L’IMU cambia di nuovo: tutte le novità per il 2026

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 5 minuti

L’IMU cambia di nuovo in Italia, e il Decreto del Ministero dell’Economia del 6 novembre 2025 introduce nuove differenziazioni delle aliquote a disposizione dei singoli Comuni. Ecco le principali novità a cui dovranno adeguarsi i Comuni italiani nell’anno a venire, e come influenzeranno l’imposta.

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L’IMU cambia di nuovo: tutte le novità per il 2026
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Dopo il Prospetto sulle aliquote IMU del 2023, lo scorso 6 novembre il Ministero dell’Economia ha emanato un nuovo decreto che cambia le carte in tavola. Si tratta di un decreto che di fatto allarga il raggio d’azione delle differenziazioni dell’aliquota e che aumenta le casistiche a disposizione dei Comuni per la rimodulazione dell’imposta, oltre le 128 già in vigore dall’ultimo Prospetto.

I Comuni hanno tempo fino al 14 ottobre 2026 per trasmettere le nuove aliquote IMU, e il Prospetto sarà efficace dopo la pubblicazione sul sito del Dipartimento delle Finanze entro e non oltre il 28 ottobre 2026. Se non c’è pubblicazione, si applicheranno le aliquote dell’anno precedente o quelle base previste dalla legge, fino all’approvazione di un primo Prospetto conforme. Di seguito le principali novità.

L’IMU cambia di nuovo

L’IMU cambia di nuovo: tutte le novità per il 2026
Photo by jackmac34 – Pixabay

Le novità principali che arriveranno nel 2026 riguardano:

  • agevolazioni per immobili inagibili non solo per terremoti e alluvioni ma anche per problematiche edilizie;
  • aliquote differenziate per potenza degli impianti rinnovabili;
  • nuove categorie per imprese ed enti;
  • sconti sui comodati gratuiti a soggetti estranei alla famiglia.

Prima di andare nel dettaglio, è importante specificare che rimane invariata la suddivisione degli immobili in 6 categorie principali (abitazione principale di lusso, fabbricati rurali strumentali, immobili del gruppo catastale D, terreni agricoli, aree fabbricabili e altri fabbricati), e che le uniche due categorie per cui non si prevede nessuna differenziazione nell’aliquota sono le abitazioni di lusso e i fabbricati rurali strumentali.

Riguardo la possibilità di ridurre l’aliquota per i fabbricati inagibili anche per motivi edilizi e non più solamente per terremoti e alluvioni, il Prospetto mantiene la riduzione dell’imposta per le calamità naturali al 50%, dando ai Comune libertà di rimodulazione anche per crolli strutturali, incendi, problemi di staticità o condizioni igienico-sanitarie pericolose, solamente a fronte dell’attestazione di inagibilità da parte di un tecnico abilitato.

Tra le novità del Prospetto spicca anche l’intervento per gli impianti di produzione di energia rinnovabile, per cui il Ministero ha ampliato le differenziazioni rispetto al testo precedente. In particolare, le varianti previste sono 3: impianti fino a una certa soglia, impianti superiori a una soglia e intervalli di potenza (da x kW a y kW). In questo modo, ogni Comune può modulare l’IMU in base alla dimensione degli impianti presenti sul proprio territorio.

Le novità del Prospetto

L’IMU cambia di nuovo: tutte le novità per il 2026
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Passando invece alle nuove categorie per enti e imprese, dal prossimo anno i Comuni possono rimodulare l’IMU in base alla natura giuridica del proprietario. Una specifica importante, a tal proposito, riguarda i termini utilizzati: nel nuovo decreto non si parla più di proprietà e di possessore, ma di possesso e soggetto passivo, in allineamento alla legge 160/2019, che individua come soggetti passivi IMU anche i titolari di diritti reali di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie. Si potranno differenziare le aliquote, quindi, anche per gli immobili posseduti da enti non commerciali, immobili posseduti da società o altri soggetti con personalità giuridica o senza.

Infine, il Prospetto introduce la differenziazione IMU per i soggetti estranei alla famiglia. In questo modo, è possibile usufruire di aliquote ridotte anche quando si dà in uso gratuito un immobile a soggetti che non hanno vincoli di parentela con il proprietario (anche nel caso di soggetti diversi dalle persone fisiche). Mentre si attende l’entrata in vigore, rimangono valide le regole del 2025, incluse le riduzioni e le esenzioni.

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