispositivi per vivere il paesaggio
Tree House Re-Tree-T , Lido di Spina

Lo studio the ne[s]t è formato da un team di professionisti capitanato dall’architetto e docente Paolo Scoglio specializzato nella progettazione e nella realizzazione di architetture in simbiosi con la natura. Un approccio progettuale che, come vedremo, favorisce la diffusione del turismo open air, un fenomeno destinato a crescere nei prossimi anni.
Da oltre dieci anni lo studio si è distinto per progettare e realizzare resort eco-sostenibili, case sugli alberi in Italia e all’estero, per clienti privati, operatori turistici e pubbliche amministrazioni, vantando numerose collaborazioni internazionali con studi di progettazione e aziende leader nella prefabbricazione innovativa.
La missione, dichiarano, è offrire un nuovo concetto di vivere in simbiosi con la natura, progettando soluzioni in linea con una nuova idea di eco-insediamento, particolarmente indicato a soddisfare l’attuale e urgente richiesta di un turismo autenticamente sostenibile.

Ospiti nella natura con dispositivi per vivere il paesaggio
Sunset Glam, San Giminiano

L’idea vincente della micro ricettività nel territorio

Ospiti nella natura con dispositivi per vivere il paesaggio
Skyview Chalets©Martin Lugger

Tutto ha preso avvio dall’intuizione, come ci racconta Paolo Scoglio, di realizzare micro architetture destinate all’ospitalità.

Ho iniziato la mia professione collaborando con grandi player italiani e europei nel campo della prefabbricazione in legno e in acciaio, così una volta deciso di avviare una mia attività ho applicato questo know-how alla micro ricettività nella natura, quindi alla progettazione di piccole architetture destinate all’ospitalità. Decisiva è stata anche la collaborazione avvenuta nei primi anni Duemila con lo studio tedesco Baumraum. Loro sono stati tra i primi a sperimentare con il progetto di case sugli alberi, e da questa esperienza nasce la folgorazione verso questo tipo di insediamento.

Il tutto accadeva ancora in tempi estranei a fenomeni come il distanziamento sociale ma anche alla tendenza del glamping in natura, dell’ospitalità all’aria aperta di alto livello, ancora riservata a poche iniziative personali e imprenditoriali.

Ma il serio problema che agli inizi lo studio ha dovuto affrontare è relativo all’inadeguatezza della normativa italiana per questo tipo di costruzioni.

Realizzare in Italia queste micro architetture destinate alla ricettività ha significato per noi confrontarci con importanti lacune normative e persino il rifiuto verso quelli che venivano considerati come degli “oggetti alieni”. Finché siamo riusciti a costruire i primi esemplari con la possibilità quindi di poterli raccontare rendendo più familiari queste tipologie abitative

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Micro architetture per evadere nella natura

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Waldenhouse Casarampi, Sellano

Tra i progetti più recenti, esemplificativi della visione dello studio, troviamo una casa costruita in prossimità di una quercia secolare, nel cuore della meravigliosa campagna umbra. Una cabina panoramica protesa verso la dorsale appenninica del Monte Vettore nel Parco dei Monti Sibillini il cui interno, tutto in legno, è concepito come uno spazio fluido per passare dalla zona notte/relax al living, fino al bagno dall’affaccio panoramico dove fare la doccia tra i rami dell’albero.

Ospiti nella natura con dispositivi per vivere il paesaggio

Ospiti nella natura con dispositivi per vivere il paesaggio

La pandemia – continua l’architetto Scoglio – ha portato una consapevolezza nel pubblico relativamente al distanziamento sociale, alla vita all’aria aperta. Conseguentemente, una sorta di capacità di recepire questo tipo di suggestioni e ricercarle. Noi ci siamo in qualche modo trovati pronti a rispondere a questa richiesta da parte del pubblico e da lì è iniziato anche il dialogo con gli imprenditori agricoli legati alla cultura del vino, dell’olio, che spinti in questa direzione ci hanno ingaggiato per studiare insieme delle soluzioni di micro-ricettività

Questo tipo di ospitalità in natura non prevede comunque mai grandi numeri di unità e per questo motivo si tratta di un tipo di ospitalità di alto livello. Come nel caso delle unità abitative per l’eco bio agriturismo in una località dell’Alto Monferrato destinate a un turismo lento e contemplativo dove l’essere immersi nel paesaggio, in questo caso agreste, è parte dell’esperienza.

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Percorrere la strada verso un turismo sostenibile

Ospiti nella natura con dispositivi per vivere il paesaggio

L’Italia, del resto, offre una fitta rete di piccole strutture che combinano l’uso del territorio con la cultura e la ristorazione.

I nostri progetti – continua Paolo Scoglio – sono diffusi sul territorio nazionale con alcune realizzazioni anche in Svizzera; si tratti di luoghi un po’ fuori dalle rotte tradizionali, quindi lontane da un turismo mainstream, ma forse per questo più autentici e legati a una comunità locale dalle connotazioni molto forti

 

Ospiti nella natura con dispositivi per vivere il paesaggio

Il fatto positivo è che questa visione si sposa con l’idea di promuovere un turismo sostenibile..

Assolutamente ed è un retaggio della mia esperienza con la costruzione sostenibile quando si facevano in Italia le prime case in legno in modo quasi pionieristico. Parlo di sostenibilità nelle tecnologie, nell’approccio al suolo, quindi al costruire con sistemi fondativi senza cemento. Le tecnologie in legno di per sé sono legate a un materiale sostenibile e quindi promuovono un tipo di edilizia virtuosa, dove il tema del risparmio energetico è altrettanto importante. E attualmente lo studio si interessa all’utilizzo dei materiali bio-based, con i quali ricavare degli interessanti componenti per le nostre architetture, soprattutto per i rivestimenti e per favorire l’isolamento

Così queste “costruzioni aliene” immerse nella natura assumono sempre più i connotati di un oggetto che dalla natura trae anche i materiali e le tecnologie per sopravvivere e per funzionare.

Ospiti nella natura con dispositivi per vivere il paesaggio

Ospiti nella natura con dispositivi per vivere il paesaggio: foto e immagini

Ali Filippini
Ali Filippini, laureato in design al Politecnico di Milano, dottore di ricerca in Design, affianca all'attività didattica quella professionale in ambito editoriale collaborando come giornalista pubblicista per riviste di settore (Abitare, Auto&Design) e a progetti dedicati alla cultura del design. Per Pianeta Design i suoi contributi vertono maggiormente sui temi della tecnologia e dell’innovazione.