Pareti narranti: l’arte come dispositivo progettuale per nobilitare lo spazio

Autore:
Ali Filippini
  • Giornalista
Tempo di lettura: 5 minuti

L’atelier di decoratori, pittori e artigiani Pictalab è specializzato in superfici decorative eseguite a mano riprodotte con grande maestria negli ambienti. Tra le ultime realizzazioni c’è un luogo pubblico molto speciale.  

Pareti narranti: l’arte come dispositivo progettuale per nobilitare lo spazio
Orsola Clerici e Chiara Troglio di Pictalab

Pictalab è uno studio di decorazione d’interni nato quindici anni fa dalle amiche Orsola Clerici e Chiara Troglio, entrambe esperte in tecniche di restauro e decorazione. Ospitato inizialmente dentro a un tipico cortile milanese sui Navigli, oggi conta una trentina di collaboratori operativi all’interno di un grande spazio di 250 metri quadri per 500 mq di superficie murale per dipingere, presso le Officine de Rolandi, in un contesto di archeologia industriale, dove realizzano artigianalmente carte da parati dipinte a mano che prendono la strada per tutto il mondo.

Un team composito

In questo atelier di ben sei metri di altezza, decoratori, artisti e artigiani lavorano alla decorazione delle carte che poi verranno applicate in situ, quando non dipinte direttamente sul luogo. La squadra, a seconda dei progetti, comprende anche la collaborazione di restauratori, installatori, arrivando a fotografi e project manager. Ogni progetto si adatta ogni volta non solo alle esigenze del committente ma anche alla natura e alla qualità degli spazi, trasformati in relazione alle diverse tecniche decorative utilizzate.

I supporti variano dalla carta tradizionale al fiberglass, ai tessuti come la seta e il lino, (tutti trattati per resistere all’acqua) e la decorazione può includere anche i complementi d’arredo per fonderli con il contesto, sempre utilizzando una grande varietà di tecniche: dalla laccatura alla doratura, al moulding, applicate su legno, tessuto, metallo o vetro.

La nostra è un’esperienza artigianale – precisano le fondatrici di Pictalab – si esprime nel padroneggiare molte tecniche e nel metterle al servizio dei diversi input creativi che ci vengono presentati, ma anche nel privilegio di poter dare un taglio sartoriale alle nostre proposte e nel lusso della cura che possiamo dedicarvi

I progetti speciali

Pareti narranti: l’arte come dispositivo progettuale per nobilitare lo spazio

Si tratta di arte o design? È quel che spesso, agli inizi, veniva chiesto alle fondatrici omettendo forse che la decorazione d’interni è una forma di arte applicata, e prende parte a pieno titolo al progetto architettonico indipendentemente dallo stile. Del resto, i luoghi in cui si interviene vanno dalle case private, alle location per eventi, le sedi aziendali, i negozi, le gallerie, gli ambienti legati all’ospitalità come ristoranti e alberghi.

Negli anni Pictalab ha messo insieme una collezione di carte e motivi molto ricca fondendo anche la pittura con la stampa digitale. Una collezione di motivi declinata in chiave più ornamentale, materica o naturalistica tra cui scegliere l’atmosfera che si desidera suggerire. Così come si sono intensificate le collaborazioni con studi di architettura d’interni e design per ricerche specifiche confluite in collezioni dedicate.

È il caso del sodalizio con il decoratore d’interni Nicolò Castellini Baldissera, con cui l’atelier ha sviluppato tre linee di decori, l’ultimo dei quali rappresenta il punto di partenza per il progetto che andremo a illustrare.

Pareti narranti: l’arte come dispositivo progettuale per nobilitare lo spazio
la linea Cosmo

Moderni nel segno di Piero Portaluppi

Pareti narranti: l’arte come dispositivo progettuale per nobilitare lo spazio

Abbiamo cura dell’eredità artistica e decorativa italiana e con bramosia continuiamo ad attingervi, per poi fare confluire la storia nel processo collettivo e artistico di tutto il nostro atelier, dichiarano le due socie.

Così, a esempio, da anni Pictalab insieme a Nicolò Castellini Baldissera, nipote del celebre Piero Portaluppi – l’importante architetto milanese della prima metà del secolo scorso autore di importanti progetti come la fascinosa Villa Necchi – studia e fa ricerca intorno a quello che definisce come l’Universo Portaluppi. Proprio l’abitazione di Portaluppi, la quattrocentesca Casa degli Atellani (lo splendido edificio nel cuore di Milano che ospitò Leonardo da Vinci e dove la famiglia Castellini Baldissera vive ancora adesso) con il suo Salotto della Meridiana è servita d’ispirazione per la collezione Cosmo, in cinque varianti di colore e resa speciale da dettagli in foglia metallica, con linee e simboli celesti che si rincorrono sulle pareti.

Pareti narranti: l’arte come dispositivo progettuale per nobilitare lo spazio

Un nuovo atrio per il Planetario

Pareti narranti: l’arte come dispositivo progettuale per nobilitare lo spazio

Il fil rouge con Piero Portaluppi conduce al progetto di Pictalab per il nuovo atrio del Civico Planetario Ulrico Hoepli, costruito dall’architetto milanese nei Giardini di Porta Venezia nel 1930. Si tratta di un felice incontro tra pubblico e privato, destinato non solo a rimanere tra i progetti in situ dello studio degni di nota ma anche un contributo alla città di Milano.

Pareti narranti: l’arte come dispositivo progettuale per nobilitare lo spazio
disegno con la prospettiva dell’atrio_© Fondazione Piero Portaluppi

Una ricerca filologica ha riportato alla memoria la decorazione di Portaluppi e un particolare tono di blu (azzurro cupo, negli scritti dell’architetto) restituendo la decorazione perduta durante la fase di ricostruzione nel dopoguerra. Il tutto seguendo un rigoroso processo partito dalla stratigrafia, per riscoprire il colore originale, seguito dal rifacimento anche dell’apparato decorativo sempre da parte di Pictalab. Con la riapertura di due edicole e la reinstallazione delle relative mensole e cornici in marmo (by Budri) e il disegno delle sette nuove lampade fedelmente riprodotte a partire dalle fotografie delle originali purtroppo perdute.

Pareti narranti: l’arte come dispositivo progettuale per nobilitare lo spazio

Pareti narranti: l’arte come dispositivo progettuale per nobilitare lo spazio: foto e immagini

 

Ali Filippini
Ali Filippini, laureato in design al Politecnico di Milano, dottore di ricerca in Design, affianca all'attività didattica quella professionale in ambito editoriale collaborando come giornalista pubblicista per riviste di settore (Abitare, Auto&Design) e a progetti dedicati alla cultura del design. Per Pianeta Design i suoi contributi vertono maggiormente sui temi della tecnologia e dell’innovazione.