Energia: perché costa tanto e quanto durerà

Daniela Giannace
  • Giornalista - Laurea in Scienze e Tecnologie della Moda
09/09/2022

L’autunno prevede un caro bollette davvero molto più pesante di quanto previsto. Le quotazioni del gas naturale sono arrivate al paradosso: conviene un generatore a nafta invece dell’energia elettrica.

Energia: perché costa tanto e quanto durerà

La borsa di Amsterdam segna le quotazioni del gas naturale sotto i 235 al megawattora, contro la media registrata di 300 euro qualche settimana fa. Da questo si deduce che l’autunno e l’inverno porteranno i prezzi del gas molto più in alto di quanto sperato. Verrebbe quasi da considerare di usare un generatore a nafta, molto più conveniente che pagare l’energia elettrica. Si prevede che le famiglie e le aziende italiane spenderanno oltre il 127% in più del 2021. Come inciderà l’impatto del caro energia sulle famiglie, sulle imprese e sull’economia in generale?

Per capire meglio il meccanismo del prezzo del gas naturale, bisogna prima sapere come si forma il prezzo del gas. Si parla di un mercato virtuale all’ingrosso dove avviene lo scambio dei futures. I contratti che permettono di acquistare un bene a una certa data e a un determinato prezzo. A questo prezzo poi si aggiungono i costi del trasporto, di vendita, della distribuzione, poi l’iva e altro ancora. Ecco che poi arriviamo al prezzo definitivo che troviamo in bolletta.

Mettiamo che il prezzo finale del gas in ambito domestico arrivi a 300 centesimi di euro al metro cubo. Solo nel 4° trimestre si registrerà un rincaro in bolletta di 1.092. Questo sommato ai tre trimestri precedenti dà una spesa media per famiglia di circa 2.474 euro. Un aumento di 1.377 euro rispetto al 2021. Se consideriamo la bolletta del gas sommandola a quella dell’energia relativa al 2022, il costo annuo della famiglia è di 3.920 euro. Sono quindi 2.192 euro in più rispetto al 2021.

I nuovi aumenti porteranno a una nuova disastrosa recessione economica. Un’altra domanda incide su questa tragica situazione e sorge spontanea. Quanto pesa la speculazione sui prezzi del gas?

Oggi i mercati sapendo che diversi paesi europei difficilmente riusciranno ad essere autosufficienti, ad arrivare a febbraio-marzo 2023 con il gas, alzano l’asticella della speculazione. Basta una frase, una piccola cosa per far reagire un mercato schizofrenico, che tende a far salire sempre più i prezzi. La speculazione sfrutta la situazione. Ecco perché riuscire a stabilire un tetto al prezzo del gas è fondamentale a livello europeo, ma ci sono resistenze in Olanda, Germania. Alcuni paesi europei non vogliono stabilire il tetto al prezzo del gas perché temono che si possano inasprire i rapporti con la Russia,

spiega Mauro Zanini, presidente del centro studi Ircaf. Forse per fermare questa insostenibile corsa ai prezzi dell’energia si potrebbe optare per un tetto massimo a livello internazionale sul costo del gas.

Cosa succederà se l’inverno sarà davvero freddo? Si prevedono razionamenti. Già, perché il 47% dell’energia elettrica che consumiamo in ambito domestico, ma anche a livello sociale viene prodotta con gas metano. C’è da considerare, inoltre, che il gas non è come il petrolio. Si riceve dai metanodotti.

L’Algeria sta diventando un fornitore strategico per l’Italia, sono state rinegoziate le condizioni, ma non è che domani parte tutto. Con l’Algeria gli oneri sono stati molto elevati, tanto che lo Stato algerino con questi nuovi accordi fatti con l’Italia e con la Spagna per fornire il gas ha incassato 16-17 miliardi in più, afferma Zanini.

Con il caro energia, però c’è chi ci guadagna. Sono le società che producono energia rinnovabile. Il motivo è che i costi di produzione delle energie rinnovabili sono molto più bassi in confronto a quelli che producono fonti non rinnovabili. Comunque sia tutti vendono agli stessi prezzi.

L’energia elettrica prodotta con le fonti rinnovabili ha un costo molto contenuto, 15 centesimi per chilo di energia o meno per fare un esempio, ma lo paghiamo in bolletta 31 centesimi. Dal 1° di ottobre, però, questo prezzo potrebbe raddoppiare e arrivare a 60-70 centesimi a kilowatt. Ciò vuol dire che chi produce energia da fonti rinnovabili avrà maggiori introiti visto che i costi sono sempre quelli, continuando nella spiegazione

Così nasce la tassa extra-profitti per riequilibrare il caos creato dal caro energia. La tassa ammonta definitivamente al 25%. Zanini, inoltre, propone di far cadere l’attenzione sulla diversificazione delle fonti di approvvigionamento dell’energia e sulla riduzione dei consumi per lottare contro il caro bollette. Per concludere, il gas resta fondamentale in un periodo come quello attuale. L’essenziale è bloccare la speculazione dei prezzi prima possibile, in modo da evitare di restare in ginocchio di fronte a un’altra disastrosa recessione.