Tasso di sforzo: cos’è e quanto pesa sull’acquisto di casa

Autore:
Erika Fameli
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Il tasso di sforzo è un parametro che spesso viene ignorato quando si parla di acquisto di casa in Italia, ma che è in realtà importantissimo per la gestione finanziaria delle famiglie. Ecco di cosa si tratta, e quanto impatta sulle spese di una famiglia italiana media che decide di comprare un trilocale.

Calcolo delle tasse immobiliari
Author: AlexanderStein | Pixabay

Parlando di compravendite immobiliari, ormai ci si focalizza unicamente sulle spese, sul prezzo al metro quadrato degli immobili e su quanto questo continui inesorabilmente la sua crescita.

Ci si dimentica, il più delle volte, di considerare il tasso di sforzo per comprarla, questa casa. Questo tasso non è altro che l’incidenza che la decisione di comprare una casa ha sulle finanze e sul reddito annuale di una famiglia. Indica, in parole povere, quanto reddito assorbono le spese legate all’acquisto di una casa sul bilancio di fine anno.

Si tratta quindi di un parametro tutt’altro che secondario, nonostante se ne parli pochissimo. In Italia, stando all’ultimo report dell’Ufficio Studi di Idealista, il tasso di sforzo si attesta al 19%.

Questo vuol dire che annualmente, il 19% del reddito di una famiglia media viene assorbito dallo sforzo economico inerente l’acquisto della casa. Fortunatamente, il dato è in calo rispetto al 2023, dello 0,9%, ma a livello territoriale la situazione è davvero molto variegata.

Tasso di sforzo

Monete e banconote
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A parlare del tasso di sforzo è stato Vincenzo De Tommaso, il Responsabile dell’Ufficio Studi di Idealista, il quale ha delineato chiaramente quali fattori lo determinano, e cosa ha generato il calo rispetto allo stesso periodo del 2023:

“Il calo del tasso di sforzo riflette una combinazione di fattori. Da un lato, i recenti interventi della BCE, che hanno abbassato i tassi di interesse e reso più convenienti i mutui, riducendo il costo del credito per gli acquirenti. Dall’altro, il mercato immobiliare italiano si sta stabilizzando, con prezzi degli immobili che in alcune aree mostrano una crescita moderata o stagnante”.

Come anticipato però, le buone notizie non valgono per tutto il territorio italiano, nonostante il calo del tasso di sforzo abbia interessato il 63% delle città monitorate da Idealista. Infatti, se a Biella il tasso di sforzo si attesta ad un bassissimo 6,3%, altrove nel nostro Stivale la situazione non è altrettanto rosea.

Le città più care

Tasso di sforzo: cos’è e quanto pesa sull’acquisto di casa
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A superare di tantissimo il tasso di sforzo non solo di Biella, ma anche della media nazionale, sono ben 34 capoluoghi italiani. Si tratta principalmente delle città più grandi, dove i prezzi al metro quadrato sono più elevati e dove, di conseguenza, ci si deve sforzare maggiormente per comprare una casa. Nella top 10 di queste città spiccano i soliti nomi, con qualche eccezione, che presentano situazioni davvero negative:

  • Venezia, dove il tasso assorbe il 39% del reddito annuo;
  • Bolzano, dove il tasso di sforzo si attesta al 35,2%;
  • Milano, dove il tasso pesa nella percentuale del 34,2%;
  • Rimini, dove il tasso di sforzo è al 33,6%;
  • Napoli, dove il tasso si attesta al 32,1%;
  • Firenze, dove il tasso arriva al 30,2%;
  • Roma, dove il tasso è del 27,6%.

Questi dati mostrano come gli aumenti di prezzo degli immobili da 10 anni a questa parte abbiano influito negativamente sulle compravendite. Per fare un esempio, a Milano servono 12 anni e mezzo di stipendio per comprare casa!

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