Come vivono i single: un’indagine sulla casa come ultimo spazio per l’esercizio della propria immaginazione.

Housing for single people: la casa concepita come modello estetico/antropologico e non solo funzionale al centro di una collaborazione tra Makeyourhomestudio e il fotografo Massimiliano Touveri. 

Come vivono i single. Un’ indagine sulla casa come ultimo spazio per l’esercizio della propria immaginazione.
Housing for single people – ph Massimiliano Tuveri

Housing for single people nasce dall’idea di Massimiliano Tuveri, fotografo di architettura e art director con base a Roma, di  sviluppare un’ indagine sulla casa con lo specifico riferimento a chi per scelta decide di abitare da solo. Facciamo parte della categoria e probabilmente l’argomento ci toccava da vicino, ma la curiosità si accende dal momento in cui veniamo  a conoscenza che, contrariamente a quanto l’immaginario del nostro paese proietta, alcuni report ci vedendo  in una posizione molto alta nella classifica mondiale per abitanti che vivono la casa in modo individuale.  Dalla famiglia “ristretta” a quella composta da una sola persona: in Italia il 33,2 per cento delle persone vive da solo. Una percentuale che per la prima volta, nel 2021,  sorpassa quella delle coppie con figli, che costituiscono ormai sono il 31,2% delle famiglie. Una tendenza inarrestabile, che nel 2045, calcola l’Istat nel Rapporto Annuale, ci porterà a un altro sorpasso storico, quello delle coppie senza figli su quelle con figli. (DATI ISTAT)

Come vivono i single. Un’ indagine sulla casa come ultimo spazio per l’esercizio della propria immaginazione.
Housing for single people – ph Massimiliano Tuveri

10 profili selezionati in giro per l’Italia, uomini e donne, diverse le dimensioni abitative, diverse le professioni, un unico grande contraddittorio, vivono in case progettate per la famiglia e riadattate ad una vita da single. È ancora accettabile il prevalere di questo atteggiamento culturale riguardo la progettazione della “casa”? Ci sarà un’evoluzione nella progettazione futura?I profili si sono autodeterminati attraverso una call sui social, per nostra scelta ne abbiamo selezionati 5 di sesso femminile e 5 maschile.In questo percorso da nord a sud 10 single hanno aperto le porte delle loro case svelandoci una serie di argomentazioni più o meno leggibili sulla trasformazione dell’ambiente domestico.

Le tematiche emerse sono varie e attraversano sia  l’ambito progettuale che emotivo degli abitanti di questi spazi. Ognuno di loro si è adattato ad un luogo costruendo il proprio habitat ma non è detto che si senta sempre rappresentato dallo spazio stesso,  dati alla mano solo tre persone su dieci  si ritengo felici della propria casa. Tutti gli intervistati svolgono lavori creativi e sono liberi professionisti, forse lo stato delle loro professioni li rende più abituati al cambiamento e con un’ attitudine maggiore “allo stare soli”. Sicuramente il dato più evidente è che la maggior parte di questi vive in case tipologicamente progettate per la famiglia, classici trilocali dall’altezza media che poco si sposa con le esigenze di un sigle. Solo 4 non hanno queste caratteristiche, di cui due ristrutturate e riadattate dalla proprietà e due che rientrano nella tipologia del monolocale. Solo uno dei dieci intervistati ha preferito la vita in provincia rispetto a quella in  città. Altro dato importante è che la metà dei nostri profili ha scelto di lavorare parzialmente o totalmente in smartworking adattando una stanza della propria abitazione al lavoro. I single  raccolgono una forbice d’età che varia dai 24 ai 60 anni con abitudini e possibilità economiche completamente differenti. Dall’art director milanese con trilocale  in Brera, al nomade digitale che sceglie la villa vista mare nel Cilento, dall’interior designer neolaureato che vive nel monolocale zona navigli, a chi ha preferito la natura dell’Umbria per svolgere la propria attività di graphic designer, i single che vivono in Italia scelgono stili di vita differenti, ma abbiamo scoperto che sul mercato non trovano delle abitazione atte ad accogliere queste loro personalità e che rispecchiano il desiderio di un certo stile di vita.

Come vivono i single. Un’ indagine sulla casa come ultimo spazio per l’esercizio della propria immaginazione.
Housing for single people – ph Massimiliano Tuveri

Da architetto sono stata chiamata ad osservare i cambiamenti che la dimensione domestica sta assumendo in questi ultimi anni. L’esperimento è stato entusiasmante, ad ogni ingresso si aprivano nuovi scenari che ci ponevano nuovi interrogativi, l’indagine si è cosi trasformata in nuove ispirazioni per le nostre professioni. Alla fine della nostra indagine ho chiacchierato con Massimiliano Tuveri per portare alla luce i nostri due punti di osservazione. 

RB Da dove nasce la curiosità di indagare la casa dei single?

MT La curiosità di esplorare l’intimità delle abitazioni dei single scaturisce dalla volontà di trascendere le convenzioni spesso omogenee della società contemporanea. In un’epoca dominata dal consenso di massa e dall’omologazione degli stili di vita, investigare la casa dei single diventa un atto di esplorazione culturale.La casa dei single si presenta come un palcoscenico unico in cui gli individui possono plasmare uno spazio a propria immagine, un rituale di autenticità in un panorama spesso stereotipato. Il desiderio di comprendere come le scelte abitative riflettano valori, aspirazioni e sfide personali si traduce in un’indagine approfondita. Questo interesse è alimentato dalla consapevolezza che ogni casa di single racconta una storia unica, fatta di desideri, compromessi e unicità che sfida le convenzioni.

Come vivono i single. Un’ indagine sulla casa come ultimo spazio per l’esercizio della propria immaginazione.
Housing for single people – ph Massimiliano Tuveri

RB Cosa ti ha spinto a portare avanti questa ricerca con un architetto?

MT La scelta di coinvolgere un architetto in questa ricerca sulla casa dei single è stata dettata dalla convinzione che il design degli spazi abitativi va oltre l’estetica superficiale. Collaborare ha arricchito l’indagine, consentendo di esplorare non solo l’aspetto visivo delle case, ma anche la loro progettazione e funzionalità.L’architetto ha offerto una prospettiva professionale che va oltre l’obiettivo fotografico, consentendo di analizzare come gli spazi si adattano alle esigenze e alle aspirazioni dei single. Questo ha permesso di sondare la relazione intriseca tra design degli interni e espressione individuale, evidenziando come le scelte architettoniche riflettano e plasmino le storie personali degli abitanti. La ricerca, così arricchita, offre uno sguardo completo e approfondito su come l’architettura possa influenzare e trasformare la nostra esperienza quotidiana attraverso una lente unica e professionale.

Come vivono i single. Un’ indagine sulla casa come ultimo spazio per l’esercizio della propria immaginazione.
Housing for single people – ph Massimiliano Tuberi

RB Raccontami del tuo approccio alla casa attraverso la macchina fotografica. Cosa ricerchi? Qual’è il dettaglio che colpisce la tua attenzione?

MT Il mio approccio alla casa attraverso l’obiettivo fotografico è un’esplorazione attenta e sensibile volta a catturare l’anima di ogni spazio. Ricerco la narrativa intrinseca, la storia racchiusa in ogni dettaglio. La macchina fotografica diventa uno strumento per immortalare l’intimità degli ambienti domestici, andando oltre la mera registrazione visiva. Ciò che colpisce la mia attenzione è il dettaglio che trasmette emozioni, che racconta una storia senza parole. Sono attratto da elementi che rivelano la personalità degli abitanti: un libro ben posizionato, una luce che crea un’atmosfera particolare, o oggetti che raccontano di passioni e viaggi. Cerco dettagli che fungano da finestre aperte sulle esperienze e gli affetti di chi abita quegli spazi, creando così una connessione viscerale tra la casa e chi la vive. La mia ricerca si concentra su come la fotografia possa catturare l’essenza della casa come rifugio personale, un luogo di espressione individuale e un crocevia di storie intime. Attraverso l’obiettivo, cerco di rendere tangibili le emozioni e le atmosfere che rendono ogni casa unica, creando un dialogo visivo che va oltre la superficie, svelando la bellezza, spesso nascosta, della quotidianità abitativa.

 

Roberta Borrelli
Laureata in Architettura nel 2007, presso la facoltà di Napoli Federico II, alla continua ricerca di novità in grado di emozionarla si trasferisce a Milano dove fonda Makeyourhome studio,un laboratorio di ricerca creativa nato dal desiderio di proporre un nuovo modo di vivere l’esperienza della progettazione, dal blogging al cantiere, i nuovi strumenti del mestiere sono online ed emotivi. La casa racconta non solo il proprio stile ma un approccio unico alla vita, è con questo spirito che nel 2012 nasce Makeyourhome,un blog di interior design che porterà la sua professione a confrontarsi con il mondo del digital. Oggi lo studio lavora su diversi livelli, dalla consulenza d’interni on-line al progetto di ristrutturazione, dall’art direction allo styling, con una ricerca improntata sull’abitare e sviluppata attraverso l’interazione tra comunicazione, design e architettura.