Salerno Design Week 2026, oltre 4mila presenze: la seconda edizione cresce del 60%

Autore:
Antonia Cataldo
  • Laureata in Scienze della Comunicazione
Tempo di lettura: 6 minuti

Cinque giorni di eventi dedicati alle “Alchimie del Design”. Coinvolti 80 imprese e 70 designer internazionali tra mostre, talk, laboratori e iniziative diffuse in città. La mostra “Pottergeist” prosegue fino al 30 novembre.

Salerno Design Week 2026, oltre 4mila presenze: la seconda edizione cresce del 60%
Photo by Salerno Design Week

Oltre 4mila presenze e una crescita del 60% rispetto allo scorso anno. Si chiude con numeri in forte aumento la seconda edizione della Salerno Design Week, la manifestazione diffusa promossa da Confindustria Salerno con il sostegno della Camera di Commercio di Salerno e il patrocinio di Regione Campania, Provincia e Comune di Salerno.

Nel 2025 erano state registrate circa 2.500 presenze, mentre quest’anno la manifestazione ha superato quota 4mila. Un bilancio ancora provvisorio, considerando che uno degli appuntamenti in programma, la mostra “Pottergeist”, resterà visitabile fino al 30 novembre 2026 negli spazi della Pinacoteca Provinciale.

Dal 16 al 20 settembre Salerno si è trasformata in un laboratorio diffuso dedicato alla cultura del progetto. Il tema scelto per questa edizione, “Alchimie del Design”, ha fatto da filo conduttore a un programma articolato che ha compreso 6 mostre, 9 talk, 26 attività commerciali coinvolte nell’iniziativa “In Vetrina”, 14 AperiDesign, 4 laboratori, un docufilm, un party, 2 awards e 2 installazioni.

A prendere parte alla Design Week sono state circa 80 imprese e 70 designer internazionali, insieme a università, scuole, istituzioni, professionisti, attività commerciali e realtà culturali. Design, architettura, arte, impresa, ricerca e formazione hanno così trovato uno spazio comune, coinvolgendo luoghi diversi della città.

Salerno Design Week 2026, oltre 4mila presenze: la seconda edizione cresce del 60%
Photo by Salerno Design Week

Un format sempre più diffuso

La crescita della Salerno Design Week non riguarda soltanto il numero dei visitatori. La seconda edizione ha infatti ampliato la rete di soggetti e spazi coinvolti, portando gli appuntamenti fuori dai luoghi tradizionalmente dedicati al design.

Musei, gallerie, showroom, negozi, spazi pubblici e luoghi della produzione sono diventati parte di un unico percorso, mettendo in relazione il sistema produttivo con istituzioni, formazione e mondo culturale.

Un ruolo centrale è stato ricoperto dalle aziende del comparto del design salernitano, attorno alle quali è stato costruito un sistema di relazioni tra competenze, filiere produttive e linguaggi differenti.

Tra i protagonisti dell’edizione 2026 figurano Giorgetto Giugiaro, Studio Gensler, ZHA Architects, Minor Hotels Europe & Americas, Spagnulo & Partners, Lorenzo Damiani, Nicola Flora, RE.AD e ADI Delegazione Campania, insieme a numerosi rappresentanti del mondo dell’architettura, del design e dell’impresa.

Alchimie del Design è stata la parola giusta per raccontare questi cinque giorni

afferma Giovanna Basile, presidente del Gruppo Design/Tessile/Sistema Casa di Confindustria Salerno

perché ha permesso di mettere in scena il processo trasformativo che il design innesca, dalla piccola alla grande scala. Abbiamo mostrato come la filiera non sia fatta soltanto di progettisti e studi di architettura, ma coinvolga imprese, capitali e professionalità tecniche che insieme costruiscono le città del domani. È questa cultura del fare, insieme alla riscoperta del genius loci, che ci lascia nuovi strumenti per uno sviluppo più consapevole e strutturato.

Dall’automotive alla rigenerazione urbana

Ampio lo spettro dei temi affrontati durante i cinque giorni. Il design è stato analizzato nelle sue applicazioni all’automotive, al graphic design, al food, alla nautica, all’hospitality e all’innovazione.

Tra i progetti presentati, “Design for Food and Nutrition”, curato da ADI Campania, e la mostra dedicata alla filigrana orafa, realizzata dall’Università Luigi Vanvitelli in collaborazione con il Centro Oromare.

Spazio anche alla rigenerazione urbana e sociale, con approfondimenti dedicati al waterfront, alla forestazione urbana e alla riqualificazione del sagrato della Chiesa di Sant’Anna al Porto, sviluppati con il contributo del DIARC dell’Università Federico II di Napoli.

Tra gli appuntamenti che hanno caratterizzato la manifestazione anche il confronto sull’hospitality contemporanea, affrontata attraverso il rapporto tra design, identità dei luoghi, sostenibilità economica e gestione del progetto. Al centro del programma anche il racconto della Stazione Marittima di Salerno firmata da ZHA, insieme ai progetti dedicati alla nautica e al waterfront.

Prosegue invece oltre la conclusione ufficiale della Design Week “Pottergeist” di HoperAperta, mostra curata da Patrizia Catalano e Maurizio Barberis che trasforma gli spazi della Pinacoteca Provinciale in una contemporanea “Wunderhaus”. L’esposizione resterà aperta fino al 30 novembre.

Salerno Design Week 2026, oltre 4mila presenze: la seconda edizione cresce del 60%
Photo by Salerno Design Week

Made in Italy e internazionalizzazione

Uno degli obiettivi della manifestazione è stato anche quello di utilizzare il design come strumento di valorizzazione delle produzioni locali e di apertura verso i mercati internazionali.

La Salerno Design Week 2026 ha confermato il Made in Italy come motore di internazionalizzazione e rigenerazione territoriale

sottolinea Stefania Rinaldi, vicepresidente di Confindustria Salerno con delega al Made in Italy e Internazionalizzazione

Attraverso l’interazione tra i diversi settori merceologici, il design è diventato una leva concreta per la riqualificazione urbana e il rilancio del Sud. Portare Salerno al centro della cultura del progetto significa investire in un’economia della bellezza capace di generare valore turistico e sociale e di portare le eccellenze locali su un palcoscenico internazionale.

La manifestazione ha puntato, in particolare, sulla capacità di mettere in rete esperienze e competenze già presenti sul territorio. Produzione industriale, artigianato, arte, ricerca e iniziative culturali sono state inserite all’interno di un racconto comune, con l’obiettivo di rafforzare sia la visibilità delle singole realtà sia le relazioni tra i diversi attori coinvolti.

La Salerno Design Week 2026 ha confermato che il design è un motore di sviluppo per il territorio, capace di trasformare la materia in linguaggio e la tecnica in gesto umano

conclude Vittoria Marino, professore ordinario di Marketing presso l’Università degli Studi del Sannio e coordinatrice scientifica della manifestazione.

 Questa edizione ha messo in relazione mondi diversi, dal furniture alla ceramica, dalla nautica all’hospitality, dal gioiello all’arte pubblica, fino alla rigenerazione urbana, attivando la città, rafforzando il tessuto produttivo e restituendo ai cittadini un ruolo attivo nella cultura del progetto».

Salerno Design Week 2026, oltre 4mila presenze: la seconda edizione cresce del 60%
Photo by Salerno Design Week

Da 2.500 a oltre 4mila presenze

Il passaggio dalle 2.500 presenze del 2025 alle oltre 4mila del 2026 fotografa quindi la crescita della Salerno Design Week, che con la seconda edizione consolida la propria formula di manifestazione diffusa e il rapporto tra progetto, impresa e territorio.

Una formula che punta a valorizzare competenze e produzioni già radicate nel Salernitano, creando allo stesso tempo nuove occasioni di confronto tra aziende, progettisti, università, istituzioni e cittadini.

Il progetto di comunicazione della Salerno Design Week è stato ideato e coordinato da inCoerenze, che ha curato l’identità visiva della manifestazione, il visual design e il coordinamento delle attività di comunicazione.

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