Casa in affitto e deposito cauzionale: alla scadenza all’inquilino spettano gli interessi?
All’inquilino che ha versato il deposito cauzionale pari a tre mesi per la casa in affitto, spettano gli interessi quando termina il contratto? Ecco la verità e come funzionano regole e interpretazioni dei giudici.

Se c’è una materia che spesso finisce con l’occupare uno spazio importante nei Tribunali questa materia è sicuramente il contratto di locazione. Contenziosi sui contratti di affitto, sia ad uso abitativo che ad uso commerciale sono all’ordine del giorno. Inquilini e proprietari spesso finiscono con il farsi causa a vicenda.
Vuoi per comportamenti poco ortodossi dell’inquilino, sul pagamento del canone mensile o su danni all’immobile. E vuoi per mancati adempimenti del proprietario, come per esempio sistemare casa da opere straordinarie che il Codice Civile impone come a carico di quest’ultimo. O anche per via della mancata restituzione del cosiddetto deposito cauzionale.
Proprio su quest’ultimo aspetto occorre approfondire una situazione che spesso nemmeno la Giurisprudenza è riuscita a dirimere in maniera certa. Parliamo del deposito cauzionale fruttifero di interessi o infruttifero.
Casa in affitto e deposito cauzionale spesso finiscono in contenziosi tra le parti

Il contratto di affitto è una materia davvero particolare. Le due parti in causa nel contratto, cioè inquilino e proprietario di casa sottoscrivono il contratto che può essere a canone libero, canone concordato e in tante altre forme. Il contratto va registrato all’Agenzia delle Entrate.
Ma tralasciando la parte meramente burocratica, le parti inseriscono nel contratto alcune voci ed alcune clausole che possono variare da caso a caso. In linea di massima nel momento dell’instaurazione di questo rapporto tra proprietario ed inquilino, il primo pretende il versamento di tre canoni di affitto anticipati, come deposito cauzionale.
Si tratta di una salvaguardia del proprietario che conta su questo deposito per garantirsi una sorta di risarcimento nel caso di danni provocati dall’inquilino alla struttura, o dei mancati pagamenti di alcuni mesi di canone. Si tratta di una somma di danaro che il proprietario trattiene e che diventa di sua effettiva proprietà solo al manifestarsi di quelle inadempienze dell’inquilino prima citate. Altrimenti sono somme che vanno restituite all’inquilino al momento della cessazione del contratto.
Come detto in genere è di 3 mensilità di affitto il deposito cauzionale che chiede il proprietario di casa. Perché il proprietario della casa in affitto non può chiedere una cifra superiore come deposito cauzionale, come prevede la Legge numero 392 del 27 luglio 1978. Quindi, se il canone di affitto pattuito è pari a 300 euro al mese, il deposito cauzionale che deve versare l’inquilino prima di prendere in affitto la casa, è pari a 900 euro.
Una materia che i Giudici spesso trattano in maniera contraddittoria
Dopo anni ed anni di affitto, quando per qualsiasi ragione il rapporto tra inquilini e proprietari si interrompe, se non ci sono situazioni diverse, i 900 euro citati nell’esempio di sopra devono tornare a chi li ha dati come cauzione.
Ma questi soldi, se sono passati molti anni, potrebbero essere di più. Perché il deposito cauzionale matura interessi. O almeno in alcuni casi è così. Perché una norma specifica che riguarda questo aspetto c’è e parla proprio di deposito cauzionale che matura interessi. Ma spesso la materia è demandata alla Giurisprudenza che finisce con l’interpretare i singoli casi, spesso in maniera differente.
In effetti se si prende a riferimento la Legge, il proprietario dovrebbe restituire le somme di deposito aggiungendo gli interessi che queste somme hanno maturato negli anni. Invece spesso la Giurisprudenza ha avvalorato il fatto che le parti, cioè inquilino e proprietario, possono scegliere anche di rendere infruttifero il deposito cauzionale.
In questo caso, anche dopo un decennio, all’inquilino tornerebbe indietro la medesima cifra versata inizialmente. Senza maggiorazioni e interessi. Anche se nel tempo il potere di acquisto, per esempio, dei 900 euro prima citati, è calato.