Dalla bottiglia di plastica al divano
Nuovi materiali circolari come il PET riciclato sono alla base di arredi veramente sostenibili, frutto di processi innovativi da preferire per avere cura del nostro futuro.
All’inizio fu il settore dell’abbigliamento a farne uso ma ora il polietilene riciclato, prevalentemente da bottiglie in plastica, è diventato il materiale con cui produrre arredi e tessuti per la casa ecosostenibili ma soprattutto, usando un termine ricorrente nella contemporaneità, espressione di processi e materiali circolari. Perché è importante iniziare a cambiare l’approccio produttivo e pensare a metodi alternativi che possano ripensare il futuro del design e ridurre l’impatto ambientale, come ci dimostrano alcuni esempi di questo servizio.

Arredi in PET riciclato: il nuovo imbottito

Possiamo considerare un’apripista la storica azienda Cassina che già dal 2020 con il suo Cassina LAB, nato dalla collaborazione con il POLI.design del Politecnico di Milano, inizia a introdurre come standard la fibra di PET riciclato nell’imbottitura dei nuovi divani. Un continuo lavoro di ricerca che all’ultima Milano Design Week è risultato evidente nel sistema Moncloud di Patricia Urquiola. Distintivo per l’innovazione strutturale oltre che materica delle sue morbide forme scolpite nell’ovatta di PET riciclato per ridurre al minimo l’utilizzo di poliuretano.

La buona pratica nell’utilizzo della fibra si estende anche ad alcune delle icone della collezione come Soriana, di Afra e Tobia Scarpa, riproposto con materiali sviluppati in un’ottica di sostenibilità ambientale, ma anche ai modelli storici di Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand, aggiornati con materiali circolari nella versione durable.

Anche B&B Italia – che negli anni Sessanta per prima introduce l’uso delle schiume poliuretaniche per gli imbottiti – pone la circolarità e il riciclo al centro delle nuove collezioni, a partire dalla struttura in polietilene di seconda vita alla quale si aggiungono elementi in poliuretano espanso ed elastomeri termoplastici.
Per esempio, Tortello di Edward Barber e Jay Osgerby, sono un divano e una poltrona dal disegno monolitico la cui struttura portante, in polietilene riciclato stampata in rotazionale, è una sorta di vaschetta con base trapezoidale completata da un materassino di elastomero sul quale si adagia la parte superiore schiumata poi rivestita in tessuto.
Le scelte di materiali e tecniche costruttive per assemblare gli elementi senza l’uso di adesivi o collanti fanno sì che risulti inoltre completamente disassemblabile quindi facilmente riciclabile.
B&B Italia, Tortello, Edward Barber e Jay Osgerby
Arredi in PET riciclato: le sedute

Si ispirano a principi di sostenibilità, attraverso una progettazione che guarda all’economia circolare, anche queste sedute accomunate dall’uso di un filato di poliestere da plastica riciclata. La nuova sedia lounge Kata di Arper, di Altherr Désile Park, unisce tradizione artigianale e tecnologia con una struttura, in rovere o robinia certificati FSC, a sostenere la scocca realizzata in tessuto 3D dall’intreccio delicato, disegnato appositamente e realizzato con filati di poliestere post consumo.
Il tessuto, realizzato con fibre leggere e durevoli, è stato concepito per adattarsi perfettamente al fusto della seduta riducendo al minimo gli scarti di materiale (per produrre un chilo di filato viene utilizzato circa un chilo di rifiuti: 48 bottigliette in plastica). Questo implica meno plastica nelle discariche e risparmio di energia nella produzione di poliestere vergine; anche l’imballaggio è composto da un sacchetto in plastica riciclabile e un cartone senza colle.
A fine vita può essere completamente disassemblata e tutti i materiali di cui è composta possono essere riciclati o riutilizzati.

Tra i tessuti proposti per il rivestimento della seduta SI-SI Bold dell’azienda bresciana S-SCAB, disegnata da Meneghello Paolelli come versione da interni e contract della precedente SI-SI, è prevista anche la tirella di misto lana con materiali da riciclo.
Un tessuto sostenibile, realizzato principalmente con filati provenienti da bottiglie in PET riciclate. Per produrlo le bottiglie vengono raccolte, separate per tipologia e colore, processate e trasformate in scaglie. Il polimero viene infine estruso in un filato, testurizzato e trattato con proprietà ignifughe permanenti.
Arredi in PET riciclato: i tappeti e i tessuti



Oggi un‘intera gamma di tessuti e tappeti di alta qualità sono realizzati con plastica marina riciclata. Il marchio svizzero Christian Fischbacher da ben 14 anni realizza tessuti con materie prime riciclate con la collezione BENU® Recycled.
Essendo stata una delle prime case editrici tessili a creare tessuti decorativi e da rivestimento a partire da PET riciclato e scampoli di tessuto dell‘industria della moda ha spinto costantemente sull‘innovazione dei materiali, sempre alla ricerca di soluzioni sostenibili per riutilizzare le fonti di materie prime e ridurre le emissioni di CO2.
Come nella collezione Benu Sea per il riuso della plastica marina o le bottiglie di plastica della collezione Benu PET, da cui nascono tessuti come il velluto BENU TALENT FR, ignifugo, resistente agli agenti atmosferici e alla luce, per uso interno ed esterno nonché per le aree pubbliche e gli hotel.

Rimanendo nel tessile per la casa anche i tappeti beneficiano dell’innovazione legata ai nuovi filati riciclati. Quelli ecologici in colori e nuance che rimandano al mondo naturale e minerale di Kave Home sono sempre in plastica riciclata da bottiglie recuperate nell’oceano, quindi in PET riciclato al 100%. Come quelli del brand Unopiù, in tre diverse misure rettangolari e tre nuance, lavorati artigianalmente con telai a mano in India.







