Quando l’artigianato è digitale: Due esempi eccellenti

Autore:
Ali Filippini
  • Giornalista
Tempo di lettura: 5 minuti

La stampa digitale è entrata di diritto anche nei laboratori creativi dei nuovi artigiani. Serve a creare forme complesse che suscitano meraviglia o ricreare filologicamente il passato senza nessuna nostalgia.

Quando l’artigianato è digitale. Due esempi eccellenti
Pop Pot

C’è una forma di artigianato che sfrutta le potenzialità e l’intelligenza del digitale per creare forme non solo belle, ma anche generate da processi sostenibili per il tipo di lavorazione, quasi senza sprechi, impiegando materiali frutto di riciclo o di natura organica, quindi completamente biodegradabili. Passata la fase sperimentale di qualche anno fa, la stampa digitale di tipo additivo è entrata nella cassetta degli attrezzi dei designer di oggi, abilitando nuovi saper fare così che possiamo parlare di un matrimonio tra lo spirito artigianale e le tecnologie più all’avanguardia. Di cui in questo articolo vediamo due esempi sorprendenti per idee e capacità produttiva.

Quando l’artigianato è digitale. Due esempi eccellenti
vaso Simula, Zhao Zihan

Rileggere gli archetipi

Quando l’artigianato è digitale. Due esempi eccellenti
Arabella Rocca e Giacomo Sanna

La collezioni di vasi in stampa 3D Pop Pot nasce da un’idea alquanto originale degli architetti romani Arabella Rocca e Giacomo Sanna che, invece che creare forme ex novo, hanno deciso di replicare alcune tipologie di anfore romane, già classificate dall’archeologo Heinrich Dressel nell’Ottocento, trasformandole in oggetti contemporanei e decisamente pop attraverso l’utilizzo del materiale e del colore. Sarà anche per questo che i loro pezzi si sono ritagliati un posto di diritto nei design store dei musei più noti, dove la narrazione che li accompagna risulta giustamente apprezzata. I loro nomi sono ispirati all’Antica Roma, ai suoi imperatori e personaggi storici, per personalizzare ulteriormente i pezzi. Si va dalle proporzioni snelle ed eleganti di Giulio Cesare alle rotondità di Augusto e Poppea, e tutti i modelli sono declinati in più misure: dalle più piccole, anche da appendere, alle versioni “giant pot” di un metro d’altezza in versione multicolore.

Quando l’artigianato è digitale. Due esempi eccellenti

I vasi e le anfore, belli con o senza fiori – la plastica di cui sono fatti non è impermeabile quindi hanno un inserto in vetro sostituibile anche con una bottiglia in pet – sono come delle reliquie contemporanee. Dichiarano i loro autori:

al posto di scolpire l’argilla o intagliare la pietra i nostri strumenti sono la precisione digitale della stampa 3D e le possibilità dell’intelligenza artificiale

E dietro al progetto c’è una attenta considerazione della sostenibilità delle plastiche utilizzate nel processo che derivano dall’amido di mais o da polimeri riciclati (come un Pla derivato da reti da pesca dismesse, e si sta testando un Pla ricavato dagli scarti e dai fondi del caffè). Una sensibilità che si estende anche al processo di produzione attraverso le stampanti digitali, quindi con riduzione degli sprechi e di efficienza energetica. Il valore aggiunto è conferito dall’unicità della fase di stampaggio, conclusa da un meticoloso controllo della qualità, per garantire una sorta di impronta digitale artigianale che conferisce a ogni pezzo una sua texture, tattilità o nuances.

Quando l’artigianato è digitale. Due esempi eccellenti

Oltre la funzionalità

Quando l’artigianato è digitale. Due esempi eccellenti
collezione Sinuosa, Zhao Zihan

Le potenzialità della stampa 3D sono espresse in altro modo per dare forma a ricerche più espressive nei pezzi della collezione Sinuosa (recentemente esposta alla Moiré Gallery Milano) del giovane talento cinese Zhao Zihan, così chiamata perché caratterizza da linee morbide e avvolgenti tradotte plasticamente. Anche in questo caso la tecnica è innovativa e i materiali usati sostenibili, nel nome di un’estetica che vuole essere anche etica oltre che un po’ sorprendente.

Zhao si è formato all’Accademia delle Belle Arti di Brera per fondare nel 2012 lo Spazio ‘Z art studio’ a Milano partecipando a diverse edizioni del Fuorisalone e più recentemente ha fondato anche il brand UNICOGGETTO per lavori che spaziano dall’arredo a prodotti di design fino alle installazioni artistiche. La sua cifra stilistica è caratterizzata da linee curve e morbide, di cui Sinuosa rappresenta un omaggio, oltre a richiamarsi al serpente come segno che dominerà l’anno in corso secondo l’oroscopo cinese.

Quando l’artigianato è digitale. Due esempi eccellenti

La collezione include pezzi di arredo come il tavolino e lo sgabello della serie Free Growing, ovvero crescita libera, entrambi progettati per imitare la forma delle foglie delle piante. Sono entrambi realizzati in poliestere termoplastico (PETG) e la loro peculiarità sta nel poter oscillare, venendo meno alla loro funzione, per sollecitare secondo il designer lo spirito di adattamento del fruitore. Visivamente ispirati alla tradizionale pittura a inchiostro cinese, i cambiamenti casuali in bianco e nero durante il processo di produzione sono il tema cromatico della serie. Una peculiarità anche della seduta Nubi Chair, appartenente alla serie Ink Line, dalla forma organica con una superficie curva e liscia che si adatta al corpo realizzata sempre con stampa 3D in resina. Il materiale è fuso con strati di linee intrecciate le cui tonalità di inchiostro diventano le variabili nel processo di produzione rendendo ogni pezzo unico.

Quando l’artigianato è digitale. Due esempi eccellenti

Completamente biodegradabile è invece Jellyfish Lamp, una lampada dalla superficie curva a richiamare la forma di una medusa in modo da consentire alla luce di sprigionarsi attraverso giochi di sovrapposizioni. Realizzata in uno speciale materiale composito (PLA, ovvero acido polilattico, bioplastica derivata dalla trasformazione degli zuccheri presenti in mais, barbabietola, canna da zucchero) permette di essere facilmente riciclata e degradata in futuro.

Quando l’artigianato è digitale. Due esempi eccellenti

Quando l’artigianato è digitale. Due esempi eccellenti: foto e immagini

Ali Filippini
Ali Filippini, laureato in design al Politecnico di Milano, dottore di ricerca in Design, affianca all'attività didattica quella professionale in ambito editoriale collaborando come giornalista pubblicista per riviste di settore (Abitare, Auto&Design) e a progetti dedicati alla cultura del design. Per Pianeta Design i suoi contributi vertono maggiormente sui temi della tecnologia e dell’innovazione.