TARI 2019 tassa sui rifiuti


TARI 2019: definizione della tassa sui rifiuti. Il metodo di calcolo, la distinzione fra utenze domestiche e non domestiche. Quando e come si paga, cosa fare se non si riceve il bollettino. I casi di esenzione completa e parziale della TARI (Ex TIA, TARSU e TARES), sanzioni per mancato pagamento o ritardo e ravvedimento operoso.

Rifiuti

La tassa sui rifiuti, indicata di seguito con la sigla TARI, è l’imposta che ciascun cittadino proprietario od in affitto in un appartamento, ufficio o capannone, ha l’obbligo di pagare ogni anno, in soluzione unica o a rate, per lo smaltimento dei rifiuti prodotti.

La quota pagata da ciascun contribuente italiano è dunque destinata a coprire i costi necessari per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.

Le regole e le tariffe vengono fissate da ciascun Comune in base alle delibere del consiglio comunale.

La TARI è nata nel 2013: con tale denominazione l’imposta per lo smaltimento dei rifiuti ha sostituito le precedenti definizioni di TIA, TARSU e TARES.

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TARI 2019: come si calcola

Il calcolo della TARI 2019 prevede di considerare due componenti principali:

  • quota fissa
  • quota variabile

Quota fissa della TARI 2019

La quota fissa rappresenta la parte essenziale della tariffa, fondamentale per calcolare il costo finale del servizio. E’ infatti determinato da:

  • metri quadri dell’immobile soggetto alla tassa
  • modalità del servizio fornito
  • costi di investimento e di esercizio dell’azienda incaricata dell’attività

Quota variabile della TARI 2019

La quota variabile è invece più semplice, in quanto è determinata dal numero dei componenti del nucleo familiare che occupano l’immobile soggetto all’imposta.

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TARI 2019: tipologia utenze

Per completare la modalità del calcolo, occorre tenere in considerazione la tipologia di utenze, che si distinguono in:

  • utenze domestiche
  • utenze non domestiche

Utenze domestiche

Il calcolo della TARI per le utenze domestiche prevede di tenere in considerazione la superficie dell’immobile, indicata in metri quadrati. Nello specifico, il regolamento indica che l’imposta è determinata dal seguente calcolo:

  • 80% metri quadri immobile x n° occupanti dell’immobile

Per quanto riguarda il numero delle persone, si fa riferimento agli individui residenti. Con il termine utenze domestiche si intendono abitazioni, garage, cantine, posti auto, etc.

Utenze non domestiche

Innanzitutto cominciamo con il chiarire il significato del termine: per utenze non domestiche si intendono tutte le attività commerciali, industriali, artigianali, professionali, inoltre sono comprese strutture pubbliche, onlus, ospedali, impianti sportivi ecc.

L’imposta viene calcolata sulla base di:

  • superficie dei locali ed aree occupate
  • tipologia delle attività che vi si svolgono.

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TARI 2019: quando si paga

Le scadenze per il versamento della TARI 2019 variano a seconda del Comune di riferimento. In linea generale si può indicare in:

  • acconto o versamento intero entro 31 luglio 2019
  • saldo entro 31 ottobre 2019

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TARI 2019: come si paga

La TARI può essere versata mediante:

  • bollettino postale precompilato inviato presso il proprio domicilio dal Comune
  • modello F24 da presentare presso gli sportelli bancari o postali

TARI 2019: se non si riceve il bollettino

Ormai la maggioranza dei comuni italiani provvede ad inviare presso il domicilio un avviso di pagamento che contiene i bollettini precompilati che rendono più semplice il pagamento dell’imposta.

Nel caso in cui, nel periodo in cui si dovrebbe procedere al versamento, non si è ancora ricevuto la lettera, è consigliabile chiedere informazioni all’ufficio del proprio comune addetto al servizio.

Per tale motivo, è meglio conservare le ricevute di pagamento e le lettere allegate in un apposita cartelletta: in questo modo risulterà semplice risalire al numero di telefono di riferimento, oltre ad avere sempre con sè, le attestazioni dei pagamenti in caso di contestazione.

TARI 2019: esenzioni

Capitolo a parte merita il discorso delle esenzioni, che sono state previste su base nazionale e dunque, nei termini generali, non possono essere abolite dal Comune presso cui si è tenuti al pagamento dell’imposta.

Le esenzioni possono essere di due tipi:

  • esenzione ridotta
  • esenzione completa

TARI 2019: esenzione ridotta

I casi specifici di esenzione ridotta sono determinati dal fatto che il servizio di raccolta rifiuti viene effettuato in maniera irregolare o con gravi inadempienze, ovvero:

  • servizio di raccolta dei rifiuti è insufficiente tale da lasciare la spazzatura in strada, la TARI è dovuta nella misura massima del 20% della tariffa
  • si verificano casi interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili problemi organizzativi
  • punto di raccolta lontano dall’abitazione, tariffa ridotta al 40% dell’importo massimo

Ulteriori possibilità di esenzione sono determinate dai regolamenti comunali. Informandosi presso gli uffici appositi, è possibile sapere se siano previste, per l’anno in corso, apposite riduzioni per abitazioni occupate da una sola persona oppure in favore di famiglie che si trovano in situazioni economiche disagiate.

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TARI 2019: esenzione completa

L’esenzione completa dal pagamento della TARI è prevista nel caso in cui l’edificio di proprietà risulta disabitato. Più precisamente sono necessarie le due seguenti condizioni:

  • non sono attive le utenze di luce, acqua e gas
  • l’appartamento è privo totalmente di arredi

allora è possibile dimostrare che non si può vivere ed abitare al suo interno.

Tuttavia, per il modo migliore, è assicurarsi che vi sia il requisito necessario dell’invivibilità; a tale proposito è meglio prima consultare il regolamento comunale, per conoscere tempistica e modalità per la richiesta dell’esenzione.

Tari sanzioni per mancato e ritardato pagamento

Grazie al ravvedimento operoso, il contribuente ha un anno di tempo per versare l’importo dovuto con un’agevolazione particolare sugli interessi e sanzioni:

  • Ravvedimento sprint con un ritardo fino a 14 giorni che vede una sanzione dello 0,1% al giorno fino al massimo di 1,4% nel limite dei 14 giorni a cui si aggiungono gli interessi attualmente dello 0,3% (Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 13 dicembre 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 292 del 15 dicembre 2017).
  • Ravvedimento breve dai 15 ai 40 giorni, la sanzione sale al 1,5 % più interessi dello 0,3%.
  • Ravvedimento medio dai 30 ai 90 giorni, la sanzione sale al 1,67 % più interessi dello 0,3%.
  • Ravvedimento lungo dai 90 giorni ad un anno, dove la sanzione sale al 3,75% più interessi dello 0,3%.

Dopo l’anno, ossia dopo il termine previsto per usufruire del Ravvedimento operoso si applica la sanzione del 30% dell’imposta. In tal caso per regolarizzare la propria situazione è necessario rivolgersi all’Ufficio Tributi del proprio Comune.

Davide Bernasconi
  • Redattore specializzato in Design
  • Scrittore e Blogger

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