Anticipo del TFR per comprare casa: una possibilità che non vale per tutti
Chiedere l’anticipo del TFR per comprare casa è una pratica diventata ormai molto comune, in quanto permette di ricevere una somma considerevole da cui partire per acquistare un immobile. Non tutti però possono farlo, perchè ci sono molte regole, limiti e vincoli da rispettare: ecco come funziona.

Quando si decide di acquistare la prima casa, si intraprende un percorso spesso difficile e puntellato di incognite, ansie e paure. Per questo, si cerca sempre di prepararsi preventivamente, soprattutto dal punto di vista economico.
Uno dei modi più gettonati per crearsi un tesoretto da destinare all’acquisto della prima casa è richiedere l’anticipo del TFR. Questa è un’opzione che molti lavoratori dipendenti adottano per realizzare il proprio sogno immobiliare, ma prima di fare domanda è bene conoscere tutte le regole, i vincoli e i limiti stabiliti dalla legge italiana.
Non sempre, infatti, si riesce ad ottenere l’anticipo del TFR: ecco chi può richiederlo, quali sono i casi in cui viene concesso in anticipo e quali sono i passaggi step by step da seguire per fare tutto secondo le regole e non sbagliare.
Anticipo del TFR per comprare casa

Prima di capire come chiedere l’anticipo del TFR, è bene fare una panoramica su cosa sia questa risorsa economica. Il TFR è l’acronimo per Trattamento di Fine Rapporto, ossia una somma di denaro che il datore di lavoro accantona durante tutto il periodo di assunzione del lavoratore dipendente, e che versa a quest’ultimo al termine del rapporto di lavoro.
Si tratta, quindi, di un compenso differito di cui il lavoratore è titolare teorico, ma di cui non può disporre fino alla fine del rapporto di lavoro. Trattandosi però, a tutti gli effetti, di una somma di proprietà del dipendente, la legge consente di chiederne una parte anche prima della fine del contratto di lavoro.
Per farlo però, è necessario portare una motivazione valida, tra cui la legge prevede proprio l’acquisto della prima casa, sia per sé stessi che per i propri figli. In particolare, a regolare l’anticipo del TFR è l’articolo 2120 del Codice Civile, dove si legge che il lavoratore può chiedere l’anticipo solamente se:
- lavora presso lo stesso datore di lavoro da più di 8 anni in maniera continuativa;
- non lo ha già richiesto in precedenza;
- non supera il limite massimo del 70% del TFR maturato fino a quel momento.
Ciò detto, è necessario sapere che, anche rispettando tutti questi requisiti, il datore di lavoro non è obbligato a concedere l’anticipo, poiché questo per lui equivarrebbe a sottrarre liquidità all’azienda. Inoltre, il datore di lavoro può accogliere una richiesta di questo tipo solamente per il 10% dei dipendenti aventi diritto, e solo per il 4% dei dipendenti totali per ciascun anno.
I requisiti da rispettare

Una volta accordato l’anticipo, poi, ci sono determinati requisiti che la legge prevede in riferimento proprio all’acquisto della prima casa. Innanzitutto, l’immobile deve essere destinato ad uso abitativo principale, inoltre chi chiede l’anticipo del TFR deve risultare proprietario o comproprietario dell’immobile (in caso di acquisto per i figli, è necessario provare la finalità) e fornire la documentazione attestante l’acquisto (atto di rogito valido, compromesso di vendita, documenti di inizio lavori in caso di ristrutturazione, ecc.).
Infine, si deve sapere che l’anticipo del TFR è soggetto ad una tassazione separata, calcolata in base alla media delle aliquote IRPEF degli anni precedenti e che, sebbene sia una tassazione più favorevole rispetto a quella ordinaria, è sempre meglio farsi i conti prima di presentare la domanda.