Martinelli Luce: minimalismo, geometria e natura, l’intervista a Marco Ghilarducci

Caterina Di Iorgi
  • Giornalista pubblicista

Martinelli Luce: le prime novità che l’azienda lucchese ha svelato nel 2022 sono Cabriolette, disegnata da Studio Natural, che ha immaginato una famiglia di lampade dove l’estetica si fonde perfettamente con la funzionalità; la riedizione del Visiere di Sergio Asti e una nuova veste per l’iconica Vela di Orlandini Design. Ne abbiamo parlato con Marco Ghilarducci, Amministratore Delegato dell’Azienda.

Martinelli Luce

Ci racconta la storia di Martinelli Luce?

All’inizio degli anni ’50 mio nonno Elio ha creato la Martinelli Luce (martinelliluce.it/it/home) in uno scantinato nel centro di Lucca, che chiamava “Laboratorio”. Qui la sua creatività si esprimeva al meglio e prendeva forma, dando vita a oggetti semplici ma ricchi di personalità. Pochi strumenti necessari per la produzione artigianale di lampade decorative, tante ispirazioni e idee che arrivano soprattutto dalla natura e dalla geometria. Ne è un esempio la lampada Cobra (Elio Martinelli), perfettamente inscritta in una sfera, un corpo riflettore e una base stampate in resina, unite da un perno centrale che permette alla lampada di ruotare fino ad assumere la forma sinuosa dello slancio del serpente pronto all’attacco.

Tra gli anni ’60 e ’70, Elio si afferma tra i designer più influenti del panorama italiano e sin da subito riesce a trasmettere la sua forte passione e creatività per la luce a mia madre Emiliana, che oltre a essere architetto e designer, è da molti anni a capo dell’azienda insieme a me.

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Nel corso del tempo, l’azienda ha collaborato e collabora con noti designer come Gae Aulenti, Sergio Asti, Paola Navone, Karim Rashid, Marc Sadler, Neil Poulton, studio Natural, Brian Sironi e molti altri. Ognuno di loro ha saputo interpretare la luce in modo unico e ha progettato per Martinelli Luce lampade senza tempo, funzionali, sempre in equilibrio con i canoni distintivi del marchio.

Su quali valori si fondano l’identità e la filosofia produttiva di Martinelli Luce?

Martinelli Luce

Minimalismo, geometria e natura sono i valori attraverso i quali Martinelli Luce si racconta e prende ispirazione per le sue lampade. Ma anche ricerca tecnologica e modularità, che sono dei capisaldi della produzione dell’azienda, sono ben percepibili in tanti oggetti.

Oggi, la produzione dell’azienda si suddivide in tre famiglie di apparecchi di illuminazione adatti a rispondere alle diverse esigenze di utilizzo: Lampade (decorativo), Architectural (sistemi destinati al contract) e Outdoor. Inoltre, per soddisfare le domande di architetti e progettisti, offriamo un servizio bespoke progettando lampade in base ad esigenze specifiche o customizzando quelle già esistenti a catalogo.

Martinelli Luce è un’azienda che guarda al futuro, ricca di un’esperienza di anni nel mondo della luce decorativa e tecnica che l’ha portata ad affermarsi e crescere sempre di più in un settore in continua evoluzione.

In che modo si sta evolvendo, oggi, il settore, vista anche la pandemia di Covid-19, che ci ha fatto riscoprire l’importanza della casa durante il lockdown?

Il settore è in completo fermento e durante la pandemia è stato svolto un lavoro incredibile da parte di tutte le aziende sia dell’arredamento che della luce per far fronte alle enormi richieste di prodotti che sono pervenute. Il fatto di rimanere in casa ha fatto ripensare alle persone al fatto che la casa è il punto nevralgico della vita di tutti noi e dunque è nata la voglia di migliorare il nostro spazio di vita quotidiano con nuove soluzioni di arredo e di illuminazione. Questo periodo però di blocco nell’interazione fisica tra azienda-cliente-progettista ha fatto però si che le aziende abbiano dovuto trovare altre soluzioni di comunicazione e vendita o comunque di potenziarle per quelle aziende che già erano digitalizzate.

Le soluzioni sono sicuramente state quelle di digitalizzarsi completamente, realizzando nuovi siti, soluzioni di e-commerce e attivare dei meeting online. Martinelli Luce già da tempo era preparata al mondo digitale ma comunque ho potenziato vari strumenti: un nuovo sito web più interattivo e completo che sarà disponibile entro fine anno; un configuratore di prodotto per semplificare il lavoro di progettazione sui prodotti più tecnici e soluzioni di CRM e marketing per la gestione della clientela.

Vi siete posti nuovi obiettivi in ottica green o nuove soluzioni eco-sostenibili?

È da molto tempo che stiamo lavorando anche su questi soluzioni legate alla sostenibilità ambientale, abbiamo in programma di uscire con dei nuovi prodotti che presenteremo al prossimo salone Euroluce di Milano, realizzati con giovani studi di progettazione. È un progetto che nasce da un workshop dedicato proprio a tale argomento. L’azienda è da sempre legata anche dal punto di vista della progettazione ispirata alla natura, è un nostro valore fin dalla fondazione dell’azienda e lo certificheremo inoltre con l’ottenimento della ISO 14001 che abbiamo in programma di ottenere entro l’anno.

Dopo la pandemia e il lockdown, quali sono le sfide del futuro che dovranno affrontare le aziende che producono design?

Non è facile rispondere a questa domanda in quanto non sappiamo e forse non lo sapremo mai quando davvero la pandemia finirà, dobbiamo dunque farci forza e cercare di non pensare a tale problema. Bisogna lavorare con l’obiettivo di mantenere la nostra professionalità e i nostri valori senza farsi confondere dagli eventi del momento. L’identità deve essere coerente nel tempo e i nostri prodotti lo dovranno sempre manifestare.

Ci racconta le novità della collezione 2022?

Martinelli Luce

Nel primo semestre del 2022 abbiamo presentato tanti progetti, sia contemporanei che riedizioni, ma altre novità saranno presentate nella seconda parte dell’anno. Tra le novità più importanti già presentate troviamo Cabriolette, una famiglia di lampade disegnata da Studio Natural, con cui collaboriamo da vari anni con progetti di grande successo quali Fluida, Bruco o Sistema U. In questa nuova collezione (lampada da tavolo, cordless e parete) l’estetica si fonde perfettamente con la funzionalità: infatti il riflettore permette di trasformare ed orientare la luce in base al luogo dove viene collocata la piccola lampada.

Abbiamo anche presentato la riedizione del Visiere di Sergio Asti, architetto milanese e grande amico di Elio con cui condivideva l’attitudine per una raffinata ricerca formale e un sapiente uso dei materiali. Mia madre gli aveva promesso di rimettere a catalogo questa lampada e ad un anno dalla sua scomparsa siamo fieri di poterla ripresentare. Ispirata agli antichi elmi dei samurai, Visiere è una presenza luminosa discreta ma al contempo forte, capace di caratterizzare lo spazio anche da spenta. Ogni lampada ha la numerazione progressiva e riporta sulla base la firma del designer.

Un altro punto importante è l’introduzione di molto colore nelle collezioni. Dopo la presentazione l’anno scorso della sospensione Lady Galala (Peluffo&Partners), in cui modularità e colore erano le caratteristiche principali, abbiamo quest’anno deciso di proporre due lampade iconiche nel colore giallo, la tonalità che per definizione è associata alla luce, al calore ed alla gioia: Ruspa di Gae Aulenti e Elica di Brian Sironi.

Senza ovviamente dimenticare la lampada da terra Y3, del designer tedesco Simon Schimtz, che permettere il movimento in ogni direzione e rimanere sempre bilanciata utilizzando un sistema di 3 tiranti collegati a delle molle disposte a 120° presenti sulla base a forma di Y.

Come sarà la casa del futuro secondo Martinelli luce?

La casa del futuro sarà una casa sicuramente connessa e sarà possibile interagire con ogni tipo di prodotto da qualunque luogo e momento. La tecnologia sarà implementata in modo molto forte, nell’ambito del lighting sarà possibile non solo accendere il prodotto e dimmerarlo ma anche scegliere il tipo di tonalità della luce e di memorizzare scene per i vari contesti dell’ambiente. Martinelli Luce ha già da anni inserito in molti dei prodotti in catalogo la tecnologia LIGHTYOULIKE che permette di sfruttare le migliori tecnologie nell’ambito dell’interazione dell’utente con il prodotto stesso fornendogli svariate possibilità di utilizzo e funzionalità.

Cosa rende magica la luce per lei?

Per me la luce è tutto, senza di essa non possiamo fare nulla, non c’è vita. Non solo la vita terrena ma anche la vita spirituale, emozionale. Un tipo di luce può dare emozioni positive o negative e quindi gli ambienti devono essere correttamente illuminati per poter vivere in serenità.

A me personalmente piace molto il contrasto, notte/giorno, luce/ombra. Non posso vivere senza la luce ma nemmeno senza l’ombra. Un buon progetto nasce da una forte analisi e studio in ambito luce/ombra, questo permette di dare profondità agli oggetti e permette anche di riposarsi e focalizzare l’attenzione su quello che effettivamente ci interessa in un determinato contesto. Basta pensare al teatro che è la principale fonte dello studio emozionale del lighting, con pochi giochi di luce si possono trasmettere concetti ed emozioni infiniti in qualunque rappresentazione.

Mio nonno conosceva bene questo concetto essendo laureato in scenografia a Firenze e lo ha sempre espresso in ogni suo progetto sia di prodotto di illuminazione che di ambiente. La sua vita lavorativa è iniziata proprio con il teatro e credo che di li abbia imparato tantissimo per lavorare con il mondo della luce e ce lo ha trasmesso.

Quali tendenze nuove vede emergere nel lighting design?

Quello che ho notato fortemente è un fiorire di riedizioni di prodotti classici. Con Martinelli Luce abbiamo anche seguito questo trend di rieditare dei prodotti dalla forte personalità, come ad esempio Visiere dell’architetto Sergio Asti e stiamo lavorando ad altre riedizioni di prodotti di mio nonno a cui sono particolarmente affezionato. Al contempo abbiamo anche investito molto sulla realizzazione di nuovi prodotti a contenuto sia tecnologico che di sostenibilità ambientale che presenteremo nei prossimi mesi.