Piante rigogliose con l’annaffiatore automatico


Come risolvere il problema di annaffiare le piante quando si è in vacanza o non si ha molto tempo per curare le piante: gli annaffiatori automatici. I modelli in commercio: coni, kit di annaffiatura automatica, distributori d’acqua. Consigli per la manutenzione. Prezzi in commercio.

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Un vasto giardino, un balcone con numerose fioriere oppure la mancanza di tempo ed una vacanza estiva sono fra le diverse cause che spingono il consumatore tradizionale ad attivare una strategia per avere sempre piante innaffiate in maniera regolare.

Rientrare dopo il periodo delle ferie estive e trovarsi totalmente appassite le rose o le piante a cui tenevate può farvi dimenticare in fretta i momenti trascorsi in totale relax sotto l’ombrellone.

Come fare allora per risolvere il problema? L’annaffiatore automatico è fra le opzioni a vostra disposizione.


Annaffiatore automatico: modelli in commercio

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Come detto, l’assenza da casa, per le meritate vacanze estive od anche per un breve week end al mare, non può e non deve costituire un problema. Per bagnare le piante in maniera adeguata, situazione che spesso si affronta chiedendo aiuto a parenti, amici od ai vicini di casa, potete trovare in commercio diverse soluzioni che vi faranno rimanere fuori di casa senza sentirvi egoisti.

Coni a forma di carota

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I coni a forma di carota sono il modo più facile: vengono inseriti nel terreno, in modo da rilasciare acqua in maniera lenta.
Sono presenti nella “carota” una serie di pori, evitando così di dover ricorrere all’energia elettrica che, in caso di black-out, lascerebbe all’asciutto le vostre piantine e fiori.

I coni possono essere di due tipi:

  • a vite, come se fosse il tappo di una bottiglia rivoltata nel terreno al contrario
  • mediante un tubicino che aspira acqua da una fonte idrica

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Entrambe le proposte presentano il vantaggio di essere assolutamente economiche e semplici. Tuttavia, il lato negativo consiste nel fatto che, in genere, possono risolvere per circa una settimana. Non risulta adatto per un giardino, meglio invece per un piccolo balcone con poche piante.

Kit d’irrigazione automatico

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Quando ci si trova a dover affrontare il problema di innaffiare un elevato numero di piante, allora occorre intervenire con un kit d’irrigazione automatico.

L’impianto prevede un programmatore automatico che, una volta impostato, provvede autonomamente ad innaffiare le piante. La gestione diventa quindi più facile, potendo programmare, come per l’impianto di riscaldamento, le fase di accensione.

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Inoltre è previsto un regolatore di pressione onde evitare problemi come il distacco dei tubi ed eventuali perdite. Vengono collegati all’energia elettrica di casa, qualora non sia possibile, esistono in commercio i programmatori a batteria.

Il temporizzatore viene attaccato al rubinetto con un tubo nel quale scorre l’acqua e diversi raccordi per l’innesto. I gocciolatori andranno poi inseriti nei vasi, infilandoli nel terreno e fissati con gli appositi picchetti.

Distributore d’Acqua automatico

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Kit speciali per innaffiare sono rappresentati dai distributori d’acqua automatici. Completamente autonomi, sono utilizzabili rapidamente appena tolti dalla confezione. Dotati di un serbatoio da riempire con l’acqua, non richiedono collegamenti al rubinetto o all’impianto elettrico.

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Con una semplice batteria a 9Volt, hanno un tubo portante ed una serie di gocciolatoi. Evitando gli sprechi d’acqua, i modelli attualmente in commercio vantano diversi programmi, per le diverse esigenze.

Annaffiatore automatico: manutenzione dell’impianto

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Occorrerà aver particolare cura, se avrete optato per l’acquisto di un kit con impianto, seppure piccolo, che avendo al suo interno elementi metallici, potrebbe presentare problemi in seguito a scarsa manutenzione. Ecco una breve guida delle operazioni da compiere:

  1. Svuotare l’impianto prima dell’arrivo della stagione fredda; la presenza di acqua all’interno dei tubi, unita alle basse temperature, potrebbero causarne la rottura. Inoltre, se l’impianto è stato posto in luoghi come balconi, esposti al sole giornaliero ed al gelo notturno, gli sbalzi provocherebbero continue alternanze tra fase solida e liquida, con conseguente usura delle parti in gomma.
  2. Fare attenzione al calcare: depositandosi, comporta la formazione di incrostazioni, riducendo la potenza e l’efficacia del getto. Se il vostro impianto è dotato di vaschetta, basterà aggiungere un cucchiaio di aceto ogni 10 litri d’acqua per effettuare la miglior cura possibile. Alla fine dell’utilizzo, quando la bella stagione volge al termine, pulite accuratamente ugelli e depositi liberandoli dalle incrostazioni.
  3. Non aggiungere fertilizzante nella rete dell’impianto: diluirlo nell’acqua di un annaffiatoio e provvedere a distribuirlo manualmente è la pratica migliore.

Annaffiatore automatico: prezzi

Un’occhiata infine ai prezzi dei diversi modelli di annaffiatore, in modo che possiate valutare la soluzione più adatta al vostro caso.

  • Set di irrigatori automatici a carota, a partire da €8 circa
  • Kit di irrigazione automatica per giardino, con timer, 4 programmi, a partire da €17
  • Kit distributore d’Acqua, con serbatoio da 25 litri, per bagnare fino a 20 piante, a partire da €65
Filomena Spisso
  • Redattore specializzato in Design
  • Scrittore e Blogger

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