IMU: cos’è, come e perchè si paga, quando

IMU: cos’è, definizione, quando nasce. A cosa serve e su cosa si paga. Il passaggio da ISI a ICI. Perchè non va confusa con la TARI. Quando e come si paga.

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L’IMU, acronimo di Imposta Municipale Unica, è un’imposta che si applica sulla parte immobiliare del patrimonio individuale e, per semplificare le imposizioni fiscali, accorpa ICI, Irpef e le addizionali regionali e comunali calcolate sui redditi fondiari riferiti ad immobili non locati.

Tante e diverse le modifiche che si sono susseguite nel corso degli anni, in primis l’esenzione dal pagamento dell’imposta per l’abitazione principale (nel caso in cui non appartenga a categorie catastali di lusso) e relative pertinenze oltre a diverse altre categorie di immobili. La competenza della riscossione dell’IMU spetta ai Comuni.


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IMU: quando nasce

L’imposizione fiscale sugli immobili vene introdotta in Italia per la prima volta nel 1992, quando il bilancio pubblico del paese doveva essere urgentemente risanato. E’ allora che nacque, per la prima volta, una tassa sulle proprietà immobiliari, una vera novità nel panorama fiscale italiano. Venne coniato il termine ISI (Imposta Straordinaria sugli Immobili), con l’obbiettivo di sottoporre ad imposizione tutte le proprietà immobiliari, di ogni genere e categoria catastale.

L’anno successivo, nel 1993, l’imposta, da straordinaria, divenne ordinaria e la denominazione modificata in ICI (Imposta Comunale sugli Immobili), venendo gestita direttamente dai comuni che potevano così acquisire importanti risorse finanziarie per la gestione dei servizi territoriali.

Dopo una prima importanza modifica, con l’eliminazione dell’imposta sulla prima casa, avvenuta nel 2008, nel gennaio 2012 arriva l’ultimo e definitivo cambio di denominazione, acquisendo il nome di IMU e senza modificare sostanzialmente le modalità di calcolo.

Perchè si paga l’IMU

Presupposto dell’imposta è il possesso di beni immobili: fabbricati, inclusa abitazione principale e pertinenze, e terreni agricoli. La prima formulazione della disciplina prevedeva che il tributo si sarebbe dovuto applicare solo sui beni immobili diversi dall’abitazione principale e relative pertinenze. Attualmente, dopo numerose modifiche, viene pagata soltanto per:

  • prime case solo se considerate di lusso (A/1, A/8 e A/9)
  • su tutte le seconda abitazione e altri immobili.

IMU e TASI: differenze

Talvolta il contribuente italiano è stato portato a fare confusione fra IMU e TASI, trattandosi, la seconda, di un’imposta che può vantare numerosi punti in comune. In realtà la principale diversità è determinata dal fatto che la TASI un tributo che viene versato al Comune ed utilizzato da quest’ultimo allo scopo di garantire la copertura dei cosiddetti “servizi indivisibili”.

I servizi indivisibili sono quelli che non possono essere calcolati ed attribuiti in quota parte al singolo contribuente. Per fare un esempio chiarificatore sono illuminazione pubblica, manutenzione stradale e del verde pubblico, protezione civile, vigilanza urbana, anagrafe, etc.


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La TASI è stata eliminata ed accorpata all’IMU a partire dal 2020.

IMU: come si calcola

Per poter calcolare quanto dovuto per l’IMU, occorre conoscere i 3 seguenti dati:

  • rendita catastale
  • coefficiente dell’immobile
  • aliquota stabilita dal Comune (pubblicata ogni anno in seguito a delibera).

E’ fondamentale poi sapere se il Comune applica eventuali esenzioni o riduzioni per le abitazioni, in particolare modo quelle considerate di lusso.

Modalità di calcolo

Il calcolo è semplice:

Rendita Catastale + 5% (rivalutazione)

Rivalutazione x coefficiente catastale.

Il risultato ottenuto è la somma dovuta per l’anno in corso. Acconto e saldo vengono esattamente divisi a metà.

Per conoscere i coefficienti clicca qui.

Il calcolo può essere affidato anche a professionisti come CAF e commercialisti che provvedono alla compilazione in automatico del modello F24 da presentare presso l’istituto bancario o in posta, con pagamento in contanti o con addebito diretto in conto corrente.

IMU: quando e come si paga

L’IMU si paga in due rate annuali, 16 giugno (prima rata, acconto) e 16 dicembre (seconda rata, saldo), con la scadenza che può slittare in avanti di 1/2 giorni nel caso in cui cada di sabato o domenica. E’ possibile comunque per il contribuente saldare tutto con la rata di giugno.

Il pagamento può avvenire con mediante:

  • bollettino
  • modello F24
  • online attraverso il sistema PA
Davide Bernasconi
  • Laurea in Economia e Commercio, indirizzo Internazionale
  • Autore specializzato di design e arredo d'interni
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