Hai mai visto una pianta senza vaso? Questo trend giapponese è sorprendente
A volte per riempire gli spazi vuoti della casa non servono grandissimi accessori o complementi d’arredo, basterà attuare il kokedama, una tecnica giapponese che utilizza le piante sospese in aria: vediamola qui di seguito più nel dettaglio.
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Tutti all’interno delle nostre case ci ritroviamo a combattere con dei fastidiosi angoli vuoti e questo ci porta a volerli riempire con dei complementi d’arredo che molto spesso non creano armonia con il resto dell’arredamento.
Oggigiorno una delle tecniche maggiormente utilizzate dagli interior design per valorizzare questi punti, è quella del kokedama, ossia una pratica giapponese che utilizza le piante sospese in modo da non creare ingombro e dare all’ambiente un’atmosfera accogliente e rilassante.
Kokedama: le stanze più adatte in cui utilizzarlo

Il kokedama oppure “perla di muschio“, è un’antichissima tecnica di origine giapponese in cui la pianta non cresce all’interno di un comune vaso, ma bensì all’interno di una sfera ricoperta di terra compatta che viene appesa al muro risultando una soluzione sempre più apprezzata da coloro che amano lo stile minimalista.
Proprio come le fioriere da parete , questa tecnica è uno stile di arredamento sempre più utilizzato all’interno delle case moderne, tuttavia per evitare che questo si riveli molto presto un esperimento mal riuscito è bene considerare il giusto ambiente all’interno della quale posizionarlo.
Ad esempio, se abbiamo a che fare con un kokedama realizzato con una felce Boston, uno degli ambienti della casa più adatti in cui posizionarlo è senza dubbio un bagno umido dotato di una finestra, in questo modo non solo richiederà una manutenzione minima ma crescerà praticamente da solo.
Al contrario la stessa composizione posizionata all’interno di un corridoio in cui la luce scarseggia avrà una durata di pochissime settimane.
Le stanze maggiormente indicate per utilizzare la tecnica del kokedama per riempire gli angoli vuoti, sono quelle dotate sia di un buon livello di umidità naturale che di una luce diretta continua come ad esempio soggiorni non esposti direttamente al sole durante le ore pomeridiane, bagni con finestre e cucine con esposizione a est oppure a ovest.
Le 2 soluzioni più pratiche per posizionare il kokedama

Sebbene il kokedama abbia preso particolarmente piede all’interno delle nostre abitazioni, una cosa che frena moltissimo è la loro modalità di posizionamento in quanto moltissime volte queste sfere necessitano di essere attaccate al soffitto.
Ovviamente questo è il metodo maggiormente consigliato ma non rappresenta un obbligo, infatti esistono delle soluzioni molto più semplici ma comunque d’effetto per posizionare il kokedama all’interno della casa: vediamole meglio qui nel dettaglio:
- Kokedama appoggiato: questa soluzione risulta essere una delle più semplici ed è particolarmente indicata per coloro che non vogliono oppure non possono (come nel caso delle case in affitto) bucare il soffitto. In questo caso si potrà posizionare la composizione o direttamente su un piano d’appoggio, oppure per un maggiore effetto estetico si può optare per un supporto in ceramica giapponese come ad esempio il suiban ovvero un vassoio piatto completamente privo di fori di drenaggio.
- Macramè di supporto: questa è un’ottima alternativa per coloro che vogliono appendere la composizione al muro con un’alternativa meno invasiva. Realizzato molto spesso corda di juta oppure cotone grezzo, il macramè di supporto può essere tranquillamente appeso al muro con un singolo gancio.