La cucina del futuro secondo Ikea: le previsioni di 20 anni fa si sono avverate?
Ikea, il famoso franchising conosciuto in tutto il mondo, aveva nel 2003 predetto come sarebbe stata la cucina del futuro. Sono passati molti anni e ora ci chiediamo se le previsioni dell’azienda svedese si sono realizzate.
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L’interazione intelligente tra robotica e abitudini quotidiane è stato il punto di partenza nella progettazione della cucina del futuro secondo Ikea. Nel lontano 2003 l’azienda aveva chiesto a IDEO London di analizzare i comportamenti delle persone nel progetto Concept Kitchen 2025.
Sogno o realtà? Le previsioni Ikea per la cucina del futuro

Tutto avuto inizio nell’agosto del 2003 quando il colosso svedese ha chiesto a IDEO London di rispondere a due domande precise:
“Che cosa sarà la vita attorno al cibo nel 2025? Saremo in grado di aiutare le persone a vivere uno stile di vita più sano e più sostenibile?”.
Il progetto denominato Concept Kitchen 2025 ha visto coinvolti un gruppo di studenti dell’università di Lund ed Eindhoven che avevano il compito di studiare i comportamenti sociali per capire come sarebbe stata la cucina del 2025.
Gli studenti, in collaborazione con i designer di IDEO, hanno costruito un prototipo a grandezza naturale dove erano compresi un tavolo, un lavandino e una dispensa. In questo spazio magico veniva conservato il piacere creativo della cucina, il tutto reso semplice dall’utilizzo della tecnologia.
Ma com’era questa cucina? Le previsioni Ikea si sono davvero avverate?
Cucina del futuro: la tecnologia come punto di partenza

Gli studenti del Concept Kitchen 2025 sono partiti da un’idea molto chiara: sfruttare la tecnologia per facilitare la maggior parte dei compiti in cucina. La robotica però non veniva vista come elemento sostitutivo di determinate azioni ma come aiuto indispensabile che non sostituiva né la creatività né il piacere tattile di preparare le pietanze.
L’azienda svedese ha immaginato il tavolo del futuro caratterizzato da forme semplici ma nello stesso tempo multifunzionali.
La dispensa è futuristica grazie a un design che permette di vedere tutto quello che c’è all’interno. Il frigorifero ha una tecnologia di raffreddamento a induzione incorporata negli scaffali in questo modo si potrà ottenere il massimo risparmio energetico.
Il lavello leggermente inclinato è dotato di un bacino orientabile. Questo permette di dividere l’acqua tossica, ossia non più utilizzabile, dall’acqua sicura che, pur non essendo potabile, può essere utilizzata come nutrimento per le piante o per la lavastoviglie.
Tra le previsioni anche un’importante sistema di smaltimento amico della natura. Questo consente agli utenti di selezionare il tipo di materiale inserito che verrà schiacciato e etichettato per il corretto ritiro.
A Table For Living

Uno dei progetti sviluppati nel Concept Kitchen 2025 è il tavolo per la sala da pranzo che diventa un elemento multifunzionale capace di assolvere a varie destinazioni d’uso.
Il mobile si caratterizza da un sistema di connettività online e della presenza di una videocamera strategicamente posizionata sul piano. La fotocamera e il proiettore sono collegati con bobine di induzione poste sotto la superficie e collegate online in modo da riconoscere immediatamente gli oggetti che vengono posizionati sopra.
Grazie a questa eccezionale tecnologia sarebbe bastato appoggiare gli ingredienti sul tavolo per trovare una ricetta da eseguire. Il piano stesso diventa un ricettario e un aiuto informativo per quanto riguarda i valori nutrizionali e le materie prime di ogni alimento.
Il tavolo è anche versatile poiché caratterizzato da alcune funzioni super evolute come la pesa e il timer. Le bobine poste sotto la superficie si raffreddano o si riscaldano a seconda delle esigenze e, quando il piano non è utilizzato per cucinare, diventa un ottimo strumento per lavorare, mangiare o perfino giocare.
Il primo passo di una strada lunga

Secondo Gerry Dufresne, responsabile della cucina e della ristorazione Ikea, Concept Kitchen 2025 è stato solo il primo passo di una lunga serie di progetti. Il progetto infatti non rappresentava davvero una cucina funzionale ma la risposta ai comportamenti futuri degli utenti.
L’azienda, che non ferma la sua corsa aprendo store anche a Manhattan, continua il suo viaggio nello studio degli atteggiamenti delle persone per realizzare prodotti sempre più in linea con essi.