Detrazione impianto elettrico 2019


Detrazione impianto elettrico 2019. La tipologia delle opere ammesse. Aliquote fiscali in vigore. Modalità di pagamento. Beneficiari. Certificazione dell’impianto.

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Uno dei lavori importanti e fondamentali da svolgere quando si provvede alla ristrutturazione di casa o all’acquisto di una vecchia abitazione, è avere l’impianto elettrico a norma, condizione vitale per la sicurezza di chi risiede.

Ad aiutare il contribuente, anche per l’anno solare 2019 è prevista la possibilità della detrazione impianto elettrico, consentendo di ridurre il carico fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.


Detrazione impianto elettrico: quali opere

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Rifare l’impianto elettrico è un’operazione che rientra all’interno della tipologia di lavori ritenuti opera di manutenzione straordinaria.

Dunque i costi sostenute dal contribuente, purchè venga rispettata una serie di requisiti, possono essere portati in detrazione.

Detrazione impianto elettrico: aliquote

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L’agevolazione fiscale concessa a chi effettua lavori di rifacimento dell’impianto elettrico consiste nella detrazione IRPEF del 50% del costo sostenuto fino ad un massimo di €96.000 di importo totale.

In sostanza si può detrarre in dichiarazione fino ad un massimo di €48.000 (50% di 96.000).

La detrazione viene effettuata in 10 rate annuali di pari importo.

L’aliquota 50% rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2019.

Detrazione impianto elettrico: modalità di pagamento

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Requisito importante è che i pagamenti vengano effettuati mediante un bonifico parlante, postale o bancario, sul quale risultano:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986),
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione,
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Dunque non è assolutamente consentito il pagamento in contanti, formula che non consente di beneficiare del bonus. Presso gli istituti bancari è possibile farsi consegnare moduli pre-compilati che indicano la dicitura completa ed idonea, altrimenti ci si può appuntare la seguente formula:

Lavori edilizi (articolo 16-bis del Dpr 917/1986) – Pagamento fattura n. XXX del XXX a favore di XXX partita Iva XXX, Codice fiscale beneficiario detrazione XXX.

Detrazione impianto elettrico: beneficiari

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Innanzitutto è importante affermare che i lavori di ristrutturazione e le relative detrazioni, possono riguardare in maniera indistinta prima casa, seconda casa, etc.

Ad essere ammessi al beneficio fiscale della detrazione sono le seguenti categorie di soggetti:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari (affittuari) o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali (investimenti che l’azienda utilizza per il suo funzionamento) o merce;
  • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Qualora sia stato stipulato un contratto di preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente può effettuare i lavori e godere successivamente del bonus se:

  • è stato immesso nel possesso dell’immobile
  • i lavori di ristrutturazione sono svolti a suo carico
  • il compromesso è stato regolarmente registrato.

Detrazione impianto elettrico: certificazione

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L’impianto elettrico deve rispettare la norma CEI 64-8,  la quale indica tutta una serie di parametri e vincoli da rispettare riguardanti il progetto, la messa in opera e la verifica degli impianti elettrici.

La certificazione, effettuata da un professionista abilitato, è necessaria per indicare che l’impianto non presenta difetti.

Ulteriori documenti che devono essere in possesso del proprietario dell’appartamento è il Certificato di conformità o la Dichiarazione di rispondenza dell’impianto alle normative.

La Dichiarazione di conformità (DiCo) è il documento obbligatorio che si deve aver in possesso nel momento in cui viene installato un nuovo impianto di tipo elettrico, idraulico, riscaldamento, cottura o evacuazione fumi (canna fumaria).

La Dichiarazione di rispondenza (DiRi) è invece il documento che viene redatto nel momento in cui viene a mancare, perchè inesistente od irreperibile il Certificato di conformità, nel caso quest’ultimo fosse inesistente o irreperibile.

Davide Bernasconi
  • Redattore specializzato in Design
  • Scrittore e Blogger
  • Esperto di Arredo e design

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