TASI 2018 scadenze esenzioni


Tasi 2018 seconda rata: scadenza, chi paga, elenco delle esenzioni. Calcolo dell’imposta, codici tributo, modalità di pagamento, termine. Sanzioni per mancato o ritardato pagamento e come effettuare il ravvedimento operoso.

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Con l’approssimarsi della fine dell’anno, arrivano importanti scadenze fiscali per il cittadino italiano, una fra queste è il pagamento della TASI 2018 seconda rata.

Vediamo nel dettaglio chi è tenuto a versare l’importo, le esenzioni in vigore, la scadenza e le modalità per il pagamento. Importante anche conoscere la possibilità del ravvedimento operoso, ovvero come comportarsi quando non ci si è messi in regola con il pagamento nei tempi dovuti.


TASI 2018 cos’è

La Tasi è l’imposta a cui sono soggetti i cittadini italiani al fine di contribuire ai servizi comunali indivisibili, importanti ed utili per il buon funzionamento del comune in cui è situato un immobile di proprietà.

Fra i molteplici e diversi servizi sono compresi la manutenzione delle strade, l’illuminazione, ufficio anagrafe, il verde pubblico, la tutela del patrimonio artistico etc.

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TASI 2018 chi paga

Sono tenuti al pagamento della TASI 2018  i proprietari di immobili di lusso e di pregio rientranti nelle categorie catastali A/1, A/8 ed A/9. Anche per quest’anno sono invece esentati i proprietari di prima casa, in cui vivono e risiedono con il proprio nucleo famigliare.

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Per quanto riguarda le persone in affitto, sono esentati gli inquilini che hanno residenza anagrafica e dimora abituale presso l’abitazione.

Sono tenuti al pagamento per la proprietà di seconde/terze case ed ulteriori abitazioni, oltre ai possessori di uffici, negozi, immobili d’impresa e fabbricati rurali.

Sono invece esentati al pagamento della TASI tutti i terreni agricoli, a differenza di ciò che accade con l’IMU.

TASI prima casa eccezione

In merito alla prima casa, la situazione particolare nella quale i diversi componenti dello stesso nucleo famigliare risiedano in abitazioni diverse, situate nello stesso Comune, solo un’abitazione godrà del diritto all’esenzione.

Qualora le abitazioni si trovino in comuni diversi, allora entrambe avranno diritto all’esenzione.

TASI 2018 esenzioni

Come detto, il proprietario ha diritto all’esenzione per la prima casa.

Sono esenti dal pagamento dell’imposta anche le pertinenze dell’abitazione principale, ovvero:

  • box auto classificato C/6
  • tettoie e magazzini C/7
  • locali di sgombero e cantine 8C/2

Da precisare che l’esenzione è prevista per una sola pertinenza per ciascuna categoria.

Ulteriori esenzioni sono poi previste dal dispositivo di legge, che possono essere così elencate:

  • abitazioni con un solo occupante;
  • case utilizzate per uso stagionale o limitato;
  • cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), purchè pensionati nei rispettivi Paesi di residenza (non in Italia), a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, sempre che la casa stessa non sia in locazione o in comodato d’uso;
  • militari o membri della forze di polizia, Vigili del fuoco e appartenenti alla carriera prefettizia in servizio permanente effettivo, dopo aver presentato opportuna dichiarazione in Comune;
  • anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti adibiti a ricovero permanente, purchè l’abitazioni non sia stata data in affitto.

TASI 2018 casi particolari

Vi sono poi alcuni casi specifici che meritano di essere trattati separatamente per maggior chiarezza.

Studenti e lavoratori

Gli studenti, in qualità di inquilini fuorisede, ed i lavoratori che prendono in affitto un’abitazione per essere più vicini al posto di lavoro, senza modificare la propria residenza, sono tenuti al pagamento dell’imposta.

Coniugi separati divorziati

In caso di coniugi separati e divorziati, occorre considerare la sentenza del tribunale:

se l’abitazione coniugale viene assegnata all’ex coniuge in seguito alla sentenza di separazione od annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, l’altro ex coniuge non è tenuto al pagamento della Tasi.

Il coniuge separato che esce dall’abitazione dell’ex coniuge, non è dovuto il pagamento delle imposte sulla prima casa.

Casa inagibile

Case inagibili e dimore storiche

Le abitazioni inagibili, inabitali e dimore storiche determinano il diritto alla riduzione del 50% della base imponibile.

TASI 2018 quando si paga

Il pagamento della seconda ed ultima rata della TASI 2018 è previsto entro il 17 dicembre 2018.

TASI 2018 calcolo

Il calcolo corretto per conoscere l’importo della TASI 2018 è il seguente:

rendita catastale x 1,05 (rivalutazione del 5%) x coefficiente catastale x aliquota /1.000

Importante dunque conoscere quali sono i coefficienti per ogni singola categoria catastale:

  • A/1, A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/8, A/9 e A/11  160
  • A/10 80
  • Da B1 a B8 140
  • C/1 55
  • C/2, C/6 e C/7 160
  • C/3, C/4 e C/5 140
  • D/1, D/2, D/3, D/4, D/6, D/7. D/8, D/9 E D/10 65
  • D/5 80

TASI 2018 codici tributo

I codici tributi TASI da indicare sui modelli relativi al pagamento dell’imposta sono i seguenti:

  • codice 3958 abitazione principale e relative pertinenze
  • codice 3959 fabbricati rurali ad uso strumentale
  • codice 3960 aree fabbricabili
  • codice 3961 altri fabbricati

TASI 2018 modalità di pagamento

Per mettersi in regola con il pagamento dell’imposta, il cittadino ha due possibilità:

  • modello f4;
  • bollettino postale.

Modello F24

Il pagamento può essere effettuato mediante il modello F24 compilando nella sezione apposita indicata con la denominazione sezione “Imu e altri tributi locali”.

Bollettino postale

L’imposta può essere pagata anche mediante il bollettino postale precompilato ed inviato al domicilio del proprietario dell’immobile.

Dove si può pagare TASI

Il cittadino può effettuare il pagamento dell’imposta presso:

  • banche
  • uffici postali
  • online
  • mediante gli intermediari fiscali abilitati, commercialisti e consulenti

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TASI sanzioni per mancato e ritardato pagamento

Mediante lo strumento del ravvedimento operoso, il contribuente ha fino ad un anno di tempo per versare l’importo dovuto, mettendosi in regola con lo Stato, grazie ad un’agevolazione particolare sugli interessi e sanzioni:

  • Ravvedimento sprint con un ritardo fino a 14 giorni che vede una sanzione dello 0,1% al giorno fino al massimo di 1,4% nel limite dei 14 giorni a cui si aggiungono gli interessi attualmente dello 0,3% (Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 13 dicembre 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 292 del 15 dicembre 2017).
  • Ravvedimento breve dai 15 ai 40 giorni, la sanzione sale al 1,5 % più interessi dello 0,3%.
  • Ravvedimento medio dai 30 ai 90 giorni, la sanzione sale al 1,67 % più interessi dello 0,3%.
  • Ravvedimento lungo dai 90 giorni ad un anno, dove la sanzione sale al 3,75% più interessi dello 0,3%.

Trascorso un anno dal termine previsto per il pagamento dell’imposta, ovvero coincidente con la scadenza del termine previsto per usufruire del Ravvedimento operoso, si applica la sanzione del 30% dell’imposta. In questo caso, al fine di regolarizzare la propria situazione, è necessario rivolgersi all’Ufficio Tributi del proprio Comune.

Davide Bernasconi
  • Redattore specializzato in Design
  • Scrittore e Blogger

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