L’affitto prende il 40% del reddito: la soluzione di Ance

Autore:
Erika Fameli
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In base a recenti studi è emerso il dato allarmante che dice che l’affitto prende il 40% del reddito per un terzo delle famiglie italiane. Questo dato, di cui ha parlato il vicepresidente dell’Ance Stefano Betti, è solo la punta dell’iceberg di una situazione abitativa drammatica. Ecco cosa propone l’Associazione per uscire dalla crisi.

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L’affitto prende il 40% del reddito: la soluzione di Ance
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In Italia la crisi abitativa è ormai uno degli argomenti all’ordine del giorno e chiunque, in forme diverse, è toccato più o meno personalmente dalla difficile situazione immobiliare in cui ci troviamo.

Questo lo sa bene chi sta cercando una casa da affittare o da acquistare, chi non riesce ad accedere ai mutui, chi incontra prezzi troppo alti e deve rinunciare alla propria indipendenza, e via dicendo. Ci troviamo in una situazione drammatica, in cui serve intervenire quanto prima e nel modo più invasivo possibile.

A dare una possibile soluzione ci pensa l’Ance, l’Associazione nazionale costruttori edili, che nell’ambito del festival Città in scena, da poco concluso, presenta il suo piano nazionale casa, e fa luce su alcuni aspetti dell’abitare italiano che sono a dir poco spaventosi. Uno di questi, riguarda l’impatto dell’affitto sul reddito delle famiglie italiane: per un terzo di loro, questo prende il 40% delle entrate familiari, impedendo di vivere dignitosamente e senza pensieri.

L’affitto prende il 40% del reddito

L’affitto prende il 40% del reddito: la soluzione di Ance
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Nel convegno inaugurale del festival Città in scena, il vicepresidente dell’Ance Stefano Betti ha parlato della difficile situazione abitativa italiana, riportando dati Istat, studi di settore e report immobiliari recenti. Il quadro dipinto non è certo dei migliori, e uno dei punti su cui Betti ha voluto porre l’attenzione maggiore riguarda il peso dell’affitto sul reddito delle famiglie italiane:

“Un terzo delle famiglie in affitto spende per l’abitazione il 40 per cento del reddito, questo – anche da studi piuttosto recenti – è assolutamente inaccettabile. perchè vuol dire che questo tipo di famiglie non è in grado di sostenersi e ciò crea un gigantesco problema riguardo la flessibilità e i movimenti all’interno del nostro Paese. Perchè è evidente che, con gli stipendi base, si fa fatica a rimanere nelle città dove il costo della vita è più caro […] perchè dobbiamo tenere presente che in Italia lo stipendio medio netto del lavoratore si aggira tra i 1.300 e i 1.600 euro. Se assumiamo che non più di un 30 per cento possa essere la spesa per l’affitto, è facile intuire che oggi una famiglia con un solo stipendio non può avere un affitto superiore ai 450 euro, grosso modo questo vuol dire 6/7 euro/mq al mese”.

La soluzione di Ance

L’affitto prende il 40% del reddito: la soluzione di Ance
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Un canone d’affitto del genere è decisamente utopico, a prescindere dalla città in cui ci si trova. L’Ance però, propone una soluzione, che prende la forma di un vero e proprio piano nazionale casa, in cui devono intervenire diversi soggetti e operare in sinergia per ottenere un obiettivo comune. Il piano nazionale casa dell’Ance si sviluppa su 4 leve distinte:

  • urbanistica;
  • sinergia tra pubblico e privato;
  • finanziaria-fiscale;
  • nuova governance statale con fondi stabili.

L’obiettivo è quello di fornire un’offerta abitativa più ampia agli italiani che stanno cercando una casa dove vivere in affitto, ma anche a quelli che vorrebbero acquistarla ma non possono, e quindi si riversano sul mercato delle locazioni, ingolfandolo ancora di più. Così stando le cose non sorprendono né gli aumenti di prezzo del III trimestre 2024, né tantomeno quelli dal 2019 ad oggi, e una soluzione è davvero necessaria.

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