Home not found: nei paradisi della realtà virtuale
L’introduzione dell’AI nel privato ha comportato una vera e propria rivoluzione alla quale si è voluto dare il nome di “casa intelligente”: l’inserimento nell’abitazione di tecnologie specifiche volte a rendere la casa maggiormente confortevole, sicura e organizzata ha radicalmente trasformato il modo di vivere.

Molte sono le applicazioni dell’AI che già conosciamo: dall’automazione, alla sicurezza, alla realizzazione di elettrodomestici intelligenti; ma altrettante possibili e future applicazioni sfuggono il nostro dominio.
Quale sarà la casa del futuro?
Per scoprire quale sarà la casa del futuro ci si può domandare quale impatto avrà la realtà virtuale, che – anche in Italia – si sta diffondendo nell’ambito dell’educazione, con esperienze di studio immersive. Non c’è da stupirsi perciò se la prima applicazione della realtà virtuale entro le quattro pareti domestiche riguarderà lo spazio dedicato al lavoro o allo studio.
Nello studio di una designer

Si immagini ora che sia possibile che si materializzi, dinnanzi a noi, un item di design che stavamo progettando, così da poterne toccare con mano la fattibilità, valutarne estetica e funzionalità, grazie ad un dispositivo.

Questa non è fantascienza, come ben sappiamo, ma quale sarà l’impatto sulla casa del futuro?
La cameretta

Com’è vero che alle volte i figli ereditano le passioni dei genitori, altrettanto è vero che ne mutano le caratteristiche.

La figlia, infatti, ha ereditato la passione del padre, ma allo strumento musicale ne ha aggiunto un altro, propriamente un dispositivo. La camera, tuttavia, conserva le medesime caratteristiche di una cameretta ordinaria: un divano, dei quadri, una poltrona, un tavolino, un cavalletto per posarvi delle piante.
Ma quello che è più probabile è che, mano a mano, in via del tutto ipotetica, gli ambienti si svuoteranno per lasciar posto alla realtà virtuale.

La palestra

Questo è tanto più vero per una stanza come la palestra, che potrà essere sostituita da un luogo spoglio, per permettere qualsiasi tipo di movimento nei paradisi della realtà virtuale.

Le pareti, come la pavimentazione, per permettere qualsiasi attività sportiva, dovranno allora essere rivestite da un materiale morbido, onde evitare che, immersi nella realtà virtuale, ci si ritrovi ad inciampare nella realtà di un’abitazione quotidiana e reale.
Il confine però non è tra realtà e realtà virtuale, soprattutto se quest’ultima, mediante l’espediente del gioco, sarà in grado di farci apprendere meglio e più velocemente.

Su questo aspetto si interrogano gli esperti. Quello che qui si ipotizza è che forse la cura che poniamo nell’arredare le nostre case muterà di segno e la casa tradizionale, se non scomparirà del tutto, di certo dovrà adattarsi nei materiali e nelle metrature degli spazi (soprattutto per i più giovani) a nuovi comportamenti e dispositivi.
Ma la pagina in grado di prevedere quale sarà veramente la casa del futuro ancora non è stata trovata, nonostante le innovazioni e i cambiamenti siano proprio dietro l’angolo.
