Superbonus 110: nessuna proroga, spiraglio per cessione del credito

Davide Bernasconi
  • Dott. in Economia e Commercio
29/06/2022

Scontro Governo-maggioranza per prorogare le scadenze del Superbonus 110. Si tratta sulla cessione del credito a nuovi soggetti, fino ad un massimo di 4 cessioni.

Superbonus 110: nessuna proroga, spiraglio per cessione del credito

Superbonus 1110: niente proroghe e su questo il Governo pare al momento molto deciso nel non allargare le maglie del credito, con l’aggiunta di ulteriori fondi nelle casse statali. Come già emerso nei giorni, i fondi a disposizione sono finiti.

La battaglia per nuove concessioni si sta consumando fra governo e maggioranza, con il Movimento 5 Stelle che chiede a gran voce di allargare le maglie del credito e di semplificare alcune procedure.

Sono comunque tutti i partiti ad insistere per una revisione del meccanismo che renda più efficienti le abitazioni, sfruttando così il momento per rinnovare edifici poco “green”.

Il braccio di ferro sulla cessione dei crediti per i bonus edilizi rischia di prorogarsi fino alla chiusura delle camere per la pausa estiva. Per la fazione che chiede la riapertura a tutte le partite IVA e senza la presenza di una soglia minima di fatturato, aver ottenuto del Ministero la promessa di procedere alla riformulazione può già essere considerata una piccola vittoria.

Di contro, il Governo ha detto chiaramente un no secco a qualunque tentativo ed ipotesi di proroga delle scadenze, in primis le villette unifamiliari, oltre alla rimozione dei vincoli introdotti nel corso dei mesi per frenare e bloccare ogni tentativo di frode che rischiava di essere un peso eccessivo per le finanze pubbliche.

La novità in arrivo, su cui tanti stanno sperando, è la possibilità di cedere il credito a tutte le aziende, indipendentemente dalla loro dimensione, fino ad un massimo di 4 cessioni. Unico vincolo, sembrerebbe quello di limitare l’ultima cessione a soggetti non consumatori.

Nel frattempo, il governo ha ribadito lo stop all’apertura, su cui le banche contavano, di poter utilizzare il modello F24 per le compensazioni dei crediti. Il parere negativo dei tecnici del Mef è quello di scaricare ulteriormente i costi sulle casse dell’Erario pubblico.