Salone del Mobile 2023 Artwork Italian Heritage by Kerasan: artigianalità ed eccellenza, l’intervista a Davide Pannier Suffait
Salone del Mobile 2023 Artwork Italian Heritage by Kerasan: tra le novità che l’azienda presenta in fiera, “Albero” è l’originale scultura in ceramica, dalle forme stilizzate, che illumina e arreda ogni ambiente. Questo punto luce di grandi dimensioni poggia su una base metallica ed è proposto in diverse finiture: standard oppure in oro e platino. Ne abbiamo parlato con Davide Pannier Suffait, Business Development Senior Manager dell’azienda.

Ci racconta la storia di Artwork Italian Heritage by Kerasan?
Artwork Italian Heritage by Kerasan (www.artworkitalianheritage.it) è un brand giovane, nato nel 2021 dall’esperienza manifatturiera di Kerasan, leader da oltre sessanta anni nella produzione di pregiati sanitari in ceramica. Con Artwork abbiamo voluto diversificare l’idea stessa della “destinazione finale” della ceramica, uscendo dagli schemi tipici dei prodotti destinati all’arredo bagno. Questo brand nasce per valorizzare l’artigianalità che si esprime ogni giorno in Kerasan. La volontà di dare un nuovo ruolo alla ceramica non poteva che essere sviluppata in un’azienda in cui la ceramica è vita e la fa da padrona da anni.
Su quali valori si fondano l’identità e la filosofia produttiva di Artwork Italian Heritage by Kerasan?
Innanzi tutto, lasciatemi dire che il brand Artwork si si prefigura come un laboratorio di idee innovativo nel quale artigianalità ed eccellenza convivono e si alimentano reciprocamente. E’ attraverso questo interscambio continuo che riusciamo a creare oggetti particolari e mai banali. Lavoriamo ogni giorno per dare vita a pezzi iconici, che siano esteticamente accattivanti, dopodiché lavoriamo sulle funzioni da abbinare a ogni singolo prodotto. Con Artwork vogliamo interpretare la ceramica realizzando un oggetto che valorizzi l’ambiente in cui verrà collocato. Ogni singolo oggetto è realizzato nel nostro stabilimento e rappresenta la vera essenza del Made in Italy. I valori che fin dalle origini rappresentano Artwork e sono parte integrante del suo dna sono sei. Il design, che è l’elemento trainante dei nostri prodotti, unito a una creatività volutamente senza confini e che ci dice che con la ceramica possiamo realizzare una moltitudine di oggetti differenti e dalle forme più ardite. L’artigianalità, che ci rappresenta nella sua forma più pura e genuina e da cui discende l’unicità dei prodotti offerti ai nostri clienti. Per ultimo, la possibilità di personalizzare tutta la gamma di prodotti con disegni o colori a scelta unitamente a una o più funzionalità abbinate a ogni singolo prodotto, nel pieno rispetto della cosiddetta “arte funzionale”.
Quali saranno le tendenze su cui puntare per il futuro del settore?

Noi pensiamo di essere in una posizione privilegiata, in quanto siamo tra le prime aziende che hanno puntato su oggetti in ceramica per il mondo dell’interior, oggetti che si adattano perfettamente ad ambienti sia indoor che outdoor. In un certo senso siamo dei precursori e più che seguire una tendenza, la stiamo creando. Di accessori in ceramica ne vediamo tutti i giorni, ma nella maggior parte dei casi sono oggetti di dimensioni contenute e, senza offesa per nessuno, dalle forme relativamente convenzionali. Con Artwork abbiamo creato una gamma di prodotti importanti, dalle forme inusuali e con dimensioni significative. Mi lasci citare a titolo esemplificativo Moloco, che è un viso stilizzato con una altezza di quasi un metro, piuttosto che Albero, che rappresenta veramente un albero presente in natura e la cui altezza massima raggiunge i due metri e quindici. Pur nella nostra ancora breve storia, il mercato ci ha accolto con interesse ed entusiasmo e ci ha fatto capire che ci stiamo muovendo nella giusta direzione. Questo significa che continueremo a sviluppare oggetti non convenzionali che possano diventare iconici e che contribuiscano a rafforzare la “brand identity” di Artwork.
Ci racconta alcuni progetti recenti a cui avete lavorato?
Tra gli ultimi progetti a cui abbiamo lavorato c’è Frog, una seduta sviluppata in un pezzo unico in ceramica. Anche in questo caso siamo precursori, in quanto i primi a proporre un oggetto di questo tipo realizzato in ceramica. E, tra l’altro stiamo parlando di una seduta veramente comoda, con uno spazio abbondante per una persona adulta piuttosto che per due. Può essere collocata in numerosi contesti, da quelli interior, ad esempio in una living room di livello, a quelli outdoor come può essere il giardino di una villa. La ceramica ha il grande pregio di adattarsi a condizioni atmosferiche differenti e questo fa sì che i prodotti realizzati in questo materiale siano perfetti per gli ambienti più disparati. Alla base in ceramica possiamo abbinare una gamma di imbottiti praticamente infinita, incluse eventuali personalizzazioni richieste dal cliente e dunque siamo in grado di offrire una seduta declinabile in una moltitudine di forme, tessuti e colori. Vi racconto un aneddoto: un giorno stavamo provando un imbottito color verde stagno lacustre. Data la forma della ceramica, l’imbottito si compone di un cuscino largo tanto quanto la base e di due poggiatesta grandi di forma circolare. Una volta composto, ci sembrava di avere di fronte una rana che ci sorrideva: da qui il nome Frog.
Ci racconta le novità della collezione 2023 che presenterete in occasione della Design Week?

Albero, la nuova scultura in ceramica disegnata da Massimiliano Cicconi.
Tra le novità che porteremo al Salone c’è sicuramente Frog, che ho descritto nella domanda precedente e c’è Albero, declinato come punto luce. E’ un oggetto maestoso e caratterizzante, in grado da solo di “dominare” l’ambiente, diventandone l’assoluto protagonista. Se mi passa il paragone apparentemente azzardato, è un po’ come un buco nero, l’oggetto più affascinante del nostro universo, che ha la peculiarità di piegare lo spazio-tempo nelle sue vicinanze. Albero è un oggetto unico e grandioso, e sicuro “influencer” per tutto l’arredo presente nell’ambiente in cui viene collocato. La luce prodotta tramite led che fuoriesce dalla punta di ogni singolo ramo, lo rende veramente accattivante. Lo offriremo con batteria ricaricabile e controllo da remoto in modo che non ci siano cavi di alimentazione e possa essere utilizzato sfruttandone tutte le potenzialità, inclusa quella di un contesto “free-standing”. Verrà offerto in colori accesi quali ad esempio giallo e arancio e in finiture luxury come oro e platino. Come detto in precedenza, potrà su richiesta essere personalizzato.
Quale sarà il concept dell’allestimento per il Salone del Mobile 2023?
Il 2023 sarà il secondo anno di partecipazione al Salone del Mobile per il brand Artwork. In quest’ottica, cercheremo da un lato di dare una certa continuità all’allestimento proposto lo scorso anno, soprattutto per quanto concerne il colore dello stand. Dall’altro, cercheremo di proporre un contesto di “hospitality” all’interno del quale il visitatore si sentirà coccolato ed accompagnato nella visione dei diversi prodotti. Lo scorso anno in quanto agli esordi, avevamo voluto sviluppare uno stand in un’ottica “museale”, con un ingresso di dimensioni limitate, un ambiente poco illuminato nella sua globalità, all’interno del quale risaltavano i singoli prodotti, illuminati come se fossero su un palco per una rappresentazione teatrale. Per certi aspetti, anche il percorso di visita poteva apparire quasi “guidato”. Quest’anno avremo una apertura ampia e il visitatore si potrà muovere a proprio piacimento, senza dover per forza seguire una direzione predefinita. Più che il percorso, quest’anno ci focalizzeremo sulla storia che vogliamo raccontare con il brand Artwork.
Qual è la “cosa” più contemporanea, forte e promettente che si sta manifestando a suo avviso sulla scena del design contemporaneo?
Io credo che, oggi, il design contemporaneo rifletta la velocità con cui si muove il mondo ai nostri giorni. Non sto giudicando se è un bene o un male, semplicemente ne prendo atto. Personalmente credo che ci sia una continua corsa a voler proporre l’oggetto unico per eccellenza, muovendosi verso la personalizzazione estrema. Questo, se non altro, è quello che ci chiedono quasi tutti gli interior designer che incontriamo quando si parla di inserire i prodotti Artwork nei loro progetti. Nonostante una gamma prodotto significativa e altrettanto per quanto riguarda i colori, la discussione immancabilmente sfocia nella richiesta di qualcosa di diverso che richiami l’unicità e l’esclusività. Di contro, alcuni oggetti iconici sviluppati nei decenni passati continuano ad essere dei punti di riferimento, penso ad esempio al cactus di Gufram, solo per citarne uno. Questo mi fa capire come ci troviamo nel mezzo di un guado dove, da un lato veniamo travolti da un vortice di novità, abbinate a gran richiesta alla sostenibilità e all’utilizzo di materiali innovativi, meglio ancora se provenienti da scarti di produzione, e dall’altro restano evidenti e quasi simbolo di una sacralità immutata, oggetti senza tempo che continueranno consciamente o inconsciamente a essere un riferimento per le nuove generazioni di designer.
Una domanda che è anche un po’ una provocazione, esiste ancora uno stile italiano nel design?
Non so se esista uno stile italiano nel design, sicuramente da noi esistono idee, coraggio, voglia di sperimentare e di esplorare. Dovunque vada nel mondo, quando si parla di design e di moda si parla di Italia. A tutti i livelli, dalle grandi case di moda alle aziende più piccole come la nostra, ci si rapporta quotidianamente con un mondo che evolve, e spesso non sappiamo neanche come…. Ciononostante, proviamo sempre a inventarci qualcosa che alimenti il nostro desiderio di scoperta e di voglia di novità…..D’altronde, siamo o non siamo un popolo di “poeti, artisti, santi e navigatori”?