Perché andare a Bruxelles e visitare Brafa Art Fair

Autore:
Mia Pizzi
  • Direttore editoriale
Tempo di lettura: 8 minuti

Giunta al 71° anniversario, ritorna a Bruxelles BRAFA ART FAIR (dal 25 gennaio al 1 febbraio 2026), la storica mostra-mercato d’arte antica e moderna. Design compreso.

Perché andare a Bruxelles e visitare Brafa Art Fair
Bruxelles

Il cielo di Bruxelles potrebbe non fare sconti: pioggia e vento sono spesso compagni di viaggio in una città nota soprattutto per ospitare il Parlamento Europeo e per aver dato i natali al cioccolato più autentico e alla birra più celebrata. Ma chi si ferma a questi luoghi comuni rischia di perdersi molto altro. Bruxelles è una capitale tutta da scoprire, capace di sorprendere anche gli sguardi più esperti, soprattutto quando diventa palcoscenico di BRAFA ART FAIR, la più importante fiera europea dedicata all’arte antica e moderna, alle arti visive e decorative. Perfetta nella coerenza della sue molte sfaccettature, ora con interessanti aperture al design, al gioiello e persino al fumetto d’autore.  Organizzata dall’Associazione Foire des Antiquaires de Belgique, si svolge a Bruxelles Expo, quest’anno dal 25 gennaio al 1 febbraio 2026, coinvolgendo galleristi, collezionisti, curatori, decoratori e curiosi in genere.

Perché andare a Bruxelles e visitare Brafa Art Fair
ADouwesfineart, Rembrandt van Rijn

Ma attenzione: crea dipendenza. Basta visitarla una sola volta per restarne conquistati.
Noi di Pianeta Design ne abbiamo avuto un assaggio in anteprima e l’effetto è stato immediato. Per questo oggi vi proponiamo almeno cinque buone ragioni — tralasciando il sempre validissimo richiamo turistico — per cui vale davvero la pena fare rotta sulla capitale belga e varcare le porte della fiera.

Perché andare a Bruxelles e visitare Brafa Art Fair
Brafa Art Fair

Perché è una fiera fatta dai galleristi

Lontana dall’idea di “riposare sugli allori” – come ben sottolinea il Presidente Klaas Muller – l’edizione di quest’anno vede la crescita del numero degli espositori con 147 gallerie provenienti da 18 paesi, tutte iper selezionate da un comitato dedicato, al fine di garantire la qualità e l’autenticità delle proposte, cosa non facile data la complessa eterogeneità. La fiera è realizzata dagli stessi galleristi, caratteristica non solita nel panorama europeo. Il che comporta una grande differenza. Acquistare un’opera da un antiquario significa non semplicemente comperare un oggetto, ma soprattutto entrare in contatto con la storia del suo autore e del contesto in cui è stata realizzata. Una conoscenza approfondita che aggiunge valore culturale ed emotivo.

Perché si incontrano i grandi collezionisti

Perché andare a Bruxelles e visitare Brafa Art Fair
Gilbert Amp George copyright Fabrice Debatty
Perché andare a Bruxelles e visitare Brafa Art Fair
Roberta Tagliavini/robertaebasta

L’eclettismo che definisce BRAFA prende forma in un mosaico di discipline che attraversa secoli e geografie in un universo articolato e coerente al tempo stesso: dalla pittura alla scultura, dal design all’arte africana, passando per gioielli, manoscritti, arazzi e molto altro.
Qui si incontrano i grandi collezionisti — figure carismatiche, colte, spesso decisive per il destino delle opere — che incarnano l’anima stessa della fiera e rendono ogni confronto un’esperienza rara e preziosa. Accanto alle gallerie storiche, pilastri dell’identità di BRAFA, quest’anno fanno il loro ingresso nuovi protagonisti della scena internazionale, portando nuove visioni e contribuendo ad arricchire ulteriormente un appuntamento che continua a rinnovarsi senza tradire la propria autorevolezza. Importanti galleristi internazionali come De Jonckheere (CH), Hartford Fine Art – Lampronti Gallery (MC), Colnaghi (UK, BE, ES), Jan Muller Antiques (BE), Galerie Lowet de Wotrenge (BE) hanno nuovamente confermato la loro partecipazione, e a loro si uniranno nuovi espositori, come – per citarne una – la galleria belga Arte-Fact Fine Art, guidata da Claudia Walendy.

Per scoprire l’arte che si può acquistare a prezzo accessibile

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Gildens Campbells Chicken Noodle Soup Box

Non lasciatevi intimidire dai capolavori da museo. Accanto a rarità assolute come la statuetta egizia di Ptah-Sokar-Osiride (332-30 a.C.) proposta da Axel Vervoordt o all’esclusivo orologio in bronzo dorato della Galleria de Potter d’Indoye — uno di soli tre esemplari al mondo — le opere esposte riservano sorprese inaspettate. Se l’armadio romano in ebano e pietre dure della Galleria Carlucci incarna il lusso del Settecento, la vera sfida per il collezionista moderno è scovare il pezzo accessibile. Perché accontentarsi di un tappeto industriale quando si può puntare sul fascino di un manufatto armeno della Galleria Nivronyr o su un talento emergente proposto dalla Raf van Severn Gallery? Collezionare oggi significa saper mescolare la storia millenaria con l’audacia delle nuove firme.

Perché non è solo arte antica e decorativa, ma è anche modernariato e design  

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Martoskeith Haringuntitled 1981

Quest’anno i riflettori saranno puntati sugli elementi di arredo in tutte le sue variabili: design vintage e contemporaneo oltre che Art Nouveau, Art Déco, pezzi del XIX e XX secolo, illuminazione e oggetti d’arte: ce n’è per soddisfare anche i palati più esigenti. La galleria Haesaerts-le Grelle (BE) dedicherà il suo primo stand alla BRAFA a Gustave Serrurier-Bovy, designer e architetto pionieristico del design modernista e precursore dell’Art Nouveau in Belgio. Per gli appassionati della Wiener Werkstätte (1903-1932), la galleria austriaca Florian Kolhammer (AT) presenterà un raro vaso Jack-in-the-pulpit di Louis Comfort Tiffany risalente al 1906, una delle creazioni più iconiche dell’arte vetraria. In uno stile radicalmente diverso, Maison Rapin (FR) celebrerà il suo stile barocco moderno con una mostra che combina creazioni storiche del XX secolo con pezzi contemporanei.

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Maisonjaune, Hana chandelier, Ingomaurer

Un altro partecipante alla sua prima edizione, Maisonjaune Studio (FR), presenterà il lampadario Hana disegnato da Ingo Maurer, creato in Giappone negli anni ’70. Realizzato a mano con bambù e ventagli di carta, è una delle creazioni più rappresentative e poetiche del designer. Il design brasiliano occuperà un posto di assoluto rilievo. Laurent Schaubroeck (BE) si concentra sulle linee pulite e sui legni esotici del modernismo brasiliano. Da non perdere: un divano letto estremamente raro progettato da Jorge Zalszupin risalente al 1963, di cui sono stati realizzati solo due esemplari. MassModernDesign (NL) esporrà altri pezzi iconici di Zalszupin: il grande tavolo Guanabara e le sedie Senior (1960) in palissandro, pelle e velluto.

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robertaebasta, Petalas coffee table

Dello stesso designer, robertaebasta (IT, UK) presenterà un tavolino che si apre a “petali”, Petalas, realizzato in metallo verniciato e compensato di legno esotico, mentre il duo femminile Martins&Montero (BR/BE) contribuirà con le superbe creazioni di Lina Bo Bardi. Ce n’è per soddisfare i palati più esigenti. Non resta che recarsi a Brusselles in una sorta di caccia al tesoro. Come lasciarsi sfuggire il Keith Haring esposto dalla Martons Gallery – riferimento internazionale per il lavoro dell’artista – o la galleria Objects with Narratives con le creazioni sperimentali e scultoree di Ben Storms che giocano sull’equilibrio tra arte e design?

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robertaebasta, Alessandro Mendini, libreria-scultura

Perché BRAFA è anche allestimenti, conversazioni e un ospite d’onore

Per questa edizione – spiega l’architetto Nicolas de Liedekerke che firma l’intero allestimentoil nostro approccio é stato influenzato da diversi cambiamenti importanti. I ristoranti sono ora raggruppati in una sala separata,i corridoi sono più stretti, il che ci ha portato a progettare un layout più arioso, con decorazioni sospese sopra gli stand per evitare qualsiasi sensazione di confinamento. Mentre il tema dello scorso anno evocava il mondo minerale, l’edizione di quest’anno si ispira alle infinite variazioni del cielo: le nuvole, la luce e le sfumature del sole. A questo tema etereo si aggiungono dettagli surrealisti tipici del Belgio, come motivi floreali e riproduzioni di dipinti di fiori, che creano contrasti visivi e sottolineano le intersezioni.

Ospite d’onore della BRAFA 2026, la Fondazione Re Baldovino, encomiabile e auspicabilmente imitabile nella sua missione di preservare e promuovere il patrimonio artistico nazionale.

BRAFA – racconta Melanie Coisne, curatrice del patrimonio – offre una piattaforma unica per mostrare la nostra ricca e variegata collezione, che spazia dai reperti archeologici all’arte moderna, ai merletti, ai gioielli, alla pittura e al design. Questa collaborazione illustra anche l’importanza delle partnership tra filantropi e istituzioni culturali e dimostra come le iniziative pubblico-private possano contribuire alla conservazione e al riconoscimento del nostro patrimonio comune.

L’edizione di quest’anno prevede un Forum KBF che ospiterà ogni giorno concerti, conferenze e tavole rotonde.

Otto magnifici giorni per perdersi nell’arte.

Perché andare a Bruxelles e visitare Brafa Art Fair
T.DESMET, S.Bicchi, Dante, 1899

Perché andare a Bruxelles e visitare Brafa Art Fair: foto e immagini