Valore immobiliare: come cambia dopo la ristrutturazione?
Il valore immobiliare di una casa è un valore che, nel determinare il prezzo di vendita, tiene conto di diversi fattori. La ristrutturazione è sicuramente uno dei più importanti, ma quanto incide realmente? Uno studio de Il Corriere della Sera mostra gli incrementi in 8 grandi città italiane: ecco dove ristrutturare fa guadagnare di più in termini di valore immobiliare.
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Una delle domande più difficili a cui rispondere, quando si parla di case in vendita, è “quanto vale questa casa?”. Questa domanda infatti, può sembrare semplice, ma cela diverse insidie. Da un lato si deve considerare il valore al metro quadrato medio della zona di ubicazione in cui si trova l’immobile, dall’altro ci sono tantissime variabili che rendono complicato dare una risposta su due piedi. Il piano, la presenza di un ascensore, la metratura, le pertinenze, il tipo di immobile e gli spazi esterni sono solo alcuni degli aspetti da considerare per determinare il valore immobiliare di una casa.
Più di molti altri aspetti però, si deve considerare lo stato dell’immobile. Si tratta di un immobile già ristrutturato, con gli impianti ad hoc e già abitabile, oppure di un immobile che necessita di interventi importanti? La differenza è sostanziale. Soprattutto in ottica di investimento (anche non immediato), quindi, è bene considerare quanto una ristrutturazione può incidere sul valore immobiliare e quanto questa possa far aumentare il prezzo di vendita.
Valore immobiliare: come si calcola

Per calcolare il valore immobiliare di una casa, come anticipato, si devono prendere in considerazione diversi aspetti. Il più importante di tutti è l’ubicazione della casa. La zona in cui sorge un immobile è, infatti, l’aspetto che più di ogni altro fa alzare o diminuire il valore di un immobile. Di conseguenza, un immobile di prestigio in una zona che non lo è, vale di meno, in termini relativi, rispetto ad un appartamento magari di media metratura ma situato in una zona dalle quotazioni alte. Per questo, gli investitori tendono ad acquistare sempre nelle stesse zone delle città con le quotazioni maggiori.
Oltre alla zona, ci sono però anche altri fattori da considerare per calcolare il valore immobiliare:
- il piano dell’immobile,
- la presenza o meno di spazi esterni,
- la presenza o meno di pertinenze (box auto, posti auto, cantine, ecc.),
- i servizi nelle immediate vicinanze,
- la presenza o meno di ascensore,
- il portierato o la vigilanza,
- la classe energetica.
C’è poi, la ristrutturazione. Un errore molto comune è considerare la ristrutturazione negli stessi termini a prescindere dall’area geografica in cui si svolge. Se i costi sono infatti assoluti, il valore che se ne ricava non lo è affatto.
Le differenze lungo lo Stivale

Ristrutturare una casa a Milano infatti, non ha lo stesso valore che ristrutturarla in un piccolo borgo. A dirlo è un’analisi del Corriere della Sera, che trova proprio nella città di Milano il capoluogo dove ristrutturare una casa porta il maggior valore aggiunto in termini economici. Qui, il quartiere Policlinico presenta infatti una differenza di 3.500 euro/mq tra una casa ristrutturata e una da ristrutturare. Nelle altre 8 città analizzate la rivalutazione è minore, e va dai 2.000 euro/mq del quartiere Mergellina di Napoli, ai 750 euro/mq di media a Roma.
La grande incidenza degli immobili datati in Italia ha generato un boom di ristrutturazioni nel nostro Paese, ma stando a questi numeri, è bene considerare l’incremento di valore prima di imbarcarsi in una ristrutturazione lunga e complessa, se si ha intenzione di rivendere l’immobile per guadagnarci. Inoltre, si deve considerare anche che una ristrutturazione in ottica green può costare dai 10.000 ai 50.000 euro.