Comprare casa all’asta: 2022 anno di ripartenza?

Davide Bernasconi
  • Dott. in Economia e Commercio

Casa all’asta: quando conviene comprare. Il mercato 2022 sta dando evidenti segni di ripartenza. I motivi, i dati ufficiali.

Comprare casa all’asta: 2022 anno di ripartenza?

Acquistare casa per un italiano è più di una semplice esigenza in alcuni momenti, soprattutto quando gli affari vanno bene e le esigenze personali vengono ampiamente soddisfatte, togliendosi sfizi appena possibile come una vacanza esotica, un’auto fiammante nuova piuttosto che un gioiello prezioso da regalare all’amata.

Eppure il sacrificio che gli italiani, vere formiche quando si tratta di risparmiare, è sempre improntata ad investire nel mattone, un’abitudine che risale fin agli albori. Ecco allora che, anche quando si ha un’abitazione di proprietà, si pensa di mettere da parte dei soldi appena possibile per trovare l’occasione giusta, la casa al mare o in montagna per trascorrere le vacanze piuttosto che un piccolo immobile da mettere a reddito, in maniera tale che dalla locazione arrivi un’entrata supplementare.

Ma come è la situazione del mercato immobiliare nel 2022, dopo due anni di pandemia dura e difficile da sostenere, sia a livello economico che sociale, con difficoltà nel vivere quotidianamente con gli affetti cari, non potendoli magari incontrare oppure non potendosi spostare anche fra un comune e l’altro.

E poi, è possibile trovare casa a prezzi sostenibili, insomma esiste l’occasione speciale in cui gettarsi senza svenarsi?

Sembrerebbe esserci e si tratta di un acquisto molto particolare, poco sponsorizzato ma che può dev’essere tenuto in considerazione: stiamo parlando di comprare casa all’asta.

Case all’asta: il mercato 2022

Comprare casa all’asta: 2022 anno di ripartenza?

I dati parlano chiaro. Con la chiusura dei tribunali e le evidenti difficoltà di spostamento fra regioni e comuni, andare a visionare un appartamento è stato ben più di una semplice impresa.

A ciò si aggiunge il fatto che pianificare un acquisto importante sotto l’aspetto finanziario in un periodo storico fatto di poche incertezze, non è certamente il passo più semplice da fare.

Il mercato della aste immobiliari ha registrato nel 2020 appena 117.375 procedure realizzate, un numero che ha significato circa il 50% in meno dell’anno precedente ed una pesantissima perdita intorno ai 6,6 miliardi di euro.

Il primo timido segnale è stato registrato l’anno scorso, il 2021, quando nella prima parte dell’anno i tribunali ancora serrati hanno di fatto impedito le operazioni, arrivate al 31 dicembre a quota 126.083.

I dati sono resi noti dal Centro studi AstaSy Analytics di NPLs RE Solutions nel suo Report Aste 2021.

Di fatto il nuovo anni si è aperto senza vedere l’attuazioni di particolari restrizioni agli spostamenti e all’attività economica, il che è di per sè un ottimo indicatore consentendo di visionare in prima persona con molta più calma.

Ma sono poi due i fattori principali che indicano la rinascita del mercato.

Entro un paio di trimestri arriveranno sul mercato gli immobili appartenuti a quelle particolari categorie che sono state pesantemente colpite dalla pandemia, sia di tipo commerciale che abitativo.

L‘offerta è quindi destinata ad aumentare in maniera più che proporzionale il che consentirà di poter dare il via a molte più aste.

Il secondo fattore, di tipo più tecnologico che economico, è la possibilità di partecipare alle aste in maniera telematica o mista rispetto soltanto all’opzione in presenza. Dopo due anni di smart working, ormai il cittadino italiano si è abituato a dialogare a distanza, evitando così il confronto diretto per motivi sanitari.

Sebbene l’arte della contrattazione sia comunque una delle specialità e tradizioni italiani, si fa di necessità virtù. Il mercato è quindi destinato ad aumentare e a modificarsi sensibilmente.

Per chi volesse saperne molto più su questa particolare forma d’acquisto, si consiglia la lettura della guida, Asta con e senza incanto: criteri, modalità e differenze