Imu e Tari, quando devono pagarle gli eredi?

Autore:
Francesca Agata Cavaleri
  • Laurea in Direzione Aziendale
Tempo di lettura: 5 minuti

L’Imu e la Tari sono due imposte legate alla proprietà di un immobile, ma in caso di successione, quando devono pagarle gli eredi?

Guarda il video

Imu e Tasi due tasse sull'immobile
Photo by midascode – Pixabay

IMU e Tari sono due imposte che devono essere pagate quando si ha un immobile di proprietà, ma con una serie di differenze, come spiegato tra qualche minuto. Ma è importante anche sapere cosa succede quando muore il proprietario e gli eredi si trovano a gestire una serie di incombenze, tra cui anche la gestione delle tasse sulla casa.

Imu e Tari, cosa sono e quando devono essere pagate

Imu e Tari, quando devono pagarle gli eredi?
Photo by Alexas_Fotos – Pixabay

L’Imu è l’imposta municipale propria dovuta per il semplice fatto di possedere un immobile. Sono escluse le abitazioni principali, purché non rientrino nelle categorie: A/1, A/8 e A/9. Inoltre è dovuta dal proprietario o dal titolare di un altro diritto reale come usufrutto, l’abitazione, l’uso o i diritti di enfiteusi e superficie o dal concessionario nel caso di concessione di aree demaniali e dal locatario in caso di leasing.

L’IMU è stata introdotta, a partire dall’anno 2012, sulla base dell’art. 13 del D. L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, in sostituzione dell’imposta comunale sugli immobili (ICI).

Mentre la Tari è la tassa sui rifiuti relativa alla gestione dei rifiuti in Italia, allo scopo di finanziare i costi del servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore. Ma attenzione se la prima imposta, cioè l’Imu, si paga solo per il fatto stato di essere proprietario di un immobile, nel secondo caso si paga solo se nell’immobile vive qualcuno (anche per poco tempo) e può quindi generare dei rifiuti. Maggiore sarà il volume dell’immobile e delle persone che ci abitano, maggiore sarà l’importo da versare.

Imu e Tari, ma cosa succede in caso di morte del proprietario?

Imu e Tasi in caso di eredi
Photo by Panals – Pixabay

Quando il proprietario di un immobile muore, a succedergli sono gli eredi. Attraverso la dichiarazione di successione si definisce l’asse ereditario e di conseguenza chi sono i nuovi proprietari, che a loro volta potranno decidere di accettare la successione oppure rifiutarla, o accettarla parzialmente. Ma nel caso l’erede accetti la successione, diventa proprietario dell’immobile. Il tributo è dovuto proporzionalmente alla quota ed ai mesi dell’anno nei quali è diventato proprietario. Possiamo quindi dire che la quota IMU di un immobile eredito deve essere pagata a partire dal giorno del subentro nella proprietà.

Il pagamento della TARI, ai sensi dell’art. 1 c. 641 L. n. 147/2013, spetta a chiunque sia in possesso, o detenga a qualsiasi titolo (ad esempio, locazione, comodato d’uso, usufrutto, proprietà, ecc.), locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani. Quindi anche nella casa a mare o montagna, che viene usata solo per le vacanze, è suscettibile di produrre rifiuti quindi si paga.

Ma attenzione nel caso di eredi, anche se l’accettazione dell’eredità dovesse avvenire dopo molto tempo dalla morte del parente, gli eredi hanno comunque l’obbligo del pagamento delle imposte dalla data di apertura della successione.

Come disdire la Tari di un defunto

Se per l’Imu c’è poco da fare, si diventa proprietari e si paga, per la Tari è possibile la cessazione. Infatti in caso di decesso, gli eredi devono provvedere a presentare la denuncia di cessazione, oppure fare la voltura dell’intestazione. Tuttavia è bene precisare che la cessazione si può fare solo in alcuni casi:

  • la casa deve essere priva di mobili;
  • tutte le utenze come acqua, elettricità, gas devono essere staccate, rendendolo quindi inabitabile.

Invece nel caso di voltura dell’intestazione, sarà il nuovo proprietario a pagare l’imposta dal momento in cui si perfeziona la procedura.

Imu e tari, le imposte da pagare: foto e immagini