La visione del designer Wolfgang Egger sul design automobilistico
Il design automobilistico si sta rapidamente evolvendo, complice il progresso tecnologico e il cambiamento di gusti e aspettative dell’utenza ecco come un noto designer ne immagina il prossimo futuro.
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Sempre più spesso nei nuovi modelli d’auto si sta ridefinendo, spesso in profondità, il concetto stesso di abitacolo, visto come un ambiente da vivere, tra esperienza sensoriale, tecnologia integrata e nuovi linguaggi della mobilità.
Wolfgang Egger, che guida la visione progettuale del noto marchio cinese BYD in recenti interviste ha dichiarato come i materiali e le forme dell’automobile diventino sempre più componenti di uno spazio da abitare e non siano più legati solo a stile, prestazioni o velocità.
Oggi, progettare un’auto significa confrontarsi con la complessità di uno spazio che, pur in movimento, è sempre più percepito come un ambiente da vivere.
Il design dell’auto non si può limitare alla definizione di superfici e linee, ma interviene sulla qualità stessa dell’esperienza di guida e di viaggio, ne influenza la percezione, orienta i comportamenti, ecc.
Il design automobilistico traduce funzionalità complesse in forme leggibili e al contempo a loro modo “confortevoli”. La tecnologia diventa, anche se molto presente, spesso invisibile e l’interazione tra persone e macchina diventa più sottile e naturale. Questo sposta, quasi inevitabilmente l’attenzione progettuale dal controllo al senso. Il design non è solo ricerca estetica, ma strumento per arrivare ad una maggiore e migliore comprensione, creare continuità, generare fiducia. L’automobile si avvicina così a una dimensione domestica, dove materiali, luci, suoni e interfacce sono tutti elementi che concorrono a definire un linguaggio coerente.
Design automobilistico: la fase progettuale

La fase progettuale del design automobilistico sempre più spesso oggi si sposta verso un terreno vicino all’architettura d’interni, dove la tecnologia smette di essere l’indiscussa protagonista.
Il designer tedesco Wolfgang Egger, protagonista del settore da oltre trent’anni e dal 2017 direttore del design di Denza, marchio premium del colosso cinese BYD ha le idee chiare in merito, oggi bisogna puntare a realizzare ambienti coerenti, accessibili, capaci di accompagnare la trasformazione tecnologica senza perdere contatto con l’esperienza umana.
Negli ultimi anni la sfida più affascinante è stata quella di reinventare l’abitacolo come spazio di eleganza contemporanea. L’automobile sta cambiando la sua natura, non solo il suo aspetto. Non è più solo un mezzo di trasporto, ma un ambiente da vivere in modo sempre più completo e appagante. Questo ha richiesto un ripensamento, spesso profondo, di praticamente ogni suo elemento, non solo dal punto di vista ergonomico o funzionale, ma anche in termini di percezione, di impatto emotivo.
Il concetto di lusso ad esempio, è cambiato, si è evoluto, oggi si traduce nella qualità del silenzio, nella modulazione della luce, di materiali piacevoli non solo alla vista, ma anche al tatto, in una tecnologia intelligente che accompagna senza diventare necessariamente protagonista o comunque troppo presente ed evidente. Il design dell’auto, in questo contesto, deve essere raffinato, sobrio, capace di creare un senso di accoglienza autentico.
La visione dei designer su presente e futuro dell’auto
L’obiettivo dei designer che, come Wolfgang Egger, si sono specializzati sull’auto, è oggi sempre di più quello di andare a costruire un’esperienza coerente, dove ogni dettaglio è pensato con cura per soddisfare le esigenze di chi lo utilizza.
I materiali scelti parlano prima ancora che lo faccia il design. In un’epoca in cui la tecnologia domina molti aspetti dell’abitacolo, il materiale resta il punto di contatto più diretto tra utente e veicolo.
La scelta di un determinato tessuto, della sensazione di temperatura che dà un metallo, hanno un impatto immediato sulla percezione di cura e autenticità. Non si tratta solo di finiture, ma di coerenza sensoriale. Per i designer, questo richiede una grande attenzione, non solo estetica ma anche percettiva.
Tra gli obiettivi più importanti c’è quello di rendere l’esperienza di bordo più condivisa, più completa. Il passeggero non è più un osservatore passivo, ma diventa parte attiva di uno spazio personale a lui dedicato, con il quale interagire.
Con il continuo e rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale e le continue innovazioni tecnologiche in vari ambiti, molte funzioni si spostano oggi dietro l’interfaccia, si attivano magari in modo autonomo, riducendo la necessità di interventi e comandi fisici, aumenta così l’importanza di trasmettere, anche con il design, chiarezza e fiducia. Il conducente deve capire cosa sta succedendo, anche quando non lo sta controllando attivamente.