La forma del calore: oltre il termoarredo

Funzionali, decorativi, accessoriabili: i termoarredi sono protagonisti dello spazio anche fuori dall’ambiente bagno.

La forma del calore: oltre il termoarredo
Il Calore al centro dello spazio, mp2a Architetti, Antrax

Ha smesso da tempo il suo abito meramente funzionale per diventare un possibile fulcro di attenzione all’interno dello spazio. La ricerca sul calorifero, sempre più scultoreo e performante, è interessante e trasforma questo oggetto in un elemento radiante d’arredo.

Un componente caratterizzante del progetto di interni che con la sua versatilità – free-standing, verticale, orizzontale, accessoriato ad hoc fino a trasformarsi in un servomuto – offre sempre più funzioni permettendo di configurare scenari alternativi al riscaldamento ambientale. In questo senso sono illuminanti alcune delle possibili configurazioni immaginate da architetti e designer invitati da Antrax, in occasione dei suoi venticinque anni, a prefigurare ambienti svincolando il radiatore dalla sua tradizionale collocazione, tradizionalmente legata all’ambiente bagno, per rappresentarlo in uno spazio nuovo, living o contract.

Con proposte che immaginano di trasformare gli elementi radianti in pareti, elementi di partizione adattabili per modulare lo spazio, o addirittura in una sorta di libreria la cui leggera struttura metallica è arricchita da mensole e contiene piastre per diffondere calore al centro dell’ambiente in cui sono posizionate.

La forma del calore: oltre il termoarredo
The Wall, Federico Delrosso Architects, Antrax

Un termoarredo che illumina

La forma del calore: oltre il termoarredo
Starlight, Scirocco H

E va oltre il tradizionale termoarredo Starlight (con funzionamento idraulico o elettrico) disegnato da Franca Lucarelli e Bruna Rapisarda per Scirocco H con l’idea di unire due aspetti: il calore e la luce. Quest’ultima è soffusa, bianca e calda, sprigionata dai 3000 lumen dei LED completamente integrati nella struttura. Il radiatore diventa una presenza ambientale, una sorta di scultura resa ancora più “plastica” nella versione bianco su bianco dove la luce esalta l’eleganza della forma geometrica.

La sottile lastra in acciaio, dalla forma sinuosa, è piegata come un foglio e caratterizzata dagli estremi ricurvi e chiusi da due cerchi di rimando alle antiche pergamene. Disponibile in un’unica misura di 350 mm x 1550 mm è personalizzabile in una settantina di colori sia mono che in versione bi-colore e ne completa la dotazione (opzionale) il termostato ambiente digitale programmabile wireless.

L’azienda promuove per il terzo anno il Design Warm Contest dedicato ai nuovi talenti per ricercare progetti innovativi di radiatori e scaldasalviette. Per questa edizione il concorso, patrocinato da ADI Associazione per il Disegno Industriale, invita a misurarsi con il tema della nautica (motor yacht, vela e motor sailer…). C’è tempo fino al 15 dicembre per sottoporre le proprie idee (sul sito dell’azienda il link).

La forma del calore: oltre il termoarredo
Scirocco H – Starlight

La forma del calore: oltre il termoarredo

I portasalviette accessoriabili

La forma del calore: oltre il termoarredo
Ghisa, Antrax

Una possibile declinazione del radiatore è la versione porta asciugamani-scaldasalviette e ne è un buon esempio Oni di Vasco, sottile ma anche estremamente efficiente e a basso consumo energetico, dotato nel pannello anteriore in alluminio di un foro portasciugamani, opzionale, che lo connota anche dal punto di vista del disegno.

Il modello Ghisa disegnato da Rodolfo Dordoni per Antrax omaggia lo storico materiale dei termosifoni solo nel nome poiché è realizzato in alluminio 100% riciclabile, però reinterpreta i classici termosifoni conferendo agli elementi che lo compongono – da quattro fino a otto in differenti lunghezze – una sezione poligonale. Rastremati alle due estremità e raccordati su entrambi i lati da parti metalliche in pressofusione, questi ne definiscono il contorno.

Particolare non da poco il termosifone è accessoriabile con ganci e portasalviette in acciaio per sfruttarne al massimo la presenza nell’ambiente bagno.

 

Moduli scaldanti nello spazio

La forma del calore: oltre il termoarredo
Tubes, I Ching, ph.Beppe Brancato

Può essere installato in multipli il modulo scaldasalviette I Ching di Elisa Ossino per Tubes. Il suo disegno nasconde una radicale semplificazione formale per ridurre ingombri e spessori e rendere la barra priva di qualsiasi giuntura visibile. Con la massima libertà si può fissare a parete, in verticale o orizzontale (i moduli sono di quattro lunghezze) per comporre dei pattern grafici, enfatizzati ulteriormente dalla disponibilità delle sue finiture colorate, o metalliche, che faranno felici gli interior decorator.

La stessa azienda ha recentemente proposto un suo cavallo di battaglia del 2006, il radiatore Milano (della collezione Elements disegnata da Antonia Astori e Nicola De Ponti) dall’aspetto scultoreo – sorprendentemente anche in versione free-standing – nella versione orizzontale e ad alimentazione esclusivamente elettrica, con installazione a parete o pavimento in modo da poterlo collocare sotto a una finestra o davanti a una vetrata.

Ancora nell’ottica di usare il radiatore in contesti non solo legati al bagno, Quilt, di Peter Jamieson, per Deltacalor, arreda e amplifica la luminosità dell’ambiente grazie alla trama trapuntata della sua superficie animata da una struttura sfaccettata e riflettente, dall’effetto tattile e sottilmente tridimensionale. Un inatteso punto luce all’interno della casa.

Termoarredi: galleria e foto

Non solo resa termica ma anche forme alternative, abbinamenti insoliti (come la luce) e nuove funzionalità caratterizzano il termoarredo. Questo oggetto si può considerare come una evoluzione del termosifone e del calorifero, oggi sempre più protagonista dell’interior design come si vede nella gallery.