Negli spazi di un vecchio granaio nasce un rifugio fra le Dolomiti che celebra lo stile Ampezzano

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 6 minuti

Questa casa vacanza vicino Cortina d’Ampezzo è l’elegante buen retiro nelle Dolomiti di una famosa coppia di architetti italiani.

Negli spazi di un vecchio granaio nasce un rifugio fra le Dolomiti che celebra lo stile Ampezzano
Foto Giulio Ghirardi

Zuel, piccolo borgo ampezzano, non ha il solo pregio di essere vicino a Cortina d’Ampezzo. Rispetto a quest’ultima, infatti, è più discreto e intimo, scelto da chi preferisce tenersi un po’ a margine rispetto alla mondanità della rinomata località montana. Qui si respira un’atmosfera autentica, caratterizzata dalle tipiche costruzioni locali che chiamano ciase, le abitazioni contadine delle valli ladine. I boschi e i pascoli sono gestiti seguendo ancora il modello delle Regole d’Ampezzo, un’antica forma di organizzazione risalente al XIII secolo che ha permesso di tutelare il territorio attraverso l’uso comune e sostenibile delle risorse naturali. Sulla collina di Zuel, inoltre, sorge il celebre Trampolino olimpico Italia, divenuto uno dei simboli d’Ampezzo, costruito nel 1955 in occasione dei VII Giochi olimpici invernali.

Negli spazi di un vecchio granaio nasce un rifugio fra le Dolomiti che celebra lo stile Ampezzano
Foto Giulio Ghirardi

Nell’area di una di queste case rurali, più precisamente negli spazi dell’antico granaio, gli architetti Aldo Parisotto ed Elena Pratuzzi hanno scelto di costruire il proprio rifugio, sviluppato su due piani. Il progetto è firmato Parisotto + Formenton Architetti. Aldo e il socio Massimo sono originari di queste zone, la loro conoscenza del territorio si percepisce dalla delicatezza con cui la ristrutturazione ha interpretato tradizione e contemporaneità.

All’esterno, un’antica ciasa ben integrata nel paesaggio

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Foto Giulio Ghirardi

La facciata rivestita in larice dell’antica ciasa è stata conservata e ha dato il la per definire il denominatore comune del progetto, un ragionato equilibrio fra tradizioni costruttive e lavorazioni moderne. Per le pareti sono stati scelti intonaci a base di terre e pigmenti naturali, con porzioni in abete massiccio; i pavimenti sono stati realizzati in rovere anticato, mentre il rivestimento della cucina è in granito bisellato ad hoc per rievocare le piastrelle utilizzate nelle cucine contadine.

Il legno, nelle sue diverse essenze – rovere chiaro, rovere scuro e abete – è il materiale protagonista e regala agli spazi calore ed eleganza. L’essenza chiara è stata selezionata per l’area a ovest, dove si trova la zona giorno dell’appartamento, mentre la variante scura riveste l’area est, dedicata alla zona notte.

All’interno, raffinatezza e minimalismo ricercato

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Foto Giulio Ghirardi

Gli interni si sviluppano seguendo la pendenza naturale del terreno. Prevedono due accessi: uno conduce al livello inferiore, mentre a piano terra una scala porta al grande prato antistante, in uno scambio diretto fra interno ed esterno.

A rendere particolari e unici gli ambienti sono i numerosi oggetti personali, libri, opere d’arte e arredi su misura, oltre a dettagli che contribuiscono a mantenere il legame con la tradizione locale: ganci appendiabiti realizzati in corno, applique che riportano finiture in bronzo, cuscini rivestiti in cavallino, eleganti tende in pelle sostenute da moschettoni da arrampicata che sdrammatizzano.

Negli spazi di un vecchio granaio nasce un rifugio fra le Dolomiti che celebra lo stile Ampezzano
Foto Giulio Ghirardi

L’arte contemporanea, di cui i proprietari sono grandi appassionati, torna in tutti gli spazi: dal Burri nell’ingresso al Mario Schifano nel salotto del piano inferiore, fino all’acquaforte di Victor Pasmore nella stanza da letto padronale.

Luce e legno per la zona giorno

Negli spazi di un vecchio granaio nasce un rifugio fra le Dolomiti che celebra lo stile Ampezzano
Foto Giulio Ghirardi

La zona giorno riunisce cucina, salotto e zona pranzo, progettata con spazi che favoriscono convivialità e relax tutto l’anno: d’estate l’apertura verso il verde circostante permette di godere del paesaggio dolomitico, d’inverno diventa rifugio accogliente grazie al camino, un monolite in legno spazzolato tinto nero realizzato su disegno.

Negli spazi di un vecchio granaio nasce un rifugio fra le Dolomiti che celebra lo stile Ampezzano
Foto Giulio Ghirardi

Per la zona pranzo è stato scelto un tavolo realizzato da True Design su disegno degli stessi Parisotto+Formenton. A illuminarlo, l’eterea lampada a sospensione di Time&Style, mentre le sedie che lo circondano sono le Kentucky di Carlo Scarpa per Bernini, originali del 1977.

Negli spazi di un vecchio granaio nasce un rifugio fra le Dolomiti che celebra lo stile Ampezzano
Foto Giulio Ghirardi

Protagonista della zona conversazione è il divano realizzato su misura, abbinato a due poltrone Capitol Complex, hommage à Pierre Jeanneret di Cassina. Sul pavimento, un soffice tappeto disegnato dalla designer/artista britannica Faye Toogood per cc-tapis, mentre le applique sono di Viabizzuno. Negli stessi toni degli arredi, Il grande grigio, acquaforte prova d’artista di Afro Basaldella (1974), trova spazio sulla parete.

Prezioso il passaggio fra i due livelli

Negli spazi di un vecchio granaio nasce un rifugio fra le Dolomiti che celebra lo stile Ampezzano
Foto Giulio Ghirardi

Curatissimo anche lo spazio di transizione fra piano terra e seminterrato, collegati da una scala protetta da una griglia in rovere che crea giochi di ombre scenografici. Proprio a lato, la poltroncina Chinotto di Luigi Caccia Dominioni per Azucena fa da contraltare all’opera di Mario Schifano del 1967 alla parete.

Estetica giapponese e materiali naturali per la zona notte

Negli spazi di un vecchio granaio nasce un rifugio fra le Dolomiti che celebra lo stile Ampezzano
Foto Giulio Ghirardi

Nella zona notte – tre camere da letto ognuna dotata di bagno privato – ogni stanza gode di un panorama spettacolare sulle montagne circostanti, tra le più famose del massiccio dolomitico. Tofane, Monte Cristallo, Pomagagnòn con le loro celebri cime, sono i solidi compagni – eppur mutevoli per colori – che inducono i fortunati ospiti alla meditazione e al relax.

Negli spazi di un vecchio granaio nasce un rifugio fra le Dolomiti che celebra lo stile Ampezzano
Foto Giulio Ghirardi

In questa zona la palette colori si fa più morbida, mantenendosi coerente con i toni del grigio e del marrone. I pavimenti in legno e la parete a pannelli scorrevoli creano un ambiente raccolto, dove alcuni dettagli richiamano l’estetica giapponese. Come quello che gli architetti definiscono “diaframma materico”, ovvero una reinterpretazione contemporanea dello shoji, che separa e ordina gli spazi.

Negli spazi di un vecchio granaio nasce un rifugio fra le Dolomiti che celebra lo stile Ampezzano
Foto Giulio Ghirardi

Il letto, nella camera padronale è realizzato su disegno e ancorato alla parete tramite una minimale struttura in legno che fa anche da testiera e da comodini. Le lampade da tavolo in carta del brand giapponese Time & Style e la litografia numerata, prova d’artista di Victor Pasmore, contribuiscono a rafforzare le atmosfere Zen. Completano la zona notte una panca (con appendini in corno e cuscini rivestiti in cavallino) e il bagno en suite, che ospita lavabo e doccia in pietra locale.