Rinnovabili, stretta sulle aree: cosa prevede la nuova disciplina

Autore:
Erika Fameli
  • SEO Copywriter
Tempo di lettura: 5 minuti

Il Parlamento ha approvato la nuova disciplina sulle aree per le rinnovabili, definendo regole precise per l’individuazione dei luoghi che possono ospitare gli impianti, e inasprendo la normativa per l’agrivoltaico e le superfici agricole. Ecco tutte le novità da conoscere.

Guarda il video

Nuova disciplina sulle aree per le rinnovabili: le novità
Photo by Bru-nO – Pixabay

La Camera dei Deputati ha approvato nei giorni scorsi la nuova disciplina per l’individuazione delle aree idonee ad ospitare impianti da fonti rinnovabili.

Si tratta di una legge che modifica numerosi punti del DL 175/2025 nei confronti dei quali gli operatori del settore non hanno espresso pareri troppo positivi. In particolare, il nuovo testo impone regole più rigide e severe per le aree agricole e l’agrivoltaico. Le parole di Paolo Rocco Viscontini, Presidente di Italia Solare:

“Siamo delusi, famiglie e imprese hanno bisogno di energia a basso costo e il fotovoltaico è la più economica opzione per la produzione di elettricità, con un potenziale enorme. Una equilibrata individuazione delle aree idonee è passaggio fondamentale per diffondere il fotovoltaico, nel rispetto del paesaggio e dell’agricoltura. Ma ci sembra che, ancora una volta, si sia proceduto frettolosamente e senza una chiara strategia”.

Nuova disciplina sulle aree per le rinnovabili

Nuova disciplina sulle aree per le rinnovabili: le novità
Photo by PublicDomainPictures – Pixabay

La nuova disciplina, approvata dal Senato lo scorso 8 gennaio, si trovano le linee guida per l’individuazione delle aree idonee agli impianti per le energie rinnovabili. In particolare, si spiega che quando le Regioni individuano aree agricole idonee con un range che va da 0.8% a 3% della SAU, nel calcolo devono includere anche le superfici su cui insistono impianti agrivoltaici, differentemente da quanto presente nel DL, che prevedeva la percentuale SAU, ma non menzionava le superfici con agrivoltaico.

Inoltre, per gli impianti agrivoltaici sarà necessaria una nuova asseverazione, da allegare alla documentazione del progetto, che attesti che l’impianto garantisce almeno l’80% della produzione lorda vendibile.

Ancora in tema di agrivoltaico, la variazione di area non è consentita per gli impianti fotovoltaici a terra nell’ambito di interventi di modifica o potenziamento. Per quanto riguarda i procedimenti autorizzativi già in corso, invece, non si applica alcun divieto o limitazione in caso di aree agricole di elevato valore agricolo. Infine, una modifica molto importante riguarda l’ampliamento delle aree idonee attorno a stabilimenti e impianti industriali: si elimina il riferimento al requisito dell’AIA presente nel Decreto-Legge.

Ostacoli e criticità della legge

Nuova disciplina sulle aree per le rinnovabili: le novità
Autore: RoyBuri / Pixabay

Nonostante con questa legge si faccia comunque un passo avanti nella transizione verde e nella diffusione del fotovoltaico in Italia, le criticità che si riscontrano sono ancora numerose:

  • i benefici delle aree idonee non si applicano se l’impianto ricade solo parzialmente nell’area;
  • le Regioni non possono qualificare come idonee le aree nel perimetro dei beni tutelati;
  • sono presenti diversi contrasti con le norme dei piani paesaggistici.

Ad esprimere un forte dissenso è Italia Solare, associazione dedicata al fotovoltaico, che apprezza la salvaguardia dei procedimenti autorizzativi e l’ampliamento della qualificazione come idonee delle aree attorno agli impianti e stabilimenti industriali, ma definisce la legge come un quadro ancora incerto e bisognevole di aggiornamento.

In particolare, un nodo critico riguarda il calcolo delle aree agricole idonee: la norma vi fa rientrare anche le superfici con impianti agrivoltaici, il che è potenzialmente ostativo alla diffusione dell’agrivoltaico.

Tirando le somme, quindi, è positivo l’impegno dimostrato, ma i risultati non convincono ancora, e sono già numerose le critiche, soprattutto da parte degli operatori del settore, e in parte anche dai cittadini stessi.

Nuova disciplina sulle aree per le rinnovabili: foto e immagini