IVV Industria Vetraria Valdarnese: l’intervista a Alessio Petrelli

Caterina Di Iorgi
  • Giornalista pubblicista

IVV Industria Vetraria Valdarnese: abbiamo incontrato ed intervistato Alessio Petrelli, Direttore Commerciale & Marketing di IVV con cui abbiamo parlato a lungo dell’azienda e delle collezioni realizzate dalle abili mani degli artigiani del vetro, che diventano complementi per la tavola e decori che trasmettono eleganza e bellezza, rendendo i nostri momenti in compagnia unici ed esclusivi.

IVV Industria Vetraria Valdarnese

Su quali valori si fondano l’identità e la filosofia produttiva di IVV?

“IVV (ivvnet.it) è una realtà produttiva che dal 1952 ha voluto e saputo mantenere inalterata la componente artigianale della produzione del suo vetro. La più grande sfida è consistita nel coniugarla con ricerca sulla materia, creatività e design, tecniche di produzione avanzate e controllo dei processi produttivi. Direi che proprio in questo connubio tra passato e futuro, tra manualità ed evoluzione tecnica e tecnologica stia uno dei valori principali di IVV. Se ci si proietta verso il futuro senza avere solide radici affondate in un passato di qualità, si rischia di fare quello che fanno tutti gli altri e di non lasciare il segno. A questo valore ne è intimamente legato un altro, il legame di IVV con il suo territorio – la Toscana e Firenze – con la sua eredità di cultura e tradizioni, che sempre, anche a livello inconscio, ha influito come guida nel processo creativo dell’azienda. Solo se hai cultura e tradizioni puoi ancora dare vita al “bello” ed essere circondati da tanta bellezza non può che influire positivamente sulla tua creatività. Terzo valore fondante di IVV è la qualità del suo vetro, cui l’azienda non ha mai voluto rinunciare, anche a costo di perdere competitività rispetto ai tanti imitatori, provenienti dal Far East o da paesi dell’Est Europa, che più volte hanno provato, senza successo, ad imitarla. Trasparenza, luminosità e sonorità sono aggettivi che distinguono il vetro di qualità dal vetro comune. Queste caratteristiche sono dovute alla qualità delle materie prime utilizzate in IVV, che le tecniche produttive adottate e la maestria dei suoi maestri vetrai affinano e mettono in risalto.”

Ma ci sono anche altri valori che guidano la vostra storia aziendale, quali sono, ce li racconta?

“Oggi la qualità di un prodotto non può prescindere dalla responsabilità etica e sociale dell’azienda che lo produce. Il valore di un oggetto non può più essere limitato alle sue caratteristiche intrinseche, ma deve considerare l’impatto che il suo intero ciclo di vita può avere sulle persone e sull’ambiente. Per questo in IVV non ci concentriamo solo nel realizzare prodotti in grado di interpretare le esigenze funzionali ed estetiche del mercato, ma ci impegniamo a farlo in modo da prenderci cura di altri aspetti quali:

  • La salute della persona: tutti i prodotti IVV sono certificati per la sicurezza alimentare e la resistenza al calore fino a 81°C (177° F). Bere in un bicchiere IVV o mangiare in un piatto delle nostre collezioni è sicuro, poiché il colore è dato al prodotto direttamente nella pasta di vetro e non con una vernice superficiale che con il tempo può essere rilasciata nei cibi e nei liquidi assunti;
  • La cura dell’ambiente: tutti i processi produttivi IVV sono costantemente monitorati, per garantire che le emissioni dei nostri impianti non siano inquinanti e che rispettino sempre i limiti stabiliti dalla legge;
  • La salute dei dipendenti: IVV è un’azienda basata sugli uomini, sul loro sapere, sulla loro passione, sul loro impegno quotidiano. Per questo in IVV la salute dei dipendenti è un bene supremo, da tutelare ad ogni costo ed è vietato usare quelle sostanze tossiche, come l’arsenico, indispensabili per ottenere certi colori, ma pericolose per la salute dei lavoratori. E se, di conseguenza, non siamo in grado di rendere disponibili i nostri prodotti in tutti i colori viviamo questo limite come un grande vanto.

I prodotti IVV sono, da sempre, progettati e realizzati per la bellezza e la funzionalità della casa. Ma oggi la casa a cui riferirsi non è più solo la casa di ogni singolo acquirente, bensì la casa di tutti, il nostro pianeta, e dobbiamo progettare e realizzare i prodotti in modo da contribuire a rendere questa grande casa comune sempre più bella, sana e vivibile.”

E il prossimo anno l’azienda celebra un anniversario importante…

IVV Industria Vetraria Valdarnese

“E’ vero. Nel 2022 IVV compirà settant’anni, un traguardo davvero ragguardevole nel mondo dei produttori di vetro. Nata nel 1952 a San Giovanni Valdarno, nel cuore della Toscana, per volontà di un gruppo di maestri vetrai, IVV è davvero uno dei pochi produttori di vetro che ancora produce in Italia. In questo arco temporale si è affermata tra i protagonisti europei della produzione del vetro soffiato e fatto a mano e oggi lavora su scala mondiale, in oltre settanta paesi dove i suoi prodotti, standard e custom, sono scelti dai principali attori dei settori Retail, Horeca e B2B.”

In che modo si sta evolvendo, oggi, a suo avviso il settore del design, vista la pandemia di Covid-19, che ci ha fatto riscoprire l’importanza della casa durante il lockdown?

“Nonostante il Covid abbia influito in modo significativo su tutti noi, credo che forse sia ancora un po’ presto per individuare un cambiamento nel settore del design indotto direttamente dalla pandemia. Penso altresì che la riscoperta della casa, vissuta un po’ da tutti durante il lock-down, abbia dato uno stimolo a ripensare gli oggetti della nostra quotidianità come destinati non solo a svolgere una funzione, ma anche a rispondere a dei canoni estetici cui solo il design può dare risposte. Molte persone hanno scoperto che la vita condotta in smart working presentava una qualità ben superiore di quella “precedente” e molti hanno deciso addirittura di cambiar vita e lavoro in questo senso. Chi potrà vivere di più in casa è assai probabile che vorrà circondarsi di oggetti non più solo funzionali, ma anche belli. E in questo senso, sì, il mondo del design ne ha ricevuto e ne riceverà uno stimolo importante.”

Dopo la pandemia e il lockdown, quali sono le sfide che dovranno affrontare le aziende che producono design?

IVV Industria Vetraria Valdarnese

“Passare dalla resilienza e quindi alla resistenza, resesi necessarie durante il lock-down, ad una e vera reazione. Il mondo è cambiato, e alcuni effetti di questo cambiamento si sono già abbondantemente delineati (pensiamo, per esempio, al boom registrato dagli acquisti on-line, che hanno costretto le aziende che già erano esperte di questo settore a investirci ulteriori risorse ed energie, ma soprattutto le aziende che fino a ieri lo avevano appena sfiorato o addirittura mai preso seriamente in considerazione a correre ai ripari). Credo anche che la riscoperta della casa durante il lock-down e la successiva ripresa della domanda mondiale abbia portato molti players internazionali a tornare a guardare all’Europa e alla sua qualità con grande interesse (e non più solo alla Cina e al Far East, entrati in crisi di produttività per il manifestarsi di un eccesso di domanda rispetto all’offerta e ad un conseguente aumento dei costi). Altri cambiamenti si sono delineati solo negli ultimi mesi, conseguenza pure loro della ripresa della domanda mondiale, come per esempio l’incremento vertiginoso registrato dai prezzi delle materie prime, che stanno creando serissimi problemi di sopravvivenza e competitività ad aziende di moltissimi settori. Se da un lato è certo che assisteremo ad una crescita dei prezzi di vendita, dall’altro non è certo come reagiranno le vendite.”

Come sarà la casa del futuro secondo IVV?

“Come accennavo sopra, credo che la riscoperta della casa durante la pandemia abbia portato ad un’evoluzione della domanda in senso qualitativo, ovvero verso la richiesta di prodotti che, oltre alla loro funzione primaria, includano maggiori connotati qualitativi e di design. Ma se questo è vero, non possiamo comunque aspettarci un ritorno ad un passato ormai lontano: le nostre vite, per chi non potrà cambiarle, sono tornate ai ritmi e alla frenesia di prima. Di matrimoni si continuerà a farne sempre di meno e con loro di liste nozze che una volta erano piene di oggetti per la casa. Le abitazioni, nella media, resteranno di piccola dimensione e così gli armadi dove riporre le “cose di casa”. La sintesi potrebbe essere: meno oggetti ma più belli.”

Ci racconta gli ultimi progetti?

IVV Industria Vetraria Valdarnese

“I nostri ultimi progetti si sono focalizzati in due direzioni specifiche. La prima è stata di puntare molto sul design e sulla ricerca formale di una purezza e semplicità che, in qualche modo, riscoprissero l’essenza delle radici di IVV – le trasparenze e l’essenzialità dei prodotti realizzati dagli ani ’50 ai ’90 – e le reinterpretassero in chiave profondamente contemporanea: cito, per esempio, il centrotavola & lampada wireless OVERLIGHT e la lampada da tavolo wireless OVERNIGHT, disegnati per noi da Marta Sansoni. La seconda è stata di riportare alla luce prodotti iconici che IVV aveva prodotto in esemplari unici o in quantità limitate, su commissione di clienti specifici, dagli anni ’50 ai ’90, al fine di recuperare e celebrare la storia di un’azienda che è stata per molti aspetti pionieristica nel suo settore, ma anche di marcare la distanza da tutti quelli che il vetro hanno cominciato a produrlo molti anni dopo, invadendo il mercato con timide imitazioni. Parafrasando Goethe: gli ignoranti fanno oggi domande cui i saggi hanno risposto mille anni fa…”

Una domanda che è anche un po’ una provocazione, esiste ancora uno stile italiano nel design?

“Penso che anche il design, così come l’architettura (e ovviamente tante altre espressioni della creatività dell’uomo) siano state fortemente e forse irrimediabilmente segnate dall’avvento della globalizzazione nel senso di una loro uniformizzazione e replicabilità. Il grande Carlo Scarpa si lamentava quando, di fronte alle sue richieste realizzative che tanto facevano appello alla manualità, al saper fare e al genius loci delle maestranze locali, si sentiva suggerire vie più brevi, meno costose e veloci per ottenerle. Con la globalizzazione e con l’affermarsi da parte di molti imprenditori, dell’idea di inserire nei propri prodotti il design “a tutti i costi”, abbiamo assistito ad una diffusione dei prodotti “disegnati” e con questa pure ad un certo svuotamento del significato di design. I designer sono stati chiamati a disegnare un po’ per chiunque, dovendo accondiscendere ai vincoli che le aziende ponevano loro in termini di vendibilità, fatturati potenziali, quote di mercato…Credo che tutto questo abbia in parte diluito la riconoscibilità e l’unicità anche del design italiano. Tuttavia, penso anche che il design italiano non potrà mai temere confronti nel mondo, per la semplice ragione cui accennavo più sopra. Solo sei cresciuto circondato dalla cultura, dalle tradizioni e dalla “Bellezza” (cui noi italiani siamo ben più abituati di chiunque altro cittadino del mondo), puoi avere delle chances di dare ancora vita al “bello”. Questo, credo, sia davvero il DNA e il punto di forza del design italiano e che nessuno potrà mai portarci via.”

Cosa significa per voi il concetto di Made in Italy?

“Potrei sintetizzare la mia risposta con il ‘manifesto’ che metto in apertura dei cataloghi IVV: Made in Italy is part of our culture. Made in Italy is our trademark. Per dire che il concetto del made in Italy è ben più ampio del semplice “pensato e disegnato in Italia”. Il Made in Italy è – mi dispiace ripetermi – l’espressione di un patrimonio composto da secoli di cultura, di gusto, di stile, di saper fare e saper creare e di amore per il bello che è introvabile in qualsiasi altra parte del mondo.”