Transizione verde in Italia: le regioni più problematiche

Autore:
Erika Fameli
  • SEO Copywriter
Tempo di lettura: 3 minuti

La transizione verde in Italia sembra essere un traguardo impossibile da raggiungere, considerando il numero elevatissimo degli immobili che nel nostro Paese sono ancora nelle classi energetiche F e G. Tra tutte le regioni però, ce ne sono alcune decisamente più problematiche delle altre, ecco quali sono.

Transizione verde in Italia: le regioni più problematiche
Photo by MVOPro – Pixabay

L’Unione Europea, con la Direttiva Case Green ha imposto a tutti gli Stati membri il raggiungimento di determinati obiettivi in fatto di consumo energetico, da raggiungere in tre step. In ordine, bisogna ridurre del 16% i consumi energetici entro il 2030, del 20-22% entro il 2035, e arrivare all’obiettivo delle zero emissioni entro il 2050. Il problema però, è stare nei tempi, e in Italia stiamo arrancando.

A dirlo sono i dati dell’ultimo rapporto di Confartigianato, che evidenzia le difficoltà italiane nello stare al passo con questa tabella di marcia, e la situazione aggravata di alcune regioni in particolare, che più delle altre si trovano con un numero esorbitante di immobili in classe F e G. Questo vuol dire, in parole povere, che gli immobili da riqualificare a livello energetico sono talmente tanti, che potrebbero diventare un problema per stare nei tempi dell’Unione Europea.

Le regioni più problematiche

Transizione verde in Italia: le regioni più problematiche
Photo by geralt – Pixabay

In occasione della Settimana per l’energia e la sostenibilità, Confartigianato ha diffuso il report che fotografa la situazione italiana in fatto di efficienza energetica, e non è una bella istantanea. Infatti, il primo dato che emerge, come sottolinea anche Marco Granelli, il presidente, è che

“Siamo un Paese con case vecchie e poco efficienti. Non c’è tempo da perdere”

Stando ai dati del report, in Italia il 68% degli immobili risale a prima del 1980, e di conseguenza, moltissimi immobili non sono affatto in classe energetica alta. Nello specifico, sono il 51,8% quelli che si trovano in classe F o G. Le Regioni più problematiche, in questo senso, sono:

  • il Lazio, con il 65,6% degli immobili alle classi più basse;
  • la Liguria, con una percentuale del 63,3% sul totale degli immobili;
  • la Toscana, con il 62,2% del totale;
  • l’Umbria, con il 61,7% degli immobili in classe F o G;
  • il Molise, con una percentuale del 61,5% sul totale degli immobili.

Transizione verde in Italia

Transizione verde in Italia: le regioni più problematiche
Photo by PIRO4D – Pixabay

Con questi dati, non è affatto difficile immaginare quanto sia complicato, per noi, raggiungere gli obiettivi della transizione verde imposti dall’Unione Europea. Secondo Granelli, il governo dovrebbe incentivare maggiormente gli interventi di riqualificazione energetica, rendendo le detrazioni al 65% una misura stabile e permanente:

“le detrazioni fiscali al 65% consentono di raggiungere più obiettivi: riqualificazione del patrimonio immobiliare, risparmio ed efficientamento energetico e difesa dell’ambiente, rilancio delle imprese delle costruzioni, emersione di attività irregolari, ecc.”

Nella recente manovra di bilancio però, non sembrano esserci notizie positive a riguardo. Infatti, i contribuenti non avranno più la cumulabilità delle detrazioni, ma dovranno scegliere quali usare, tra le ristrutturazioni, le spese sanitarie o i mutui. Per quanto riguarda invece le conferme e le modifiche, per ora non ci sono notizie certe riguardo l’Ecobonus, mentre sappiamo già che cambieranno le detrazioni fiscali per altri bonus, come il bonus ristrutturazioni.

Transizione verde in Italia: foto e immagini