Titolo edificatorio abilitativo: cos’è e come funziona
Il titolo edificatorio abilitativo è uno strumento che assicura la conformità degli interventi edilizi alle leggi vigenti. Si tratta, quindi, di un requisito indispensabile quando si deve costruire un nuovo fabbricato, e ne esistono diversi tipi, da differenziare in base ai singoli casi: ecco tutto quello che c’è da sapere.
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In questo periodo, anche a seguito delle modifiche introdotte dal Decreto Salva Casa, si parla molto di titoli abilitativi. Il Decreto, in particolare, ha modificato alcuni aspetti di determinati titoli, in favore di una sanatoria agevolata delle piccole difformità, ma in cosa consiste e quando è obbligatorio un titolo edificatorio abilitativo? Si tratta di uno strumento di fondamentale importanza nella costruzione di un edificio, che si deve presentare al Comune per poter procedere con i lavori, o per intervenire su un edificio già esistente.
In poche parole, un titolo edificatorio abilitativo garantisce la conformità del progetto e dei lavori alla normativa vigente, e assicura che tutto sia fatto a regola d’arte. Certifica, sostanzialmente, il rispetto delle norme tecniche, di sicurezza, urbanistiche e paesaggistiche stabilite per legge.
Esistono, come sanno in molti, diversi tipi di titoli, in base al loro scopo e alla casistica specifica. Eccoli tutti, anche alla luce delle recenti novità introdotte dal Salva Casa.
Titolo edificatorio abilitativo

Un titolo edificatorio abilitativo è un permesso a procedere che il Comune rilascia a fronte della presentazione della documentazione attestante il rispetto delle normative tecniche, di sicurezza, urbanistiche e paesaggistiche stabilite per legge.
Senza questo titolo, non si può procedere agli interventi di ristrutturazione o di costruzione, pena multe e sanzioni pesantissime. L’unico caso in cui si possono effettuare interventi e realizzare opere senza alcun permesso o autorizzazione riguarda l’edilizia libera.
Questa, infatti, consente la realizzazione di opere temporanee e non fisse che, per loro stessa natura, non si configurano come costruzioni permanenti e che, pertanto, non necessitano di permessi a costruire. A regolare queste procedure è il DPR 380/2021 (Testo Unico dell’Edilizia), con successive integrazioni e semplificazioni del Decreto legislativo 222/2016 e le ultime novità introdotte dal Decreto Salva Casa, che per alcuni titoli ha semplificato la modulistica e l’ha aggiornata in virtù delle nuove tolleranze.
Quando è obbligatorio

Il nodo principale riguardante il titolo edificatorio abilitativo, è quando si rende obbligatorio per legge. In linea generale si può affermare che è necessario quando l’intervento edilizio che si vuole compiere ha un impatto significativo sull’immobile o sul territorio. In particolare, serve:
- il permesso di costruire per le nuove costruzioni, gli ampliamenti consistenti o le trasformazioni che incidono in modo rilevante sul territorio;
- la SCIA per le ristrutturazioni che prevedono modifiche interne alla struttura o alla distribuzione degli spazi;
- la CILA per i lavori più semplici come il rifacimento degli impianti interni o l’abbattimento di tramezzi non strutturali.
Non serve alcun titolo abilitativo, invece, per gli interventi di manutenzione ordinaria, come ad esempio tinteggiature, sostituzione di pavimenti e piccole riparazioni. Tutti i titoli abilitativi di cui sopra sono stati aggiornati dal Decreto Salva Casa, e parallelamente è stata aggiornata la lista degli interventi possibili in edilizia libera.
Nonostante le ultime semplificazioni, però, sono ancora parecchi i dubbi che aleggiano intorno ai titoli abilitativi, soprattutto in funzione degli abusi edilizi e di cosa si può sanare e cosa no, con un titolo richiesto successivamente alla costruzione. Per questo è bene conoscerli tutti preventivamente.