FIAM arredo outdoor: l’intervista a Roberto Gatti

Caterina Di Iorgi
  • Giornalista pubblicista

Fiam arredo outdoor: abbiamo incontrato ed intervistato Roberto Gatti, Direttore Esecutivo di FIAM, con cui abbiamo parlato a lungo dell’Azienda, dei suoi valori, della produzione produzione responsabile e a basso impatto ambientale ed infine di design e Made in Italy.

Fiam arredo outdoor

Su quali valori si fondano l’identità e la filosofia produttiva di FIAM?

“Se dovessimo riassumere con quattro termini i valori di FIAM, potremmo sintetizzare con: qualità, estetica, comfort, funzionalità. I modelli FIAM sono firmati principalmente da Francesco Favagrossa, oggi novantottenne, che fonda l’azienda nel 1975 insieme ai figli. Fin dagli esordi ha creato i suoi oggetti “estraendoli” da un unico cappello: il senso profondo dell’essenziale ed una vocazione alla praticità. Riconoscere valori ed esigenze oggettivi per voler progettare bene, con metodo e con conoscenza dei processi, per il raggiungimento di un risultato utile e funzionale. L’outdoor è caratterizzato da climi e abitudini differenti, la funzionalità e la pulizia estetica sono però trasversali e arrivano a soddisfare scelte stilistiche molto differenti. L’attenzione per il dettaglio, la ricerca innovativa di soluzioni, l’uso di materiali di alta qualità sono alcune delle caratteristiche delle creazioni FIAM, tanto quanto i principi dello sviluppo sostenibile sono da sempre parte integrante del processo di creazione del prodotto.”

Ci sono anche altri valori che guidano la vostra storia aziendale, quali sono, ce li racconta?

Fiam arredo outdoor

“Indubbiamente con un’esperienza di oltre 45 anni siamo ben radicati nel settore. Nel contempo cerchiamo di essere sempre aperti al nuovo: forti di tutte le competenze maturate e di un solido know-how tecnico, vogliamo comprendere le mutevoli esigenze dei nostri clienti impegnandoci sempre al meglio per soddisfarle. Stiamo vivendo anni eccezionali e non è semplice soddisfare le richieste di forniture in questo clima di estrema variabilità, ma sicuramente i rapporti di stima e fiducia di lunga data con i nostri clienti e distributori sono un patrimonio importante che coltiviamo al meglio delle nostre possibilità.”

In che modo si sta evolvendo, oggi, a suo avviso il settore outdoor, vista la pandemia di Covid-19, che ci ha fatto riscoprire l’importanza della casa e del giardino durante il lockdown?

“La pandemia ha fatto riscoprire, soprattutto nelle sue fasi iniziali, gli spazi domestici. Il mondo dell’arredo esterno, che è sempre stato una piccola nicchia comparata all’arredo casa, è diventato un tema importante e uno sfogo enorme per chi l’ha avuto a disposizione. In fase di lockdown qualsiasi spazio esterno, giardino o un piccolo balcone, è stato rivalutato e conseguentemente sfruttato. Soprattutto prodotti di facile spedizione e di leggero impegno economico come i nostri hanno visto un’impennata in termini richiesta. Nonostante le difficoltà, il prodotto e la solidità del marchio Fiam hanno resistito a questo difficile momento storico. Anche la stagione 2021 è stata in crescita e per il 2022, nonostante la grande penuria di materie prime e l’incredibile aumento dei prezzi, abbiamo già ordini a copertura della stagione. Stiamo lavorando incessantemente per soddisfare le richieste nel più breve tempo possibile, compatibilmente con l’arrivo dei materiali il cui tempo di consegna si è enormemente dilatato pur essendo completamente di origine nazionale o al massimo europea.”

Vi siete posti nuovi obiettivi in ottica green o nuove soluzioni eco-sostenibili?

Fiam arredo outdoor

“Fiam da anni crea i suoi prodotti secondo i principi dello sviluppo sostenibile e la filosofia del “design di sostanza” è di per sé una scelta ecologica. All’interno della nostra azienda di Ghedi (Brescia), autoproduciamo energia pulita grazie ad un impianto fotovoltaico che ci sostiene quasi completamente. Le nostre scelte sono diventate sempre più attente a una produzione responsabile e a basso impatto ambientale assicurando la miglior efficacia energetica possibile e minimizzando gli sprechi. Sul nostro sito web sono meglio dettagliati i temi del nostro sviluppo sostenibile ed è visibile un contatore della produzione energetica e dei KG di CO2 evitati (ad oggi sono quasi 700.000)

La continuità di parti di ricambio, che allungano la vita del prodotto, e della bassissima percentuale di rotture negli anni garantiscono al consumatore un prodotto che di per sé rispetta l’ambiente. Scegliere un prodotto Fiam vuol dire scegliere un prodotto estremamente durevole; capita spesso di fornire ricambistica a consumatori che hanno acquistato e usano con soddisfazione nostri articoli da 10 o 20 anni. Utilizziamo materie prime riciclate o riciclabili prodotte in Europa secondo le normative ambientali vigenti, prediligiamo su tutto i trasporti su rotaia ed in ogni caso cerchiamo di ottimizzare i trasporti per ridurre i costi naturalmente, anche tramite l’impatto ecologico relativo alla movimentazione delle merci in entrata ed uscita.”

Dopo la pandemia e il lockdown, quali sono le sfide del futuro che dovranno affrontare le aziende che producono design?

“Come anticipavo prima, la stagione 2022 sarà molto impegnativa perché il consumatore vedrà aumenti di prezzo dei prodotti ed in generale del costo della vita. I nostri articoli sono nella categoria dei “non essenziali” che speriamo, grazie anche all’impegno del passato, vengano scelti comunque dal consumatore. Dal punto di vista del design quindi significa per noi proporre articoli senza fronzoli, funzionali e che trasmettano chiaramente il proprio valore aggiunto oltre ad un positivo rapporto tra funzionalità, prezzo e durevolezza.”

Quali invece saranno le tendenze su cui puntare per il futuro dell’outdoor?

“Vedo un forte ritorno al passato sia nei colori che nei modelli, rivisti e riprogettati con materiali moderni e più sostenibili.”

Ci racconta gli ultimi progetti a cui state lavorando?

Fiam arredo outdoor

“Abbiamo iniziato a collaborare circa due anni fa con il MoMA Design Store di New York con la nostra poltrona Spaghetti. È stato un successo: per loro abbiamo recentemente reinterpretato il prodotto con colorazioni “Pop” che richiamano gli anni ‘70; queste interpretazioni sono state accolte con estremo favore sia dalla clientela Europea che dalla stampa. Lavorare in squadra con un partner così prestigioso ci stimola costantemente a vedere con occhi diversi e a sperimentare materiali e idee. La sedia MYA 2022 è un esempio di integrazione con il tema Spaghetti. La stagione entrante vedrà quindi un rafforzamento della partnership con il MoMA Design Store anche su altri modelli, oltre ad un’interessantissima collaborazione con la Fondazione Mazzoleni che esporrà la nostra sedia Spaghetti in due mostre d’arte: una a Forte dei Marmi ed una ad Ascona, in Svizzera.”

Qual è la “cosa” più contemporanea, forte e promettente che si sta manifestando a suo avviso sulla scena del design contemporaneo?

“Nonostante sia certo che ogni azienda del settore stia sviluppando al proprio interno novità anche in termini di design, la mancanza di fiere di settore ed eventi pubblici non permette una visione globale del panorama attuale. Ho sempre visto personalmente la fiera del design di Stoccolma come momento importante per capire tendenze e stili in un contesto contenuto ed essenziale, più che in altre esposizioni dove c’è il rischio di perdere il nuovo a discapito delle grandi dimensioni.

Ora non sono certo che i social networks diano gli stessi feedback e permettano un approfondimento di così ampia visione, se non con un’ottima integrazione con gli altri canali convenzionali. Vediamo sempre più solo ciò che siamo portati a vedere da algoritmi che incanalano dei gusti che prendono forma secondo le nostre abitudini limitando spesso ciò che è più “non convenzionale”. Lo svantaggio che porta un mercato in crescita, che lascia poco tempo e poco spazio a ciò che non è il “produrre”, è proprio quello della stasi innovativa.”

Una domanda che è anche un po’ una provocazione, esiste ancora uno stile italiano nel design?

“Penso che lo stile italiano esista ed esisterà sempre. L’Italia è sicuramente riferimento mondiale quando si parla di design e stile. Se pensiamo alla moda, le nostre passerelle sono fra le più importanti al mondo. Possiamo vantare aziende e designer introdotti in qualsiasi situazione che coinvolga il design.”

Cosa significa per lei il concetto di Made in Italy?

“Anni fa assistevo a una conferenza e uno dei concetti che mi è rimasto è che il “Made in Italy” è uno dei brand meglio spendibili al mondo. Oggi esportiamo al 70% e vedo che tutti i nostri clienti apprezzano enormemente che i nostri articoli siano concepiti e prodotti in Italia da sempre. All’estero ci apprezzano non solo per le nostre produzioni ma anche per la nostra italianità, il nostro contesto culturale, la nostra cucina e il gusto che è legato al Made in Italy.

Non è raro che i clienti in visita in azienda da noi colgano l’occasione per allungare l’esperienza apprezzando le bellezze della nostra, a volte, sottostimata Italia. Abbiamo un patrimonio che altre nazioni ci invidiano e in questa chiave il Made in Italy diventa concetto trasversale: dall’arte, alla moda, al design, al cibo ed alla cultura.

Per il Made in Italy di FIAM oggi sono trascorsi quarantacinque anni di storia e tutto ciò che era essenziale allora lo è tuttora. Forse qualcosa è cambiato: oggi, se possibile, ci mettiamo ancora più passione.”