La Casa sotto i Pioppi a Lubiana è un ponte fra l’edilizia illuminata di ieri e la tecnologia sostenibile di oggi

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Il progetto va oltre la dimensione privata per diventare un prototipo metodologico che aggiorna l’approccio al patrimonio residenziale esistente. Ne abbiamo parlato con Rok Oman e Špela Videcnik dello studio OFIS.

La Casa sotto i Pioppi a Lubiana è un ponte fra l’edilizia illuminata di ieri e la tecnologia sostenibile di oggi
Foto Tomaz Gregoric

Nel cuore di Lubiana esiste un esperimento residenziale che sfida il tempo: Naselje Murgle. Progettato tra gli Anni ‘60 e ‘80 dagli architetti Ivan e Marta Ivanšek, il quartiere è un adattamento dell’etica nordica al contesto sloveno. Qui, l’architettura segue una filosofia low-tech e una scala a dimensione d’uomo che lo hanno reso, da quartiere operaio, una delle zone più ambite della capitale.

In questo contesto si inserisce il progetto della Casa sotto i Pioppi, seguito dallo studio di architettura sloveno OFIS e completato nel 2025. L’unità originale, situata all’estremità di una fila di case ad atrio, presentava criticità strutturali e materiali non più accettabili per il nostro tempo, come l’amianto presente nelle pareti e nel tetto. Seguendo un approccio filologico, gli architetti hanno deciso di smontare la casa originale e ricostruirla utilizzando pannelli in legno lamellare incrociato (CLT). Questa scelta ha permesso di raggiungere standard energetici e climatici d’avanguardia, mantenendo intatte le proporzioni e la volumetria degli Anni 80.

L’ampliamento verso il verde

La Casa sotto i Pioppi a Lubiana è un ponte fra l’edilizia illuminata di ieri e la tecnologia sostenibile di oggi
Foto Tomaz Gregoric

Dall’esterno, l’edificio principale appare immutato. Il punto di rottura si trova sul lato occidentale, dove la casa si affaccia su un parco. Approfittando della posizione privilegiata, i progettisti hanno creato un ampliamento. Il nuovo volume è una struttura eterea, simile a una serra, che funge da padiglione leggero sotto un tetto prolungato. Due colonne in mattoni, richiamo diretto alla facciata originale, ancorano l’estensione al passato.

L’innovazione sta nel rinnovato rapporto con la natura: una betulla secolare preesistente è stata non solo salvata, ma integrata nel progetto. Le fondamenta sono state modellate attorno al suo apparato radicale, portando all’estremo il principio degli Ivanšek di “progettare con gli alberi”.

La Casa sotto i Pioppi a Lubiana è un ponte fra l’edilizia illuminata di ieri e la tecnologia sostenibile di oggi
Foto Tomaz Gregoric

Perché questo progetto può essere considerato un nuovo manifesto edilizio per il quartiere di Murgle?

Perché promuove la continuità piuttosto che la reinvenzione. Murgle non ha bisogno di nuove icone; necessita di decisioni ponderate che rispettino la sua logica collettiva. Il progetto propone una posizione chiara: preservare la silhouette bassa, lavorare con gli alberi e il paesaggio, mantenere le aggiunte secondarie e leggibili e migliorare le prestazioni senza creare disturbo visivo. In un quartiere sempre più caratterizzato da ampliamenti incoerenti, la casa si pone come un promemoria del fatto che la sobrietà può essere una posizione architettonica forte.

Cosa della struttura originale è stato mantenuto, essendo ancora funzionale?

Gran parte dell’organizzazione architettonica originale è rimasta rilevante: la scala a un solo piano, la pianta compatta, il rapporto diretto tra interno e giardino e la presenza calma nel verde. Queste qualità non erano obsolete. Ciò che richiedeva un cambiamento non era l’idea della casa, ma la sua capacità tecnica di soddisfare gli standard contemporanei. Il progetto ha quindi mantenuto la tipologia e la logica spaziale, ripensandone al contempo il modo in cui è costruita.

La Casa sotto i Pioppi a Lubiana è un ponte fra l’edilizia illuminata di ieri e la tecnologia sostenibile di oggi
Foto Tomaz Gregoric

In che modo l’intervento ha migliorato l’edificio originale?

L’intervento migliora il comfort, le prestazioni ambientali e la generosità spaziale, pur mantenendo l’aspetto sobrio della casa. Lo spazio abitativo si estende verso il parco attraverso un’aggiunta trasparente che introduce luce, cambiamenti stagionali e un legame più forte con il giardino. Dal punto di vista strutturale e ambientale, la casa ora soddisfa gli standard contemporanei, pur rimanendo volutamente silenziosa dal punto di vista architettonico, fedele al carattere originale di Murgle.

La filosofia del progetto originale può essere considerata attuale ancora oggi? Dove potrebbe essere applicata oltre a Murgle?

Moltissimo. La filosofia di France Ivanšek e Marta Ivanšek – bassa densità, paesaggio come motore progettuale, costruzione semplice e scala umana – è probabilmente più attuale oggi di quando fu concepita. Questi principi potrebbero essere applicati alle espansioni suburbane, alle piccole città e agli sviluppi periurbani in tutta Europa, soprattutto come alternative ai generici modelli residenziali a torre. Murgle dimostra che densità e qualità della vita non richiedono verticalità.

La Casa sotto i Pioppi a Lubiana è un ponte fra l’edilizia illuminata di ieri e la tecnologia sostenibile di oggi
Foto Tomaz Gregoric

Quanto siamo progrediti nel concetto di sostenibilità rispetto ad allora?

Dal punto di vista tecnico, i progressi sono stati enormi. Materiali, sistemi energetici e precisione costruttiva hanno fatto passi da gigante. Concettualmente, tuttavia, gli architetti Ivanšek operavano già con una mentalità profondamente sostenibile, lavorando con il clima, gli alberi e le esigenze modeste piuttosto che con l’eccesso. La differenza oggi è che la sostenibilità è diventata misurabile e regolamentata, ma i suoi valori fondamentali erano presenti a Murgle fin dall’inizio.

Paradossalmente, la sostenibilità richiede una crescente semplificazione del processo edilizio. Quanto è difficile raggiungere questo obiettivo e perché?

È sorprendentemente difficile. L’edilizia contemporanea è gravata da strati di normative, tecnologia e complessità dettata dal mercato. Raggiungere la semplicità oggi richiede una resistenza consapevole: a gesti formali superflui, dettagli eccessivi e sovraingegneria. La vera sostenibilità spesso non sta nell’aggiungere di più, ma nel decidere cosa si può rimuovere. In questo senso, il lavoro di France Ivanšek e Marta Ivanšek rimane istruttivo: chiarezza, moderazione e ripetizione possono essere più sostenibili della complessità.

 

La Casa sotto i pioppi a Lubiana: foto e immagini

 

Daniela Giambrone
Ho una laurea in Scienze e Arti della Stampa, lavoro nel settore editoriale dal 1996, prima come redattrice in diverse realtà, dal 2005 come giornalista. Oggi sono freelance e mi occupo in particolare di lifestyle e design, beauty e coiffure.